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HyperX Cloud Flight

Anche Kingston aveva voglia di dare un contributo al mercato dei gaming headset wireless, lanciando il suo HyperX Cloud Flight a 159 euro. Per noi è il secondo headset quest’anno, dopo il test delle Arctis 7 di tre settimane fa, e come di consueto speriamo che la recensione vi piaccia!

Contenuto della confezione

HYPERX CLOUD FLIGHT

Il packaging di HyperX Cloud Flight non è dei più lussureggianti per un gaming headset e anche la dotazione è scarna. Troviamo il microfono, un dongle wireless (niente bluetooth su queste cuffie), un cavetto per la ricarica e uno con jack da 3,5 per l’utilizzo wired. Non ci sono pad di ricambio e non ci sono prolunghe. Nell’utilizzo wired, il cavo da 1,3m soffre del solito problema: è troppo corto o è troppo lungo, a seconda del dispositivo utilizzato, ma non è della giusta misura. Il motivo per cui i produttori si siano dati questo standard con i cavi resta un mistero. Il cavo è a due poli, quindi niente microfono e niente controllo del volume.

Qualità costruttiva

L’impressione iniziale è che Kingston abbia rifilato una sòla con l’HyperX Cloud Flight. Vuoi per il citato packaging poco premium, vuoi per la sovrabbondanza di plastica, leviamo le Cloud Flight dalla loro confezione con un’espressione tra l’incredulità e lo schifo. È tutta plastica, gli unici componenti in metallo sono le viti e il telaio dell’arco (una parte del telaio, per essere precisi). Questa impressione va però scemando man mano che forziamo, in modi sempre più innaturali, il prodotto. È plastica ma non plasticaccia. Emette dei suoni per nulla rassicuranti, eppure non si deforma e non si rompe quando sottoposta a forti torsioni. Sono trascorsi dieci minuti e siamo molto più rassicurati: non è una sòla.

Scelte di design

Resta una leggera preoccupazione per quanto riguarda le giunture che collegano i padiglioni. Probabilmente è retaggio di traumi passati, quando abbiamo visto padiglioni ciondolanti, rimasti in posizione solo perché ancora attaccati al filo. Noi le torsioni innaturali le abbiamo fatte, se le giunture avessero avuto problemi si sarebbero già rotte. Poi se fai cuffie totalmente in plastica, magari le giunture non le metti, ma tant’è… Altra scelta profondamente sbagliata è quella di integrare la benedetta rotellina del volume. Sappiamo che questa creerà problemi, in un futuro più o meno prossimo, ma tutti i brand continuano a servirsene. A differenza di altri modelli, però, quella usata sull’HyperX Cloud Flight ha scanalature più ampie e uno spessore maggiore, particolari che la rendono meno propensa a trascinare polvere e cellule morte sui contatti. Nota per i più precisi: la rotellina non va a scatti e non oppone resistenza, quindi è difficile regolare con precisione il volume via headset.

Non abbiamo l’RGB ma dei semplici LED rossi, disattivabili, e va bene così perché meno carica disperdiamo e meglio è. Sono assenti l’indicatore del livello di batteria e quello del microfono. In entrambi i casi saremo avvisati attraverso dei segnali acustici riprodotti in cuffia. Ultimo appunto sui LED: sono impostati per accendersi insieme alle cuffie e vanno spenti manualmente ogni volta.

Comfort

Essendo HyperX Cloud Flight un headset di plastica, è naturalmente tra i più leggeri. Nelle specifiche sul sito ufficiale si parla di 300g, per la nostra bilancia sono 284g. La morbida imbottitura sull’arco diventa perciò più che sufficiente e non si sente la mancanza di un archetto di sospensione. A patto di non aver indossato poco prima un paio di Arctis 7. I pad in finta pelle sono anch’essi morbidi e confortevoli, piacevole la presenza di una leggera imbottitura anche nell’ovale interno, che evita il contatto tra l’orecchio e il driver. Nessun problema con chi indossa gli occhiali con montature spesse fino a 2mm, sono dolori invece con quelle da 3mm. Ricordiamo che non ci sono altri pad inclusi nella confezione e che quelli in finta pelle sono inutilizzabili l’estate, quindi mettete in conto la spesa per i pad di ricambio.

