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Cosa vorremmo vedere (e non) nel gaming case del futuro

Il case è una parte importante del PC e influisce sulle prestazioni più di quanto il consumatore medio si aspetti. Quante volte ci siamo sentiti chiedere perché il PC non rispecchiava le prestazioni lette online. O perché i giochi cominciavano a perdere stabilità dopo qualche ora. Il problema era quasi sempre la temperatura e su questa influisce non poco il case acquistato. Quando il PC scalda di più, non solo consuma di più ma c’è anche un calo delle prestazioni. Però, prima di passare a come vorremmo il nostro prossimo case, proviamo ad analizzare molto sommariamente cosa è successo negli ultimi vent’anni!

Gira la moda

xaser II

Come ogni altro prodotto le cui vendite dipendono dal design, anche i case pensati per i videogiocatori si sono spesso uniformati a quelle che erano le tendenze del momento. E continuano a farlo. Passata la moda del display con la velocità di clock, già inutile da un pezzo, iniziarono a diffondersi i case di colore nero. Fu una mezza rivoluzione perché erano sempre stati tra il bianco sporco e il giallino. Intanto spuntarono come funghi i case moddati, tra soluzioni a liquido e ventole da 60mm piazzate un po’ a casaccio. Parole chiave: raffreddamento e materiale Dremel-friendly. Il must? Possedere un case in alluminio! Rigorosamente alluminio lucidato. Il case in alluminio sembrava miracoloso, con questo semplice accorgimento si poteva overclockare alla grande e col Dremel era come modellare del burro. C’era un piccolissimo problema: quelle lamiere erano affilate come rasoi e pochi brand si preoccupavano di coprire i punti peggiori con delle guaine.

lcd cases old tomshardware

(da Tom’s Hardware)

Paranoie e ossessioni

Le temperature andavano tenute d’occhio, costantemente! E quelle ventole? Funzionavano? Non è che qualcuna era ferma? Ma è rotta o è solo pigra? E se overclockassimo le ventole?! Via con controller, fanbus e il ritorno del display sui case!

Finalmente avevamo 600 ventole, un display informativo che nemmeno l’Enterprise e le mani grondanti di sangue… Però mancava qualcosa: finestre e lucine! È sempre nello stesso periodo, infatti, che vengono commercializzati i primi case con finestra a cui seguiranno i neon e, infine, l’UV reactive. Se il primo a piazzare il pannello acrilico sul cabinet fu sicuramente un modder, non ricordiamo chi lo commercializzò per primo. Probabilmente non un brand specifico ma uno shop online come il vecchio pcmods.com.

Consumatore = youtuber

Mentre nei primi anni 2000 molti produttori, non solo di case, cercavano consigli e idee sui forum più noti e su qualche blog, tra il 2008 e il 2010 questa tendenza è cambiata. «Perché scervellarsi su cosa voglia la gente quando qualcun altro può dire loro cosa devono volere?». Il ragionamento deve essere stato questo, infatti i case hanno iniziato a soddisfare sempre più le esigenze di chi stava passando dai semplici unboxing alle recensioni e ai servizi più approfonditi. A contare, da allora, non sono state più le esigenze dei consumatori ma il parere dato da una ventina di canali Youtube. Sponsorizzati dai marchi che dovrebbero valutare. Sarebbe come chiedere a Mastrota cosa ne pensa dei materassi Eminflex!

(tool)Less is more?

enermax CS-5190AL

L’Enermax CS-5190AL (sic!)

Correre dietro a chi deve assemblare PC tutti i giorni per testare i componenti favorì la diffusione dei sistemi toolless. E di questo oggi godiamo tutti. Ma quanto ci è stato tolto? Ogni volta che è stata aggiunta una miglioria e ne è stata levata un’altra, ci hanno detto che l’aggiunta era necessaria e che ciò di cui siamo stati privati non era importante. L’alluminio non diminuisce sensibilmente la temperatura, va bene anche il SECC. Il SECC è buono, ma pure il SPCC. Vanno bene SECC e SPCC ma alla fine quale volete che sia la differenza tra questi e del normalissimo acciaio? I poveri produttori devono pur risparmiare da qualche parte per potervi vendere un case a soli 200 euro! E il Plexiglas? I polimetilmetacrilati sono tutti identici e tutta la plastica trasparente è un po’ polimetilmetacrilato. Così mi ha detto il PR… E dai! L’importante è che abbiano spessore! Ma che bello questo pannello in acrilico così sottile! E poi è più trasparente del vetro! Ma ve lo immaginate il vetro su un case? È pesante, si rompe facilmente, non andranno mai bene! Ma che figata è il pannello in vetro temperato!? Gli HDD sono stati spostati a dodici isolati dalle ventole ma non fa niente! Chi vi ha detto che vanno raffreddati? Io? Ma no, quelli erano i modelli vecchi; del mese scorso! Vi ho già fatto vedere come sono belle le nuove viti RGB? Ma l’alimentatore è meglio sopra o sotto? Aspetta che chiedo allo sponsor!

