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EDITORIALE

TEMU: quante recensioni in Italia! Ma è affidabile? (agg. 2024)

Da giugno 2023 recensioni e opinioni sull’ennesimo marketplace cinese, Temu, fioccano anche in Italia. Tra una marchetta pubblicitaria e pareri contrastanti, non si sa mai di chi fidarsi, così l’abbiamo provato anche noi!

Indice

Cos’è TEMU?

Spesso è erroneamente definito “negozio online” e ciò è sbagliato. TEMU è un marketplace, ovvero una piattaforma tramite la quale tanti negozi e tanti produttori offrono i loro prodotti. In quanto piattaforma di mezzo, il suo scopo è anche quello di arbitrare le controversie e filtrare gli elementi tossici. Ma lo fa?

Un piccolo ordine

Al lancio TEMU ha praticato dei prezzi fortemente aggressivi con tanto di promozioni particolarmente favorevoli. Almeno in apparenza. Dato che di fregature ne abbiam prese già diverse su questi marketplace, ci siamo limitati a un paio di ordini da una decina di euro comprendenti per lo più ciondoli e anelli. Alcuni amici hanno preso del vestiario, lo facciamo nostro, avendolo visto, e ne parleremo.

Gli ordini sono consegnati in dieci giorni con gli oggetti tutti ammassati e quasi stritolati dentro una bustina iper compressa. Immaginiamo che abbiano stipulato un qualche anomalo contratto a volume invece che per collo, altrimenti non si spiega. La compressione c’è stata anche con alcuni capi di vestiario e con i tappetini (che finché sono per il bagno, amen, ma agli altri è difficile eliminare le pieghe!).

C’è la plastica? Sì. Tanta plastica. Tanti sacchettini. Tanta pluriball. E se vuoi il prodotto intero: va bene così. Se vuoi il green: alzi i tacchi e vai in negozio. A piedi.

La TEMUta delusione

I prezzi di molti anelli, ciondoli, portachiavi, statuine sono eccessivamente bassi anche per gli standard cinesi. Il sospettino che fosse impossibile ricevere quanto visto nelle foto c’era. Siamo sul pericoloso confine dell’incauto acquisto. Da una parte un prezzo troppo buono per essere vero, dall’altra si pensa a una logica di marketing: magari partono in perdita perché è un lancio, stanno investendo.

Sull’anello c’è addirittura il numero 925, per farlo passare per argento!

Con i capi di vestiario abbiamo i soliti problemi stranoti delle cinesate su cui è inutile soffermarsi: cuciture blande, materiali sottili di scarsa qualità, taglie troppo piccole.

Sui tappetini riteniamo che valga la pena soffermarsi perché vanno a ruba e bisogna capire cosa arriva a casa! Perché vanno a ruba? Perché sono repliche contraffatte di brand di nicchia (es. Killstar). Le repliche sembrano fedeli agli originali se fotografate da lontano. Da vicino la qualità del tappetino da 4-6€ non è paragonabile a quello da 30! Ma proprio per niente!

Nella realtà sono piuttosto spelacchiati, molto sottili, fragili, dai colori spenti e il nostro (vedi prima foto) mostrava anche un alone in controluce. Il retro poi non è interamente gommato ma ha solo dei puntini gommati. Superfluo aggiungere che in lavatrice scoloriscono.

Però rimborsano!

È una giustificazione che circola parecchio: rimborsano, sono onesti. Il rimborso è obbligatorio. Devono rimborsare per forza dato che parliamo di prodotti diversi da quelli mostrati. Il rimborso è il minimo che spetta di diritto al consumatore ingannato, chiaramente se gli organismi dell’UE facessero mezza indagine volerebbero maxi multe.

Se da un lato è vero che la responsabilità è dei singoli venditori, dall’altra è evidente che c’è una complicità. Se dieci persone segnalano che un oggetto è totalmente diverso, tu TEMU, da garante, verifichi la cosa, togli quell’oggetto e tutti i suoi simili dalle aste e poi togli anche i venditori. Questa cosa non accade. Come non accade su Wish e su altri marketplace cinesi. L’inganno sembra essere parte integrante del piano, la best practice seguita.

Altro indizio riguarda le recensioni dei prodotti: finché sono positive, tutto ok. Appena gli arrivano le negative, il prodotto è esaurito, niente restock, sparisce e spunta una nuova inserzione identica. Tattica dolosa comune a tutti i marketplace. La usano pure su Amazon.

Cosa ci guadagnano allora? Non tutti chiedono il rimborso! E comunque qualche oggetto dell’ordine lo tieni, quindi alla fine completano delle vendite. Se tizio vende a caio un sacchetto della sua spazzatura e caio, imbufalito, chiede il rimborso di 3/4, ci sarà comunque 1/4 di venduto. 1/4 di spazzatura!

A chi di solito non chiede rimborsi per non sprecare tempo: sappiate che è automatico. All’atto della richiesta si inseriscono le informazioni, una foto e via. Rimborso istantaneo, senza reso. Questo almeno per gli oggetti che abbiamo preso noi, tutti di pochi euro. Non sappiamo cosa succede per prodotti da 50€+. Immaginiamo che diventi tutto più complicato e che servirà più sbattimento, specialmente senza l’uso di PayPal.

Altra pratica scorretta che abbiamo rilevato è quella che riguarda le notifiche. Sono numerose e spesso non corrispondenti a verità. Informano di promozioni già scadute: “Entra adesso e ricevi stacippa gratis!” , “installa l’app e risparmia taaaanto con la nostra promozione (scaduta!)”. Per non parlare dei prezzi che cambiano mentre gli oggetti sono nel carrello o l’ordine minimo che cambia all’attivazione di promozioni e altre cose poco carine.

