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Rugged smartphone | Significato, cosa sono, i migliori? Prima leggi!

Trovandoci a recensire un rugged phone economico ci siamo resi conto di come ancora oggi la confusione regni sovrana nella nicchia dei rugged phone. Per evitare di appesantire la recensione principale con una serie di dettagli tecnici, abbiamo deciso di dedicare un articolo separato a tutte le informazioni fondamentali che chiunque cerchi informazioni sugli smartphone rugged dovrebbe conoscere.

Indice

Perché un rugged smartphone

Sugli smartphone rugged, anche per l’infelice congiunzione tra marketing e intrattenimento social, ci sono un bel po’ di aspettative sbagliate. La più grossa è pensare che siano fatti con vetro indistruttibile. Non è così.

L’obiettivo principale di un rugged smartphone è piuttosto semplice ma cruciale: rimanere in funzione.

Sottolineiamo: rimanere. In. Funzione. È fondamentale riflettere attentamente su questo concetto basilare.

Le caratteristiche distintive di questi dispositivi sono le loro protezioni contro infiltrazioni di polveri sottili e la capacità di resistere a forti vibrazioni, situazioni che metterebbero in serio pericolo la maggior parte degli altri telefoni.

Immagina di cadere in una scarpata durante una nevicata. In quel momento la tua preoccupazione principale non è se il vetro si è rotto come la tua gamba, ma piuttosto se il telefono continua a funzionare per consentirti di inviare rapidamente un SOS insieme alle tue coordinate GPS prima di perdere i sensi. E nei rugged phone c’è sempre il tasto o la combinazione dedicata.

Smartphone rugged e certificazioni IP69 IP69K

Capirete a questo punto perché non sia proprio una passeggiata testarlo e perché è inutile fare le prove da circo su Youtube. Vedere lo schermo accendersi dopo che c’è passata un’auto sopra non è un test. Non significa nulla.

La certificazione ufficiale più comune è la famosa sigla IP seguita da due numeretti: la marcatura internazionale di protezione. Questa è composta dalla sigla IP, cioè Ingress Protection, e due numeri.

Il primo numero che segue la sigla IP indica il grado di protezione dai solidi. Praticamente tutti i dispositivi oggi sono IP5, cioè non entra la polvere grossa, la sabbia. Un rugged deve essere IP6. Ovvero non deve entrare nemmeno la polvere soffiata con un compressore. Tecnicamente anche le polveri sottilissime come quelle degli spray o delle rasature delle superfici non possono penetrare.

Il secondo numeretto riguarda la protezione dai liquidi. Prima abbiamo detto che i dispositivi oggi sono tutti IP5 a questo numero si aggiunge il 4, IP54, cioè protetti anche contro pioggia e spruzzi accidentali. Come qualsiasi orologio di plastica trovato in un uovo di Pasqua.

Molti smartphone di fascia alta riportano IP65: resistenza a polvere e getto d’acqua. Se ci versate sopra un bicchiere o lo sciacquate sotto il rubinetto, al volo, non succede niente. Ma evitate.

La protezione IP68 di solito è un mezzo bluff, perché sì: telefono nuovo, senza urti, resiste a una rapida immersione in acqua dolce. Diciamoci chiaramente che è una semplice, ma più sicura, resistenza all’acqua. In genere sono dispositivi pensati per essere IP65 che azzardano anche il test IP68 e lo passano. Qua sì, potete sciacquarlo sotto il rubinetto ma attenti alla pressione dell’acqua.

Il rugged phone deve essere IP69

Il 9 di IP69 indica il test sotto potenti getti di acqua calda. 16 litri al minuto, 100 bar, 80°, a 10/15 cm di distanza, da diverse angolazioni. Vi consigliamo questo video.

Ragionevolmente questi sono i telefoni da lavoro e da avventura.

Pensate che 80° possono essere sufficienti a sciogliere la colla che tiene insieme molti telefoni.

E IP69K? Oggi è uguale a IP69. Però con la K fa più figo. :)

Notate bene: il rugged deve essere IP69 ma IP69 non significa rugged. Se domani uscirà un iPhone IP69 non sarà un iPhone rugged ma semplicemente un telefono con una tenuta stagna migliore.

Resistenza alle cadute?

La sigla della resistenza all’impatto è IK. Lo standard IP non c’entra nulla. NULLA.