L’ultima goccia: i case con le DLC

bonolisL’abbiamo visto con i videogiochi. Le espansioni erano partite come un modo per prolungare il divertimento e supportare gli sviluppatori, poi sono diventate pezzi del titolo di base e patch correttive a pagamento (ciao Blizzard!). Con i case sembra stia succedendo la stessa cosa, con sempre meno moduli inclusi, da acquistare a parte. Moduli che, ovviamente, devono essere dello stesso marchio, altrimenti non sono compatibili. NZXT ha provato a farlo col suo non-controller, Cooler Master con il FreeForm™ Modular System, e siamo sicuri che altri seguiranno questi esempi. A quando la prima COTY edition?

Rimettere il consumatore al centro

sgarbi

Crediamo che, come accaduto anche con le schede madri, i produttori abbiano completamente perso di vista le esigenze del consumatore per andare incontro a quelle degli youtuber/influencer. La differenza tra noi consumatori e loro è che il PC lo assembliamo raramente e il toolless ci servirebbe per semplificare la pulizia, non per montare/smontare alimentatore e scheda madre! A noi il PC deve restare stabile h24, 365 giorni l’anno, poiché il nostro non finirà in un magazzino o su eBay dopo pochi giorni. Semplificare l’assemblaggio va bene ma che sia utile. La slitta per l’alimentatore, per esempio, sì è comoda ma la usi una volta. Una! I gommini antivibrazione per gli HDD sono molto più utili ed esistono da 15 anni, però sempre più produttori dimenticano di aggiungerli. Secondo voi qualche influencer l’ha fatto notare? Ovviamente no, perché a loro non servono!

convogliatore

Chi ha memoria dei convogliatori?

Filtri e griglie

Sono tra le questioni più spinose. Molti aggiungono piccole griglie lungo il profilo del case ma senza filtrarle. I filtri servono anche su un solo centimetro di griglia, perché la polvere da lì entrerà sempre. Finora abbiamo visto solo Cooler Master filtrare le piccolette e speriamo che gli altri seguano questo di esempio, non il FreeForm™. E basta plastica! I filtri in plastica fanno schifo! Alcuni si spezzano, altri si sfilacciano, tutti bloccano una grande quantità di aria. Il filtro deve essere di nylon. Ci piacerebbe iniziare a vedere anche griglie ottimizzate per l’airflow al posto delle solite completamente piatte. Il riferimento non è alla forma della griglia quanto alla sua struttura che raramente è smussata o arrotondata. Ci auguriamo che siano sparite per sempre quelle che amplificano il rumore della ventola e quelle vibranti perché fissate male.

Il telaio dei mid-tower

La stragrande maggioranza dei consumatori non monta enormi VGA in coppia, non compra mobo E-ATX e non usa liquido custom. Chi lo fa, dalla notte dei tempi, compra un full-tower. Non si capisce dunque perché tra le nuove tendenze vi sia quella di fare questi telai enormi, tra l’altro con finestra, così da mostrare il vuoto dentro il case. Nonostante siano più grandi del dovuto, hanno difetti di design che li fanno sembrare stretti. Ad esempio non c’è mai spazio sufficiente tra il top e la mobo, in alcuni casi neppure tra la ventola posteriore e la mobo, strozzando il flusso d’aria verso il dissipatore della CPU. Perché tutto è disordinatamente ammassato in modo da lasciare spazio a un serbatoio, usato da una piccolissima percentuale di acquirenti. Sarebbe invece utile levare spazio al telaio per aggiungerlo al suo esterno, in particolare su top e fronte, così da non strozzare le ventole. Una piccola nota a margine: noi stiamo continuando a chiamare produttori i brand che leggiamo sui case ma in realtà sono molti meno e i brand si limitano ad acquistare i telai. È per questo motivo che sono tutti uguali.