Isolamento

Sono cuffie chiuse, mantengono bene i suoni all’interno dei padiglioni e sono ideali per non disturbare chi ci sta intorno. Lo stesso discorso però non si può fare in senso inverso. I padiglioni sono on-ear e, pur aderendo bene sulla superficie delle orecchie, ci isolano molto poco dal contesto. Con tutte le on-ear è normale percepire alcuni rumori ma con queste sentiamo anche la tastiera, non in maniera forte ma la sentiamo, e questo non dovrebbe succedere. Nelle specifiche tecniche, il produttore scrive circumaurale, beh sono tali per un bambino di 5 anni.

Prestazioni

HYPERX CLOUD FLIGHT

Con HyperX Cloud Flight non è incluso nessun software, è un headset plug&play, ed apprezziamo tantissimo questa scelta. Avere un pannello in esecuzione per ogni singolo prodotto ha parecchio stufato. I fan del surround virtuale dovranno perciò servirsi di altri software. È un headset da gaming, non per audiofili, quindi si presta a rendere buona l’esperienza in game e non a far distinguere ogni singolo strumento musicale. Sì, ci siamo stancati pure noi di scriverlo ogni volta. Il suono è pulito, la qualità bilanciata (nessuna frequenza soffoca l’altra), danno il meglio negli spazi chiusi (es. Doom) e se la cavano bene anche negli spazi aperti offrendoci un buon senso della posizione. Perché, sì, quando l’audio del gioco è implementato decentemente e le cuffie sono buone, non serve il virtual surround per capire dove ci troviamo rispetto ai rumori che sentiamo. Di solito liquidiamo il discorso dicendo che sono come gli altri nella stessa fascia, in questo caso invece abbiamo un suono pieno, più immersivo. Una possibile spiegazione è la scelta di montare driver da 50mm, quando molti altri montano quelli da 40. Non siamo soddisfatti del volume massimo, a nostro parere troppo basso per degli headset on-ear.

Microfono

Come tutti gli altri. È molto “telefonico”, piatto, ma funziona egregiamente per quello a cui serve. La voce è sempre chiara, comprensibile e i rumori di fondo non vengono trasmessi. Precisiamo nuovamente che il microfono non funziona quando le cuffie sono collegate al filo. Niente sidetone.

Fin dove arrivo con HyperX Cloud Flight?

I 20 metri dichiarati sono utopia. Evitando di chiudervi la porta alle spalle, potrete continuare ad ascoltare l’audio in altre stanze, fino a 6 metri circa. Passata questa distanza, il segnale inizia a soffrire di intermittenze fino a perdersi del tutto superati i 10 metri.

Batteria

Quando Plutone, Urano e il satellite H41JLG5K sono perfettamente allineati, HyperX Cloud Flight raggiunge le 30 ore dichiarate. A carica completa e led spenti, la batteria non arriva a fine giornata in una domenica interamente dedicata al gioco. La differenza è dovuta, crediamo, al volume. Kingston preventiva il tempo con volume al 50% ma, essendo già basse di loro, noi le utilizziamo quasi sempre al 90/100% del volume. Come già accennato, la scocca è priva di indicatori del livello di batteria e questo ci obbliga a lasciarle sotto ricarica ogni notte anche nei giorni in cui sono usate solo saltuariamente. Sempre per l’assenza dell’indicatore, vi raccomandiamo di non utilizzare le porte a ricarica rapida.

Dettagli
Specifiche Tecniche

https://www.hyperxgaming.com/it/headsets/cloud-flight-wireless-gaming-headset

Requisiti di sistema

Senza filo: PC, PS4
Con filo: PC, PS4, Xbox One, Mobile

Piace

Wireless affidabile
Ottime prestazioni
Buon microfono
Plug&Play

Non Piace

Interamente in plastica
Rotellina per il volume
Pads di ricambio assenti
Lunghezza del cavo

Giudizio
Voto
Prezzo
70%
Qualità
75%
Prestazioni
85%
Caratteristiche
80%
Usabilità
89%
Estetica
70%
Sintesi

Gli headset in questa fascia lasciano sempre una sensazione di prezzo troppo alto, perché fanno meglio di un entry level da gaming ma senza raggiungere le prestazioni di chi si posiziona un pochino più in alto. Al netto di questa sensazione, resta il fatto di trovarsi di fronte a una serie troppo lunga di compromessi. Dalle assenze ingiustificate (padiglioni più leggeri, prolunghe, bluetooth, led per mic e batteria) alla plastica ovunque, il volume basso e lo scarso isolamento in entrata, questo primo headset wireless di HyperX non è caldamente consigliabile ma presenta numerosi aspetti positivi che fanno ben sperare per una futura revisione. Certo, se il prezzo dovesse scendere, non troverebbero rivali tra gli headset a 100 euro.

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