Perché TEMU ha tanto successo?

TEMU ha lanciato a livello globale delle campagne di marketing particolarmente aggressive, lascia affiliare chiunque e le commissioni sono (al momento) alte.

Di fatto dire la verità su TEMU non porta guadagni. Parlarne bene invece sì, qualche centesimo. E allora c’è l’esercito di laboriosi minions che su social, aggregatori di recensioni come TrustPilot (ormai di un’inutilità disarmante!), via forum, etc. consigliano TEMU condividendo il proprio codice affiliato “per vincere articoli gratis a scelta e buoni sconto“.

Sapete cosa fa chi legge una recensione dubbia che promette regali? Cerca info da influencer grossi e finisce per usare i loro codici “per andare sul sicuro“. Così voi avete promosso Temu ma la commissione la becca l’influencer e il marketplace resta pieno di fregature.

Le commissioni aperte sono l’adescamento più vecchio del web: di fatto assumi gente a cui forse un giorno bonificherai 10€ per i loro mesi di impegno.

Anche per influencer non particolarmente grossi le commissioni sono una perdita di tempo e infatti TEMU offre dei pacchetti di buoni per portare a casa almeno 100€ di prodotti.

Qualcosa si salva ma TEMU non conviene

Vi starete chiedendo perché fare pubblicità per ottenere 100 o più euro di dichiarata monnezza. Perché non tutto è monnezza. Nei marketplace ci sono anche marchi cinesi riconosciuti, ormai stabili. Questi marchi non praticano prezzi aggressivi ma sono del tutto simili a quelli che si trovano anche su Amazon.

È giusto un esempio dei 1000 possibili. Nelle belle arti abbiamo avvistato i soliti Marie’s, Giorgione, Brutfuner, Fuumuui, Paul Rubens, etc. Ma anche tra i trapani cordless abbiamo avvistato diversi set già visti su Amazon. Idem nel settore cosmetico. Ognuno, nel suo campo, conosce i suoi polli e i brand cinesi decenti. Il comun denominatore è che i prezzi sono praticamente uguali e di conseguenza non ha senso acquistare dove sarà più difficile far valere la garanzia ed effettuare resi.

TEMU e l’incauto acquisto

In mezzo ai brand cinesi, noti e non, di tanto in tanto fanno capolino brand molto famosi, dalle matite Prismacolor all’accessorio firmato e l’oggetto di design. Di solito sono stock limitati, 100/200 pezzi, e il venditore ha solo inserzioni per quell’oggetto, non vende altro. Perché ovviamente dopo le vendite sarà cancellato dalla piattaforma come forma di auto-tutela.

Vi ricordiamo che se qualcuno di questi oggetti incapperà in un controllo postale il venditore sarà sparito ma voi no e l’accusa di incauto acquisto sarà praticamente automatica. Non ne vale la pena!

La beffa delle traduzioni automatiche

Se già di loro molte inserzioni sono ingannevoli, le cose peggiorano quando si aggiunge la traduzione sbagliata in italiano (e immaginiamo in tutte le lingue). Dato che alla fine a esser venduti sono sempre gli stessi, limitati, prodotti, ripetuti con migliaia di venditori (reali?) diversi, avere delle traduzioni decenti non sembra una sfida troppo difficile. Ma il problema non si pone quando non hai interesse a tutelare gli acquirenti.

Fast fashion | Sostenibilità ambientale e TEMU

Abbiamo deciso di inserire questo breve paragrafo perché TEMU è sponsorizzatissimo da molti monetizzatori/monetizzatrici che poi si improvvisano influencer della tutela ambientale.

I marketplace come TEMU, vendendo letteralmente molto scarto, roba che forse userete una volta o due, vanno a impattare sull’ambiente in tutte le sue fasi: produzione, vendita e consumo finale. E dove fa più danni è soprattutto con i capi d’abbigliamento: cercate “Fast fashion“.

Conclusioni

TEMU non fa nulla per distinguersi dagli altri marketplace cinesi. Anche qui troviamo pratiche ingannevoli non punite, notiamo la stessa superficialità nell’esporre i prodotti e leggiamo gli stessi problemi a far valere i diritti su ordini costosi.

A essere presa di mira con le esche delle false offerte e delle commissioni è soprattutto la fascia più debole della popolazione e questa è un’aggravante.

Vedremo se faranno prima i marketplace a cambiare o qualche autorità garante europea a bandirli.

La cosa più importante da ricordare è che centinaia di migliaia di persone stanno ricevendo dei contributi per parlare bene di TEMU mentre nessuno li riceve per parlarne male, poiché i “competitor” di TEMU non esistono, sono tutte partecipate del governo cinese.

(EDIT: Se poi volete proprio bruciare i vostri soldi, possiamo scoprire insieme se TEMU onora i pagamenti o li congela, con il nostro bel ref link. Almeno c’è la scusa giusta!

Per ora, nonostante questo sia tra gli articoli più letti del sito e sia andato virale ben 2 volte, gli incassi sono stati: zero,zerozero€ :)
Ovviamente usate esclusivamente carte ricaricabili con sopra pochi euro e un indirizzo email che non vi dispiace riempire di spam.)

Recensioni Temu, aggiornamento 2024:

A distanza di 6 mesi dal nostro pubblico avviso iniziano a diffondersi video che parlano del metodo Temu e delle email inviate ai teleimbonitori social. E ci sono anche i primi video delle code di paglia in fiamme: «Sì, è vero, Temu manda quelle email ma io ero sincero/a». Buone ricerche e buon divertimento :)

Di Recensioni Vere

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