Ventole

ventole toolless

Finezze Lancool

Sfatiamo il mito delle ventole costose incluse nei case, perché non è così. Anche se il modello si chiama come la ventola da 30 euro commercializzata dallo stesso marchio, la versione inclusa nei case è sempre diversa (e più economica). Anche noi cadevamo nella trappola: «C’è da considerare il prezzo delle ventole incluse». No ragazzi, non è così che funziona. Se i maggiori produttori cominciassero a scalare quelle 60-70 euro che ingenuamente attribuiamo alle ventole, nessuno li comprerebbe più con le ventole. Ma dato che le includono per venderle, di fatto le compriamo obtorto collo, che abbiano almeno un occhio di riguardo per chi deve pulirle. La, forse defunta, Lancool ben 10 anni fa aveva brevettato un comodo sistema toolless. Quella volta l’anno che ripuliamo le ventole da ciò che i filtri non hanno trattenuto, è facilissimo farlo così, senza sgomitare dentro il cabinet con un cacciavite. E poi non strozzatele! Già sono meno performanti, per di più afflitte dai limiti di griglie e filtri, perché levargli anche lo spazio dovuto? Per avere un telaio più largo? E secondo voi, a parità di ventole, si raffredderà prima un telaio grande o uno piccolo?

La ventola sul retro è universalmente la exhaust, costa tanta fatica evitare la griglia a nido d’ape e piazzare quella a ragnatela?

Dai PCI holder alle VGA verticali

pci holder

Tra le robe cool a vedersi ma di cui possiamo fare tutti a meno, c’erano i PCI holder. Questi avevano conquistato i case di tutte le fasce (entry level in plastica, gli altri in metallo). Oggi sono scomparsi, non per il peso delle VGA ma perché troppo spesso sono incompatibili con le VGA custom e i dissipatori più grossi. Quello che era un standard inutile dell’epoca sta per essere sostituito con uno altrettanto inutile: i bracket verticali. Ogni brand che si rispetti ha già messo in commercio il suo bel case con bracket verticali per seguire la tendenza del momento. Peccato che i bracket siano sempre troppo vicini al pannello, causando la strozzatura delle ventole piazzate sulla VGA. E di solito sono pure incompatibili con le VGA custom, proprio come gli holder. In mezzo tra questi due standard ci sono state le staffe per evitare il sagging, quelle sì utilissime. E infatti adesso nessuno le include più, le vendono a parte. DLC.

Unità da 3,5″ e 5,25″

Un’altro accessorio che hanno cominciato a vendere a parte è l’alloggio per gli HDD. Supportare una moltitudine di SSD e solo 2 HDD è già la nuova illogica tendenza. Non è un problema gravissimo, perché la configurazione più comune prevede 1 SSD e 1 HDD, però è un limite per chi ha esigenze di backup oppure è fortunato possessore di molte vecchie unità ancora funzionanti. Scelta obbligata dal design? Neppure, perché una gabbia da 3 HDD entra benissimo dove ficcano quella da 2.

Problema gravissimo è invece la progressiva scomparsa degli alloggiamenti da 5,25″. Non tutti effettuano backup su cloud, i masterizzatori servono ancora. Così come a tanti è utile il lettore blu-ray. Se a questi segmenti di utenza aggiungiamo anche i nostalgici dei fanbus, abbiamo un bel po’ di gente per cui è fondamentale la presenza di almeno uno spazio da 5,25″. Stiamo parlando di soli 5 cm di spazio sul frontale, niente di impossibile.

Radiatori…

Abbiamo già detto che i liquidi custom sono usati da pochi, diverso è il discorso per i sistemi All-In-One. La riduzione dei prezzi è stata accolta favorevolmente e, per quanto le prestazioni di questi sistemi siano scarse, sono sempre più scelti da chi vuole dare un look più pulito al rig. Tutti i produttori aggiungono al telaio dei supporti per montare gli AIO, peccato che essi siano aggiunti all’interno. I radiatori sono come termosifoni, mai andrebbero piazzati dentro il cabinet e sarebbe del tutto assurdo metterne più di uno. La situazione peggiora ancora di più se montati in alto, perché quasi tutti i produttori lasciano pochissimo spazio. Vorremmo vedere più spazio sul top del case, per consentire il montaggio sopra il telaio, oppure un sistema che favorisca il montaggio all’esterno del case. Si tratta di rendere removibile qualche pezzetto di lastra e fare un po’ di fori per il fissaggio, niente di troppo complicato.

