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EDITORIALE SPECIALI RV

Vinted conviene nel 2026? Ecco la verità

Vinted è una delle piattaforme di compravendita dell’usato più popolari in Italia e in Europa, ma conviene davvero utilizzarla? La risposta breve è: dipende dalla vostra pazienza e dal vostro livello di attenzione. Vinted può essere un’ottima risorsa per risparmiare o guadagnare un extra, ma presenta numerose criticità che è fondamentale conoscere prima di iniziare.

Abbiamo all’attivo oltre 200 ordini nell’ultimo anno e ne abbiamo viste tante. L’articolo prende forma dagli appunti presi ogni volta che accadeva qualcosa di strano o notavamo qualcosa di migliorabile. Questo dover mettere in ordine gli appunti (di un anno!) porterà forse a delle ripetizioni, qualche errore di ortografia e a una struttura non coerentissima. L’indice semplificherà l’orientamento.

Come per gli altri speciali apparsi su RecensioniVere: tra il sito e Vinted non c'è alcuna collaborazione e l'esperienza riportata è quella da normali consumatori. Anche i consigli offerti si baseranno sulle esperienze personali e non sono da interpretare come regole fisse.

Indice

Cos’è Vinted?

Vinted è una piattaforma online dedicata alla compravendita di articoli di seconda mano, nata nel 2008 a Vilnius, in Lituania, per iniziativa di Milda Mitkute e Justas Janauskas.

Leggenda vuole che Milda avesse bisogno di svuotare il guardaroba durante il trasloco e si sia detta: «Ehi, perché non creiamo una nuova piattaforma per farlo?»

Fesserie di marketing a parte, Vinted ha avuto una crescita molto rapida: già l’anno successivo approdò in Germania, poi Repubblica Ceca, Francia, Polonia, fino ad arrivare in Italia nel 2020. Questa crescita è stata possibile grazie all’indubbia capacità di attrarre un cospicuo numero di fondi d’investimento statunitensi (i soliti: Insight Partners, Accel, TPG, etc.) che hanno iniettato centinaia di milioni di euro.

Oggi Vinted è presente in oltre 20 Paesi con più di 65 milioni di utenti registrati. L’azienda ha mantenuto la sede principale a Vilnius, con uffici in varie città europee come Amsterdam, Berlino, Parigi, Amburgo, e ha ampliato negli anni la sua offerta ben oltre l’abbigliamento.

In Italia Vinted era nota soprattutto come posto dove disfarsi in fretta della spazzatura petrol-tessile (‘fast fashion‘) e dei libri usati. Serviva a svuotare l’armadio cercando di arrangiare qualche spicciolo da sprecare in altra spazzatura petrol-tessile.

Negli ultimi anni però la gamma di prodotti si è ampliata parecchio, inglobando anche marchi di lusso, piccoli elettrodomestici e dispositivi hi-tech.

Vinted è (troppo) facile da usare

Acquistare e vendere su Vinted è estremamente semplice e questo ha contribuito al suo successo – quasi – quanto il poter godere di fondi virtualmente illimitati.

Scarichi l’app, metti due dati, ‘verifichi’ di essere umano collegando l’account a Google o a Facebook e parti subito con le inserzioni. Le operazioni sono talmente facili e intuitive da eseguire che potrebbe riuscirci un bimbo di tre anni. E probabilmente lo fanno.

La verifica dell’identità (obbligatoria per attivare il saldo Vinted) di solito è richiesta solo dopo la prima vendita. E comunque è anch’essa molto semplice.

Questa eccessiva semplicità, come già accaduto con il web in generale, elimina quel minimo di barriera che un tempo garantiva di interagire solo con persone dotate di un cervello attivo. Ci ritroveremo quindi a navigare in acque torbide e tossiche, una sorta di social dedicato alle compravendite, dove il rischio di rimanere delusi è alto e la perdita di tempo assicurata.

Fondamentale leggere bene le inserzioni

L’unico modo valido e reale di capire chi ci troviamo di fronte è leggere bene il suo profilo e le inserzioni che ha pubblicato. L’inserzione che ci interessa, sì, ma anche le altre!

