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NZXT H700i

Da quando un nostro amico ha messo il Manta in salotto, ci siamo scambiati una promessa: chi acquisterà il prossimo case, dovrà prendere un NZXT. È trascorso un po’ di tempo ma, eroicamente, per Natale uno di noi ha puntato questo NZXT h700i di cui leggete la recensione. Perché eroicamente? Beh, c’erano dei dettagli notati in foto che convincevano poco.

Sin dai tempi più remoti, quando i primi pannelli trasparenti erano spessi quanto quelli delle insegne pubblicitarie, il nemico giurato degli amanti dei full windowed è stato la polvere. Nelle campagne marketing, nei video su Youtube, nelle recensioni online, sui forum, vediamo da anni chassis splendenti con cavi più o meno ordinati. La realtà, come molti di voi ben sanno, è che non importa quanto filtriate la polvere, essa troverà sempre il modo di entrare. Così, col tempo, sono quasi estinti i case completamente trasparenti e anche il laterale tutto trasparente si è visto sempre meno, sostituito da finestre parziali, magari leggermente oscurate proprio per mantenere inalterato il fascino e mostrare meno i primi granelli di polvere.

Swiffer, aiutaci tu!

Intimoriti dalla visione di temibile avversario, combatutto per anni e mai vinto, le eleganti griglie che accompagno lo NZXT h700i hanno causato diversi incubi notturni. Orde di granelli, seguendo le più filosofiche teorie della fisica, erano risucchiati all’interno del case proprio attraverso quei numerosi e per niente funzionali fori che d’un tratto diventavano enormi, finendo con l’inghiottire l’intera stanza.

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La realtà, per fortuna, si è mostrata un po’ diversa dall’incubo. La polvere entra da quei maledetti fori ma lentamente, molto lentamente, perché NZXT li ha inclinati: una piccola ma sostanziale differenza rispetto alla concorrenza. Insomma, non sono i fori il problema. Il problema è il pannello che è tutto trasparente. Sappiamo che è una questione di gusti, che ad alcuni non piace la finestra parziale. Però gran parte dei case non sono disegnati per avere questo tipo di finestra e NZXT h700i è tra questi. Dopo qualche settimana la polvere si nota vicino alle ventole frontali, che sono a vista e non coperte, come accade nei pannelli con finestre più strette. Tenendo il case a terra, si nota poco (e prende più polvere), ma se avete intenzione di piazzare una striscia di lucine natalizie per coprire in qualche modo le ventole, dovrete abbandonare l’idea. Peggiorerebbe le cose.

Fiat lux! (In modo smart!)

Per essere un case presentato come “smart”, ci saremmo aspettati qualcosa di più in fatto di porte e la presenza, pure minuscola e occulta, del tasto reset. Abbiamo invece due porte USB 2.0 e 2 USB 3.1 gen 1. Se già è pesante l’assenza delle Type C, non avere nemmeno una gen 2 lo rende di fatto un case già superato. Allora in cosa consiste questo essere “smart”? Da un dispositivo, non chiamatelo controller, che regola luci e velocità delle ventole attraverso il software di NZXT chiamato CAM. Ora tanti lamentano problemi con questo software, noi ne abbiamo avuti pochi con Windows 10 (impiegando comunque circa 4 ore per la calibrazione. 4 lunghe ore, sì.) e non sappiamo come va su Windows 7. Cosa fa CAM? Un botto di cose inutili. Il non-controller è presumibilmente munito di un non-microfono che dovrebbe evitare di far partire il rombo delle ventole ogni qual volta sfruttiamo al massimo il nostro sistema. Come? Calibrando il tutto alla prima installazione e sincronizzando i dati online. Ora, senza scriverne per pagine e pagine, il succo è questo: il software rende qualcosa di semplice in qualcosa di estremamente macchinoso. Tra l’altro a volte i profili si resettano da soli e bisogna rifare tutto. Un telecomandino cinese da 1 euro ci avrebbe permesso di creare i nostri profili senza il bisogno di sincronizzare un mare di fuffa per regolare le velocità delle ventole. Perché è di fuffa che parliamo. Le ventole incluse sono tre Aer F120 e una Aer F140. La ventola da 140, posta sul retro, è un buon modello, le altre tre sono meno buone. Sarebbe stato sufficiente integrare un normalissimo controller, presente ormai anche nei case di fascia medio-bassa e delle ventole più performanti e meno rumorose per rendere inutile “noise detection module”. Durante le lunghe sessioni di gioco, le ventole dovranno andare al massimo, e nessun sistema per quanto smart può farci nulla. Allora perché lo hanno messo? Perché questo controller vi obbliga a comprare l’HUE+ e il Grid+, sempre di NZXT, se volete aggiungere altre mod. Oppure utilizzare ciò che avete, facendo a meno dello smart-coso in dotazione, che è (in questo momento) la scelta più saggia. Certo spendere 200 euro e non avere un controller decente… Se volete saperne di più sul software, vi invitiamo a leggere la recensione di Gamers Nexus. Loro hanno, stoicamente, passato molte più ore di noi su questo affare che, per quanto ci riguarda, non è utile né utilizzabile al momento. Troppo macchinoso, troppi bug, troppi falsi allarmi.

Ma non dovevamo parlare di luci?