L’IK va da IK00 a IK10 e consiste nel far cadere una massa (in genere una sfera) di peso variabile da altezza variabile. Si parte da un peso di 250g che cade da 56 mm di altezza fino a 5Kg sganciati da 40 cm.

La scala non viene mai presa in considerazione e non ci sono vetri testati. Anche i super markettizzati Corning Gorilla Glass non hanno alcuna certificazione standard. Solo tanto marketing. Infatti alcuni brand ormai non lo citano nemmeno più: è una banale scelta di fornitura.

Certificazioni fantastiche e dove trovarle

Le certificazioni valgono quando esposte. Non basta scriverlo, per trasparenza andrebbero mostrate. Alcuni produttori includono una copia sintetica della certificazione all’interno della confezione. Altri la pubblicano per esteso sul sito web.

Bisogna dire che molti piccoli brand sono in regola con le pubblicazioni dei certificati. Mentre i pezzi grossi Apple, Samsung, Sony, Motorola, Xiaomi, etc.: no. Hanno delle note con scritto: “Fidati! Figurati se un grosso brand può mentire ai consumatori! Mai successo!”.

Standard MIL-STD-810

Questo è uno standard militare statunitense. L’obiettivo del test è quello di esporre il dispositivo a condizioni estreme tra cui forti sbalzi di temperature, cadute, vibrazioni, tutte quelle comprese nelle certificazioni IP e altre.

La certificazione MIL-STD-810 non esiste. Tutti possiamo vendere qualcosa e dire che risponde a quegli standard, perché non ci sono enti che possono certificarlo e di conseguenza non si può accertare nemmeno il contrario.

I riferimenti ai drop test si rifanno sempre a questo standard o a standard interni, mai a qualcosa di certificabile.

Il mondo reale non ha standard

Ogni volta che parliamo di test e benchmark non possiamo fare altro che rimandarvi a un nostro vecchio speciale che ricorda come sia sempre tutto da prendere con pinze e buon senso.

Le resistenze sono misurate in condizioni di laboratorio molto lontane dalle situazioni reali. Un telefono a tenuta stagna non è detto che resti così dopo una caduta o comunque dopo essere stato usato per qualche mese. Le guarnizioni si usurano. La struttura può deformarsi.

Nessuno di questi standard vi dice: non succede niente se cade in mare dagli scogli. Nessuno. Anzi vi scrivono bene bene: l’acqua salata non vale.

E nessuna garanzia coprirà i danni in caso di rotture, salvo l’applicazione di assicurazioni di 12/18/24 mesi contro i danni accidentali. Assicurazione. Non garanzia.

Allora perché scegliere un rugged smartphone?

I motivi sono proprio quelli con cui abbiamo aperto l’articolo.

Un vero rugged smartphone deve operare senza sosta in ambienti estremi, sopportando variazioni di temperatura, presenza di polveri sottili, vapori e persino schizzi d’acqua. Inoltre, la sua batteria deve garantire una durata eccezionale, ben al di là di una singola giornata. Solitamente, queste apparecchiature presentano una doppia batteria, opportunamente collocate in uno spazio compatto. 8000 mAh sono 2 batterie da 4000 appiccicate insieme. 10000 mAh sono 2 da 5000. Etc.

La struttura dei rugged, di quelli veri, è massiccia perché ci sono dei rinforzi lungo il profilo e alla base. Il rugged non può permettersi di deformarsi.

La situazione del vetro è identica a quella di qualsiasi smartphone accoppiato a un case bumper. Il rugged ha il bumper integrato. C’è sempre come uno scalino sul bordo, in modo che cadendo impatta la cornice e non lo schermo. Idem per le lenti posteriori.

Soprattutto lo smartphone resterà operativo anche in caso di rottura del vetro. Perché se è difficile urtare il vetro lo è ancora di più arrivare a rompere lo schermo.

Bisogna essere Indiana Jones per trovare utile in un rugged? No.

Per esempio in cucina è ottimo, dato che non teme schizzi di acqua bollente, né di olio. Per sbaglio ci poggiate sopra la padella calda? Non fa niente.

Idem in uno studio artistico: non teme schizzi di solventi, polveri delle bombolette spray, medium, diluente, etc.