Esaminare le foto. Ci sono molte foto fuori fuoco? Le descrizioni sono brevi e per nulla informative? In tal caso abbiamo già segnali netti di un venditore che non ha alcun rispetto per l’acquirente. Perché acquistare da chi sta già mancando di rispetto nella pubblicazione di un semplice annuncio? Credete forse che cambierà atteggiamento quando si troverà a imballare il pacco? O nel rispondervi in caso di problemi? No. Non lo farà!

Se l’oggetto è difficile da trovare e ci tenete proprio, conviene chiedere altre foto e accertarsi che le condizioni soddisfino davvero le aspettative. Mai farsi manipolare dalla fretta e dalla paura di perdere l’oggetto. Ci sono milioni di utenti, per quanto raro, l’oggetto tornerà disponibile.

Feedback inaffidabili

E i feedback? Bastano per capire quanto è affidabile un venditore? No, sono praticamente inutili, spesso addirittura fuorvianti.

Salvo le rare eccezioni, che non fanno testo, gli unici feedback negativi in cui potreste imbattervi sono questi:

Ci sono venditori che si pentono, non spediscono, annullano la vendita, provano a negoziare un nuovo prezzo, etc. I primi annullamenti sono indolori, Vinted non rilascia recensioni negative automatiche le prime volte. Quando inizia? I pareri sono discordanti e probabilmente dipendono dalla causa che si inserisce. In teoria dal secondo consecutivo o dal terzo.

Feedback a parte, il venditore non incappa in alcuna penalità. Ci sono venditori con centinaia di vendite non completate: chi sarà il prossimo a perderci tempo?

4.5 affidabilissimo

Nell’immagine vedete un feedback generalmente positivo (ben 4.5!) nonostante le tantissime recensioni automatiche negative per vendite non completate. Come si spiega? Un mix di media pensata male e mancanza di filtro tra feedback ottenuti come venditore e feedback ricevuti come acquirente.

Per quanto riguarda la vendita di prodotti non corrispondenti alla descrizione, rotti, imballati male, etc. non ci sono feedback.

ATTENTI. Rileggere bene: non ci sono feedback negativi quando si vende un prodotto diverso, difettoso, rotto, etc.

Al termine della controversia, l’inserzione è considerata annullata e quindi non lascia traccia. Anche in questo caso: zero penalità.

Gestione delle controversie Vinted

La gestione delle controversie è una vulnerabilità gigantesca per Vinted, specialmente quando l’etichetta non è a carico di chi vende!

Ma analizziamo meglio la situazione.

Quando si riceve il pacco con l’oggetto acquistato, ci sono due opzioni: pigiare su ‘tutto a posto’ o su ‘ho un problema’.

Se è ‘tutto a posto’, accetti l’ordine, ma poi lasci un feedback negativo, sei un po’ in difetto, rischi la revisione del feedback.

Se dici che c’è un problema e apri la controversia, l’inserzione prende la strada dell’annullamento. Con l’annullamento della vendita, non c’è feedback.

ALT!: controversia -> annullamento -> niente feedback!

Potete immaginare da soli la quantità immensa di account che prova a vendere centinaia di fregature da 5/10€ contando sul fatto che non ci saranno resi né feedback negativi.

In alcuni casi non ci sarà neppure la facilitazione dell’etichetta prepagata e toccherà accollarsi le tariffe normali, che – per un privato – partono sempre da un 6/7€.

Dal punto di vista legale Vinted è a posto, agevolando gran parte delle procedure di reso e offrendo spesso la possibilità di pagare spese di reso ridotte, ma questo non significa che il sistema funzioni nell’interesse del consumatore.

Risarcimenti e rimborsi (non sono la stessa cosa)

Come acquirente, in caso di smarrimento o di merce danneggiata si ha diritto al rimborso completo della cifra, come previsto dalla protezione acquisti.

Come venditore, la situazione è più complessa. Le cifre dei risarcimenti variano da corriere a corriere. Le spedizioni assicurate sono solo quelle con servizio di verifica dell’articolo, non le altre! Ci sarà quindi un risarcimento minimo da parte del corriere e, a discrezione dell’assistenza, il resto della cifra la metterà Vinted.