La striscia led RGB preinstallata nella parte alta del case non genera un fascio di luci con intensità tale da creare atmosfera all’interno del NZXT H700i. Questo è uno svantaggio per chi ama l’ambient light e un vantaggio per chi preferisce avere diversi punti luce. Anche perché non copre gli eventuali led posti sui dissipatori. Quello che non ci piace, e che avevamo notato già prima dell’acquisto, è che la striscia si vede, non è coperta. Essendo parte di un sistema proprietario, tra l’altro preinstallato, sarebbe stato gentile fornire una soluzione più ad effetto e meno rozza. Quando termineremo l’assemblaggio del sistema di raffreddamento a liquido, utilizzeremo un altro controller e altre luci, quindi nel nostro caso poco importa. Anche qui cercate di fare mente locale se volete montare la soluzione proposta da NZXT oppure sbizzarrirvi liberamente.

Qualità costruttiva e semplicità di assemblaggio.

NZXT H700i

La qualità del case è, di per se, ottima. L’acciaio è solido, molto pesante (non è un case da portarsi in giro), e anche il vetro temprato non ci è sembrato di quelli che “esplodono” al primo impatto o al primo sbalzo di temperatura. Resta comunque vetro, bisogna prestare un po’ di attenzione, specialmente se deciderete di posizionare a terra il vostro NZXT H700i. Meno di qualità la verniciatura, specie quella nera. Non ci sono bolle o imperfezioni, però viene via con estrema facilità quando graffiata. È davvero cheap, fidatevi. Il consiglio è di mettere qualcosa di morbido sotto durante l’assemblaggio.

Assemblaggio che è reso semplicissimo grazie a un mix di accortezze e chicche di NZXT. Se il pannello in vetro è fissato da 4 classiche viti toolless, per aprire l’altro pannello vi sarà sufficiente premere un tasto posto sul retro del case. La cable bar (staffa bianca della foto) può essere rimossa facilmente in un primo momento e, dopo averla riposizionata, può slittare per meglio assecondare le vostre esigenze. La cable bar ha inciso molto sulla decisione di acquistare questo modello, sia perché va a coprire i fili, sia perché ci serviva una soluzione elegante per ospitare il serbatoio del sistema di raffreddamento a liquido.

Com’è ormai tendenza, anche qui gli alloggiamenti per gli HDD non si trovano dietro il pannello frontale ma in basso, zona PSU. Purtroppo sono presenti soltanto due alloggiamenti per gli HDD (per le specifiche 2+1, ma 2 ne vediamo) e ben 7 per gli SSD. Non essendo gli SSD adatti né al backup né all’archiviazione, non riusciamo a trovare una spiegazione logica! E non poter ospitare almeno 4 unità da 3.5” ci è parso il più grosso limite di questo case. Gli alloggiamenti sono anche sprovvisti di sistema antivibrazione, altra dimenticanza ingiustificabile. La scelta di piazzare gli SSD a vista, sopra l’alimentatore (e di lato) è assai poco stilistica. Fanno proprio schifo lì. Per fortuna c’è spazio per 2 SSD sul retro del vassoio della scheda madre.

NZXT H700i ha il miglior sistema di gestione cavi mai visto.

NZXT H700i

Ci sono dei canali, dotati di fascette in velcro, posizionati, loro sì, in maniera molto smart. Sistemare i fili non è mai stato così facile e veloce. Lo spazio, inteso come spessore, nominale è di 2 cm ma nella pratica sono ben 3 cm. Nessuna fatica quindi nel chiudere il pannello anche se qualche cavo dovesse accavallarsi.

Esaminando questo lato ci si accorge che l’alloggiamento per altri 2 HDD ci sarebbe entrato benissimo e sarebbe stato sacrificato solo in presenza di un alimentatore ingombrante. Peraltro manca anche lo slot per l’unità ottica che, sì cara NZXT, gli utenti PC utilizzano ancora. Trascurabile l’assenza del lock, poiché nessuno prenderebbe un pannello in vetro con bambini che girano per casa. Tra gli accessori inclusi, oltre alle solite viti e 10 fascette (quanta parsimonia!), ci sono due filtri antipolvere, entrambi facilmente removibili e lavabili. Uno per l’alimentatore, in basso, l’altro frontale. Non è presente nessun supporto aggiuntivo per la VGA.

Anche se la parte alta è coperta, è possibile installare fino a 3 ventole da 120 o 2 da 140 e il flusso d’aria sarebbe permesso dalle griglie sui lati. Ricordate comunque che le griglie, tutte, non sono dotate di filtri e quando l’aria espulsa è troppa, si genera una specie di risucchio particolarmente amato dalla polvere. Iniziate a capire perché non ci piacciono le griglie messe così.

NZXT H700i è disponibile nella colorazione bianca, quella acquistata da noi, rosso-nera, nerazzurra, e nera. Il prezzo si aggira intorno ai 200 euro. Se vi serve una soluzione bella da vedere, da salotto, cuore e portafogli ci spingono a consigliarvi il modello citato in apertura: NZXT Manta.

Dettagli
Specifiche Tecniche

Sito del produttore: https://www.nzxt.com/products/h700i-matte-white

Giudizio
Voto
Voto Rapido
75%
Sintesi

NZXT H700i sarebbe potuto essere un ottimo case se non fosse zavorrato, anche nel prezzo, da questo non-controller con software proprietario. La speranza per il futuro è che NZXT si concentri di più sul proprio core business, semplificando il software ed evitando quelle che possiamo chiamare, benevolmente, distrazioni. Come le anacronistiche porte USB e le ingiustificate assenze del reset, dello slot da 3,5", dei gommini antivibrazione per gli HDD e di un sistema di ritenuta/supporto per le VGA. Senza citare la verniciatura, troppo cheap per un case di questa fascia.

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