…e coperchi

Ennesima tendenza, questa volta però apprezzata, sono le coperture per alimentatore e HDD. Vedere l’alimentatore non ci toglieva certo il sonno ed era semplice piazzare i fili subito dietro la lastra. Queste coperture però permettono di focalizzare la visuale sugli altri componenti, senza mozzare la finestra. Il problema anche qui è la funzionalità. Se mi crei un tunnel che parte dal PSU e arriva alla ventola frontale, ha un senso, perché canalizza il flusso d’aria sugli HDD. Flusso che altrimenti si disperderebbe a caso, perché – ripetiamo – le ventole nei case fanno un po’ pietà e il flusso d’aria non va mai diritto. In molti case però le ventole sono strozzate dalla copertura, dividendo il flusso. Altro problema notato in alcuni modelli è l’eccessiva vicinanza tra la copertura del PSU e la VGA, dato da un mix di copertura troppo alta e mobo posizionata troppo in basso.

Finestre e finestrelle

acrilico e uv reactive

Come mettere la polvere in vetrina

Fanno vendere e sono belle, nessun dubbio. Far circolare le immagini di come appaiono i rig con finestra dopo pochi mesi, siamo convinti che scoraggerebbe molti. Quando le ventole sono dentro il telaio, anziché fuori, aumenta la polvere spiccicata sul vetro. Lo stesso vale per le grigliette mal inclinate, filtrate o meno che siano. L’acrilico, dopo 20 anni di trincea, sta scomparendo perché meno figo del vetro temperato. Quanto durerà? Secondo noi, poco. Il vetro temperato può presentare difetti di fabbricazione non visibili dagli elfi che assemblano il case ma visibilissimi al primo colpetto che lo farà esplodere in mille pezzi. La sostituzione va effettuata gratuitamente, perché i difetti di fabbrica sono coperti da garanzia e quindi rappresenta già una spesa accessoria per i produttori. Siamo certi che l’acrilico tornerà a dominare, relegando il vetro ai case sopra i 200 euro. Speriamo che utilizzino qualche accortezza in più, come un profilo di protezione in metallo sui bordi e un leggero oscuramento per non esaltare ogni singolo granello di polvere. L’antiriflesso non sarebbe gradito a tutti, potrebbero però diversificare l’offerta.

Spegnete quelle luci!

rgbQuesta cosa delle lucine sta di nuovo sfuggendo di mano. Tra ventole, dissipatori e strisce, ogni case è un casinò. Facciamo finta che piacciano a tutti (tanto si può disattivare, che importa?), quali problemi ci sono? I led sulle strisce non sono belli da vedere, a prescindere dal bagliore emesso. Sembrano piccole lampadine senza plafoniera, le lucine che piazzate sull’albero a Natale sono più carucce. Se vi fosse un piccolo inserto nel telaio, l’effetto sparirebbe e si vedrebbe solo il bagliore. Detto questo, preferiamo i vecchi neon, quelli grossi, non i sottili, per l’ambient light dentro il cabinet (magari in futuro vedremo la comparsa dei tubi led per cabinet). Diverso il discorso ventole, dove i led rendono (molto) meglio del neon, ma a patto che siano ben assemblate. Gran parte delle ventole led non sono centrate, vuoi per la distanza diversa di un singolo led, vuoi per un adesivo attaccato male, e si viene a generare l’effetto tremolio. La ventola sembra traballare perché il centro sembra spostarsi leggermente durante la rotazione. Se non ci avevate mai fatto caso, d’ora in poi lo noterete sempre. È il motivo per cui i reparti marketing hanno imposto le riprese in diagonali e di frontali non se ne vedono più.