Probabilmente è una via scelta per tenere bassi i prezzi delle spedizioni. Resta il dubbio su quanto possa essere considerato lecito (in UE) imporre ai venditori alcuni corrieri.

UPS AP, Poste e InPost sono opzioni obbligatorie per chi vende.

In linea generale, salvo molta sfortuna e una comunicazione pessima, il pacco smarrito – dopo un mesetto – è sempre risarcito in toto al venditore e rimborsato in toto all’acquirente.
Il pacco danneggiato è rimborsato all’acquirente ma quasi mai risarcito al venditore, che si troverà a dover dimostrare che il suo imballaggio era idoneo.

Quanto impiega un pacco Vinted ad arrivare?

Le spedizioni hanno dato uno slancio importantissimo a Vinted. L’aver offerto prima di altri un minimo di ventaglio di scelta dello spedizioniere e relativi punti di ritiro ha garantito una certa comodità. In più ogni spedizione è sempre tracciabile.

Spedizione a scelta con prezzo stabilito dalla piattaforma + tariffa fissa e trasparente. Pensateci bene: erano due lacune enormi che eBay si è trascinata per decenni.

I tempi delle spedizioni dipendono dal corriere ma anche dal caso. In generale i pacchi grossi e pesanti viaggiano più veloci. Quelli piccoli e leggeri amano farsi il fine settimana lungo in un HUB. Non c’è neppure una media, perché anche le medie sono variate molto da periodo in periodo. Diciamo che su 200 ordini, pochissimi sono arrivati in 3 giorni. Forse 10. FORSE. Di solito impiegano una settimana/dieci giorni con Poste Italiane. Qualcosa in meno con BRT. Non abbiamo usato altri corrieri.

Con Poste Italiane i pacchi restavano spesso fermi nell’HUB di partenza. Di recente hanno deciso di oscurare il tracciamento [forse un bug temporaneo, perché molte spedizioni hanno ripreso a mostrarle. NdR], mostrando semplicemente un generico “Centro Operativo Postale”, senza più indicare quale, così non saprete se è vicino, lontano, bloccato, disperso.

Il consiglio è di usare BRT/GLS (quello che fa meno danni nella vostra zona) per i pacchi a cui tenete di più, in modo da avere una tracciatura trasparente. La serenità vale quei 2-3€ in più, risparmiati in medicine.

Il significato distorto di “nuovo” e fregature

Su Vinted, “nuovo” significa tutto e niente. Troverete libri “nuovi, mai letti” del 1970, o “nuovi, letti solo una volta” (contraddizione evidente). Molti articoli descritti come “mai indossati” sono mostrati in 10 foto dove il venditore li indossa, in casa e fuori. Gli oggetti sigillati da 20 anni vengono venduti a prezzi gonfiati, senza considerare che “sigillato” non sempre significa “in buono stato” – se è materiale cartaceo o tessile, per esempio, potrebbero essersi formate muffe e funghi.

Ci sono alcune categorie soggette a un ripetersi di schemi truffaldini. Qui cercheremo di farvi capire come evitare le fregature più comuni.

I cosmetici

I cosmetici sono tra i prodotti venduti con maggiore superficialità. C’è questo sentore che possano essere senza scadenze, cariche batteriologiche, immuni all’usura. E proprio per questo sono spesso venduti già scaduti, con date non riportate in inserzione o addirittura cancellate.

I cosmetici senza sigilli sono da considerarsi inutilizzabili, sempre.

Non importa se l’inserzione riporta “era già così in negozio” o altre giustificazioni senza senso. I profumi poi, dato l’alto tasso di falsificazione, dovrebbero essere sempre sigillati e con scontrino. Anche i regali hanno comunque lo scontrino di cortesia quando è un prodotto di un certo valore!

Materiale per belle arti

È difficile fidarsi semplicemente delle foto. Pensate alle matite, che potrebbero avere tutte i nuclei danneggiati: non si può sapere prima. Come non puoi sapere se quelle Prismacolor sono originali o provengono da un marketplace cinese.