Occhio alla roba contenente solventi derivati dal petrolio, compresi gran parte degli sgrassatori, perché danneggiano la gomma e mettono quindi a rischio tutte le parti in gomma della scocca.

Rugged non significa indistruttibile, né subacqueo, significa robusto.

La robustezza ha un costo, in quanto richiede spese aggiuntive. Pertanto, le specifiche tecniche di uno smartphone rugged saranno generalmente inferiori rispetto a quelle di uno smartphone “normale” della stessa fascia; questa compensazione è inevitabile.

Speriamo di aver portato un po’ di ordine nella confusione e che leggendo si sia capito perché nessuno può indicare “i migliori rugged phone”.

Riparazione rugged smartphone

Riparare un rugged è relativamente semplice. Salvo l’esistenza di qualche modello particolare:

Sostituzione schermo: basta scaldare i bordi del display con pistola termica al minimo, sollevandolo con una ventosa. A questo punto ci sarà da svitare qualche vite per liberare il cavetto. Fine.

Sostituzione batteria: nei modelli con le viti è sufficiente svitare le viti, facilissimo. Nei modelli senza viti è un po’ complesso, bisogna partire dallo schermo e smontare tutto fino a raggiungere la batteria. Qui serve esperienza, perché è facile far danni.

Alcuni dei brand citati pubblicano dei tutorial ufficiali di disassemblaggio.

E la tenuta stagna? Per ripristinarla bisogna pulire bene dove c’era l’adesivo e usare del silicone per acquario. Tenete a mente che il template adesivo venduto col display di ricambio, e applicato anche dai centri d’assistenza, non ripristina la tenuta stagna. In generale sarebbe sempre da evitare perché è un adesivo molto scarso che si scolla già sotto il sole.

Fotocamere dei rugged. Termocamera? Visione notturna?

I rugged montano sempre vecchie fotocamere. Che non significa brutte fotocamere. In molti casi, grazie ai software più aggiornati, riescono a rendere meglio. I rugged non sono mai mai mai dei camera phone.

Per compensare questa e altre mancanze, oltre a voler giustificare prezzi talvolta spropositati, alcuni rugged puntano sugli effetti speciali come visione notturna e termocamera.

In entrambi i casi parliamo sempre di sensori vecchi e, soprattutto, economici. Talvolta la “visione notturna” è quella delle fotocellule cinesi da 10 euro e non permettono nemmeno di fare video, solo lo scatto. Idem le termocamere. E attenzione perché spesso le applicazioni che controllano le ultime fanno scaldare molto il dispositivo; e i rugged hanno una pessima dissipazione del calore.

Rugged Oukitel, Ulefone, Blackview, Dooge o Cubot?

Oukitel, Ulefone, Blackview, Dooge o Cubot sono i brand che producono più modelli di rugged economici e lo fanno da molti anni. Sono i più conosciuti.

Di recente abbiamo pubblicato la recensione di un Oukitel di fascia bassa. Questi telefoni si somigliano molto tra loro, sia esteticamente che per componentistica, e alcune sfumature possono fare la differenza tra l’acquisto buono e quello di cui ci si pente subito.

In linea generale (non possiamo testarli tutti) vi consigliamo di acquistare i rugged di fascia bassa, che sono quei modelli col falso prezzo base di 200-250€ che regolarmente vanno “in sconto” a 120/130€. Per quella che è la nostra esperienza, ad oggi sconsigliamo i loro modelli rugged che costano più di 150€.

Per quanto riguarda i modelli standard, non rugged, di questi brand, ci sentiamo di sconsigliarli tutti. Anche quelli da 60€. Se una cosa è inutilizzabile non è conveniente a nessun prezzo.

Nota postuma:

Di recente abbiamo pubblicato un aggiornamento riguardante l’Oukitel che ha iniziato a fare le bizze dopo qualche mese ma, soprattutto, ha il vizio di bruciare le microSD. Chiacchierando in giro emergerebbe che anche con recentissimi Ulefone e Blackview c’è il problema delle schede bruciate.

Tantissimi comprano i rugged per far vedere i cartoni ai bambini durante i viaggi in auto. Per questo ci è sembrato opportuno precisare che, già dopo pochi mesi, non si può fare affidamento sulla memoria esterna né sulla batteria di questi dispositivi. Esclusivamente uso iper basilare.

Di Recensioni Vere

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