Branding

Possiamo capire che il non riuscire a distinguersi nel disegnare il telaio causi delle crisi d’identità nei brand. Però la soluzione non è ricoprire telaio e scocca di loghi. Aggiungete degli adesivi, delle placchette, vedete un po’ voi cosa, ma lasciate all’utente finale la possibilità di aggiungerle o rimuoverle a piacimento. Abbiamo speso bei soldini per il chassis, non l’abbiamo noleggiato e non ci è stato offerto in cambio di pubblicità.

Riepilogo

porte sul retro

Sui case e sulla loro evoluzione nel tempo si potrebbe tranquillamente scrivere un libro. Scrivere questo articolo, soprattutto accorciarlo, ha richiesto tre giorni e speriamo di aver svolto un lavoro utile. Ci sono ancora tanti piccoli accorgimenti che potrebbero essere adottati per rendere più semplice la vita al consumatore. Per esempio a volte vediamo poche porte sul pannello dei comandi, magari anche datate, quanto sarebbe bello averne un paio anche sul retro? Non bastano mai! Ci aveva pensato Xigmatek anni fa, poi nessuno più. Il security lock è estinto, aveva un target specifico e non sarebbe costato nulla mantenerlo. Non abbiamo parlato, tra le altre cose, dei materiali e dell’assemblaggio delle scocche. Semplificare la loro rimozione va benissimo ma non si può sacrificare la solidità. Alcuni pannelli oggi sono così leggeri e fissati male che vibrano. Infine: il case deve respirare, sempre. Dovrebbe essere la base da cui partire quando se ne disegna uno. Gli spazi devono essere funzionali al flusso d’aria, i radiatori devono poter essere installati fuori dal telaio, idem le ventole su fronte e top, dove la scocca deve essere ben distanziata dal telaio per non soffocarle.

Necessario no, ma utile sì

Tanti dei punti elencati lungo l’articolo possono attirare commenti del tipo: «Se ne può fare a meno», perché questo sostengono da anni gli influencer e ripetono, come fosse un riflesso incondizionato, gli esperti da forum. È vero, si può fare a meno di qualcosa ma non di tutto. Ogni piccolo dettaglio porta qualcosa in più e senza quel qualcosa, il case va bene lo stesso. Togliendo però tutti quei dettagli, seppure piccoli, abbiamo una carenza enorme che si traduce in calo di prestazioni. E ci fa sorridere leggere discussioni che durano giorni sul come guadagnare qualche fps in più o perdere qualche grado, snocciolando tecnicismi che neppure al MIT, quando potremmo tranquillamente goderci l’hardware grazie a un buon cabinet. Forma delle griglie, materiale dei filtri e qualità delle ventole, insieme, possono migliorare sensibilmente temperatura e rumorosità, senza modificare nulla.

Dettagli

In questo viaggio lungo 20 anni, alcuni marchi sono scomparsi (3dcool, Lancool), altri non fanno più chassis (Superflower), pochissimi hanno saputo mantenere uno standard produttivo all’altezza del nome (Lian Li). Tutti i difetti di cui abbiamo parlato si notano ancora prima di iniziare ad assemblare, com’è possibile che fior di ingegneri e di designer non notino nulla già in fase di progettazione? Continuare a soddisfare gli influencer, perdendo di vista il consumatore, porterà gli attuali produttori a dover abbassare le proprie pretese. Continuare a vendere prodotti che si differenziano poco, sempre più scadenti e sempre meno accessoriati, significa accontentarsi del segmento più basso del mercato. Significa arrivare a vendere solo case entry level e qualcosina un po’ meglio. Nell’ultimo decennio i prezzi dei case premium, realizzati in quantità limitata da veri e propri artigiani, sono calati e già oggi non ha senso regalare 300 euro a un brand famoso. Cosa accadrà quando i “case artigianali” scenderanno a 200 euro? Sarà meglio dare 150 euro a Cooler Master, ThermalTake, Corsair e compagnia bella o spenderne 200 per qualcosa di unico? La PC Master Race è molto fedele ai marchi con cui si è trovato bene e allo stesso modo tende a portare rancore eterno quando si sente tradito. Una guarnizione in più, 15 fascette al posto di 10, qualche vite di riserva e accortezze varie sparse qua e là sono più apprezzate di altre features che servono solo agli youtuber.

Prima di acquistare il prossimo case, tornate a rileggere qui e fate un confronto per vedere se è davvero il case giusto per voi. Speriamo che il 2018 serva a invertire qualche tendenza.