Complicata anche la situazione degli acquerelli sfusi: molta gente prova a compensare la spesa affrontata per acquistare tubetti costosi (es. i Daniel Smith) vendendo mezzi godet riempiti personalmente. Se le inserzioni sono fortemente limitate (2-3 colori), probabilmente sono autentiche. Di più, dubiteremmo. Non è semplicemente questione di sostituire il colore costoso con uno meno costoso ma anche di usare medium (es. gomma lacca) per risparmiare qualche ml di prodotto.

I tubetti acrilici, che potrebbero essere secchi, così come i pennarelli, andrebbero sempre convalidati con delle foto dello swatch. Magari, ecco, eviteremmo di compare dei Copic usati, che potrebbero essere stati riempiti quel minimo per scrivere il tempo di un paio di prove.

Tutti i prodotti per belle arti hanno una scadenza, solitamente non dichiarata, per via di una o più componenti soggetti a degrado. Non andrebbero acquistati prodotti troppo datati. Questo discorso vale anche per i fogli, soprattutto quelli per acquerello, che soffrono tantissimo gli sbalzi di temperatura e l’umidità. All’apparenza il foglio è perfetto, nuovo, bianco, ma poi dipingendoci sopra potremmo accorgerci che in alcune zone l’acqua viene assorbita troppo oppure scivola via come se ci fossero puntini di cera.

Cartucce per stampanti

Nel nostro speciale su HP InstantInk abbiamo scritto che a volte le cartucce non funzionano. Gente non molto furba potrebbe provare a vendere quelle cartucce difettose, spacciandole per ‘nuove’, ‘acquistate per errore’. È del tutto probabile che anche gli altri servizi simili, degli altri produttori, abbiano problemi identici. Le cartucce fornite per le sottoscrizioni riportano sempre la scritta ‘not for sale’ in confezione. Termini alla mano, vendere questi oggetti viola le norme di Vinted.

Le cartucce (originali o compatibili) vanno sempre acquistate sigillate. La scatola di cartone può anche essere danneggiata ma la cartuccia sarà sempre in bustina sigillata oppure avvolta in plastica spessa ed aderente. Quando non sono così, le cartucce hanno dei problemi e stanno rifilando una fregatura.

I toner sono un discorso a parte, più complesso, troppi rischi di trovarvi a respirarlo in caso di imballaggio difettoso. Meglio lasciar perdere!!

Accessori e abbigliamento usato su Vinted

Difetti non dichiarati su una borsa ‘nuova’

Il consiglio enorme è di non avere mai fretta. Non avere fretta quando si compra e quando si vende. Molti oggetti sono rognosetti, specialmente l’abbigliamento.

Cintura in vera pelle, ottime condizioni

Anche agendo in buona fede possono sfuggire la scucitura o il buchino invisibile. Gli oggetti ricevuti vanno esaminati in condizioni di luce ottimali: alla luce del sole o con una buona lampadina (es. quelle per soft-box). In emergenza si può usare il flash del telefono.

Camicia ‘mai indossata, misura sbagliata’

Il venditore ha tempo infinito per esaminare l’oggetto prima di metterlo in vendita e diversi giorni a disposizione prima di spedirlo. Perché è importante anche il secondo esame, quello pre-spedizione. A volte gli oggetti restano in vendita per mesi e anni, meglio vedere se è ancora tutto ok!

L’acquirente pure ha qualche giorno per esaminare l’oggetto ricevuto. Lo faccia con pazienza, perché dopo aver accettato l’ordine non si potrà più fare nulla! Di nuovo: non farsi prendere dalla fretta.

Idrolisi: fregatura scarpe vecchie

Non tutti sanno che le scarpe vecchie, conservate non benissimo, con suola e/o elementi in gomma (compresa la pelle sintetica) rischiano di disintegrarsi al primo utilizzo. Qui parliamo di scarpe ma vale per tantissimi oggetti in gomma e/o pelle sintetica! Può riguardare borse, cappelli, giacconi, persino alcune maglie costose, per esempio quelle da calcio.

Il fenomeno chimico si chiama idrolisi, un processo chimico di degradazione, e avviene a causa della reazione del materiale con l’acqua, anche in forma di umidità o vapore, che rompe le catene chimiche che tengono insieme il polimero della suola. Questo porta a un progressivo indebolimento, indurimento, e infine alla disintegrazione o sgretolamento del materiale, causando crepe e sfaldamenti del fondo delle scarpe.

L’idrolisi si sviluppa nel tempo, soprattutto quando le scarpe non vengono utilizzate, e viene accelerata da condizioni di elevata umidità e calore, come nel caso di ambienti umidi o chiusi.

Quindi un paio di scarpe ‘nuove di negozio’, ma che il negozio tiene in magazzino da dieci anni, possono apparire effettivamente come nuove e rompersi al primo giro fuori casa. Idem quelle ‘indossate solo un paio di volte’. Per assurdo: meno le scarpe sono state usate e più c’è il rischio che si disintegrino!

Fateci un giro fuori casa prima di dire che è ‘tutto a posto’!

Purtroppo si fa un grandissimo uso di gomme e plastiche scadenti, sia tra le cinesate che tra marchi famosi ma di largo consumo (cercate ‘nome brand preferito + dry rot shoes’). Anche la scarpa di marca può avere la gomma patacca.

Come andare sul sicuro? Le suole in cuoio, Vibram o Dainite non hanno questo problema.

Provenienze sospette

Su Vinted non ci sono i controlli che avvengono per le bancarelle dei mercati ed è più semplice inserire capi di dubbia provenienza. Es: da raccolta differenziata o teoricamente destinati ai bisognosi.

Tutti abbiamo visto scatoloni pieni di vestiti o di libri abbandonati presso i cassonetti. Qualcuno, quando li vede, li porta a casa e inizia a venderli.

In linea generale meglio acquistare l’usato da utenti reali, che vendono roba propria, evitando quelli con centinaia di inserzioni con taglie e stili differenti.

Conviene anche per una questione di fidelizzazione: ti sei trovato bene col venditore, venderà altro di quella taglia e di gusti compatibili con i tuoi. Lo stesso vale per altra biancheria, lenzuola, tovaglie…

Servizio di verifica articoli griffati

Per moltissimi brand, nelle categorie abbigliamento, borse, accessori, gioielli, scarpe, Vinted offre – al costo di 10€ – la possibilità di verificare l’autenticità dell’acquisto (se il prezzo supera i 100€). L’oggetto arriverà prima a Vinted per l’esame e poi, a esame superato, sarà inoltrato all’acquirente.

Attenzione: non c’è una collaborazione con i brand. È un servizio che, probabilmente, si basa solo sul controllo della presenza di etichette e scontrino. Senza scontrino e senza alcun certificato di autenticità, il capo è non originale per definizione.

Servizio inutile? Sì e no. Serve a scoraggiare le truffe troppo grosse, limitando i danni. Chi ha la coda di paglia tende a minacciare di annullare la vendita se è richiesta la verifica dell’articolo ed è già un bel segnale.

Ricordate che Vinted bada solo a certificazioni (da boutique, no quelle ottenute online mandando foto!), etichette, codici, scontrini. Se il capo è rovinato, se ha difetti, non è un problema di Vinted perché non effettua il controllo qualità. Rileggete bene quest’ultimo passaggio.

Attenti ai falsi, perché l’acquirente è colpevole

Quando si tratta di oggetti di marca, fate bene i conti. Se l’oggetto si presenta come nuovo e il prezzo è estremamente basso (sconto > 40%): è falso. No, non avete avuto un colpo di fortuna incredibile: è falso. No, chi vende non ha immediato bisogno di soldi e ha trovato in voi il benefattore che acquisterà il latte per i suoi figli: è falso.

L’oggetto di marca ha sempre uno scontrino, una ricevuta, una fattura, un certificato, qualcosa. Se non ce l’ha, non lo comprate. Se a venderlo è un venditore professionale, chiedete l’invio accompagnato da uno scontrino parlante o da una fattura. Anche per tutelarvi, dato che potreste essere perseguiti per incauto acquisto.

Perché persiste questa falsa credenza che comprare una cintura Bulgari a 10€ renda il venditore un truffatore e l’acquirente un povero cittadino modello in buona fede vittima della cattiveria del mondo. Comprare un falso in negozio, a prezzo lievemente ribassato, oppure farlo su internet, a prezzo stracciato, NON è la stessa cosa: il primo acquirente è vittima, il secondo è complice.

Esempio pratico: l’oggetto di marca costa 600€ nuovo. In negozio vendono una patacca a 450€: l’acquirente è vittima. Sul web si trova a 100€: l’acquirente è colpevole e rischia di pagare tanto.

Questo avviso lo lanciammo già anni fa parlando di Temu e molti volpini oggi avrebbero evitato di pagare multe salatissime se ci avessero dato retta.

L’unica sgravante possibile è l’acquisto di un oggetto sì di marca ma in cattive condizioni, molto usato. Se il maglione di 600€ ha ormai dieci anni, è pieno di pallini e i polsini sono rovinati, allora qualsiasi valutazione al ribasso sarà giustificata dal punto di vista legale.

Non solo vestiti: occhiali, orologi, scarpe e persino oggetti non troppo costosi, come le solette! Molte ‘Scholl’ sono contraffazioni.

L’elettronica su Vinted

Da qualche mese Vinted ha ampliato ufficialmente la gamma dei prodotti in vendita, aggiungendo nuove categorie, tra cui l’elettronica.

Ovviamente tanta buona fortuna a venditori e compratori! Forse è l’unica categoria dove è meglio affidarsi ai venditori Pro.

Quelli di Vinted, ben consci di quanto sia delicata la situazione con console, smartphone e tablet, hanno aggiunto anche qui un’opzione di verifica della merce al costo di 5€.

Anche qui è una verifica al volo delle funzioni principali:

  • Si tratta dell’oggetto in inserzione?
  • Si accende?
  • I tasti funzionano? Lo schermo è reattivo?
  • Ci sono modifiche illecite? (es modding sulle console)
  • Il dispositivo è configurabile online o è bannato?
  • La batteria funziona?
  • Gli accessori compresi sono funzionanti?

Può sembrare inutile ma serve molto a scoraggiare chi vende una cosa per l’altra. C’è un’enorme scrematura di tutto ciò che è guasto. Poi, è normale, qualche dispositivo può non passare il check o può passarlo per un errore umano, ma in linea generale è ottimo per acquisti sopra i 50€.

Bisogna ricordarsi che le verifiche non comprendono la cavetteria. Per questioni di tempo ci saranno sicuramente delle postazioni pronte a cui attaccare l’elettronica. Se un telefono che passa la verifica non va in carica, controllate il cavo. Idem se la console non appare a schermo.

Altro promemoria importante: il venditore può adottare tantissima cura nell’imballaggio ma poi l’imballaggio di Vinted sarà meno scrupoloso. Probabilmente l’unico imballaggio che conservano è quello originale, se non c’è: buona fortuna.

In caso di reso di un articolo acquistato con verifica, questo dovrà essere inviato di nuovo a Vinted che poi lo smisterà al venditore dopo l’ulteriore verifica.

I libri usati su Vinted

Sui libri usati facciamo un capitoletto a parte perché è una categoria che versa in condizioni disastrose e perché RecensioniVere scrive tanto di libri ed è seguito da chi legge tanto.

Ci eravamo già occupati di Momox e Libraccio.

Uno dei primi problemi riguarda gli ISBN: spesso sono indicati in modo sbagliato e ci si ritrova a fare la cernita tra edizioni da edicola e quelle Mondolibri. Non c’è modo di segnalare e correggere.

Un problema in più lo causano le case editrici con la pessima abitudine di non cambiare l’ISBN tra un’edizione e l’altra. Edizioni degli anni ’90 mischiate con quelle uscite l’altro-ieri: altro tempo perso scrollando a vuoto.

Occhio ai Meridiani Mondadori

Menzione speciale per i Meridiani Mondadori: quelli in vendita sono quasi sempre edizioni economiche da edicola (nel 2006 a 12€) spacciati per recenti a 40-60€. Il problema è presente su tutte le piattaforme, quello in foto arriva dall’usato Amazon!

Attenti anche ai volumi ‘ancora sigillati’ che potrebbero avere abbastanza funghi da ospitare un villaggio di puffi. Come riconoscerli? La versione da edicola è: ‘I Meridiani Collezione’; ‘collezione’ significa edicola. Sono identici agli originali per contenuti e dimensioni ma non per qualità.

Libri di seconda, terza e decima mano

Molti libri provengono palesemente da bancarelle, cassonetti dei rifiuti e cassette di bookcrossing. Ci sono venditori sedicenti ‘librerie’, in realtà titolari di bancarelle, pronti a rifilarvi ciò che non si riesce a vendere dal vivo. Sono proprio questi i venditori con più libri rovinati e ammuffiti!

Anche qui meglio fidelizzarsi con utenti che condividono gli stessi gusti piuttosto che rivolgersi a venditori di professione.

I libri fotocopiati!

Uno dei tanti modi che ha Vinted per farvi perdere tempo è sottoporvi inserzioni come questa.

In Italia, da tempo immemore, gli studenti universitari adottano libri fotocopiati. Se – al tempo trapassato – la cosa riguardava solo i volumi dal costo molto alto, ormai circola qualsiasi cosa, anche i saggi economici. Quindi clicchiamo sull’inserzione, dove c’è il libro vero, e nelle altre foto vediamo che si vendono tristi fotocopie. Tempo perso.

Dopo ‘un’attenta analisi’, di decine d’inserzioni in un minuto, hanno deciso che i libri fotocopiati ‘non violano i nostri standard’. E vabbè!

L’assistenza di Vinted non interviene, infatti ci sono perennemente centinaia di annunci così. Nemmeno tutti nascosti, basta cercare ‘fotocopie’ nella sezione libri.

Macchie sui libri usati: muffa o fioritura innocua?

I libri con macchie, anche minime, indicano un ambiente molto umido, potenzialmente infestato da funghi e insetti che si nutrono di carta e colla. I puntini neri in rilievo, quando non sono muffe né funghi, sono i bisognini degli insetti.

Quindi, a prescindere dall’approccio filosofico-chimico-cazzaro che l’imbonitore di turno vorrà adottare, il fatto concreto è che il libro è stato conservato male. Un libro conservato male non mostra “i normali segni del tempo” ma il pedigree di chi prova a venderlo.

In primo piano una normale imbrunitura dovuta al tempo, in secondo piano un libro meno ingiallito ma con muffe

Prestate molta attenzione alle macchie sui libri perché c’è tanta disinformazione. Le cosiddette ‘fioriture’ giallognole e innocue sono estremamente rare sui libri usciti negli ultimi 40 anni. Perché le pagine dei nostri libri presentano molte meno impurità rispetto al passato (remoto). E resta comunque la certezza che le fioriture, attorno a queste impurità, si formavano per via di un’umidità eccessiva. Di nuovo: cattiva conservazione.

Non comprate libri in cattivo stato di conservazione.

La muffa non si elimina, può solo crescere e diffondersi sui libri vicini. Per questo c’è grande preoccupazione ed è meglio evitare qualsiasi cosa di sospetto. Qui sotto un libro con poche, apparentemente innocue fioriture, che – visto più attentamente – aveva iniziato a sviluppare anche muffe.

Questo libro sembrava avere una innocua fioritura ma nascondeva piccoli principi di muffe

Le fioriture sono totalmente piatte, senza filamenti, senza rigonfiamenti, senza puzza! Un vecchio libro non puzza di muffa!

La carta scadente ha qualche piccolo puntino qua e là, delle impurità, ma anche qui: intorno all’impurità ‘buona’ non c’è niente, non è in rilievo, non viene via grattando, è inglobata nelle carta.

Mai fidarsi della copertina

I libri non si giudicano dalla copertina, è noto, meno noto è che vale anche per valutare le condizioni. Le copertine sono spesso plastificate, è difficile che vengano attaccate dalla muffa. Un libro fotografato solo di fronte, dietro e sul dorso, potrebbe essere nuovissimo fuori e marcio dentro.

Mai giudicare un libro dalla copertina! Chiedere sempre la foto delle prime pagine! :)

Le prime pagine a essere attaccate dalle muffe sono letteralmente le prime del libro e le ultime. Potrebbe rivelarsi utile chiedere una foto della pagina che riporta l’edizione: così avrete più informazioni utili in una sola foto.

Libri autografati (da chi?)

C’erano una volta i libri autografati dall’autore, con dedica. Un’intera pagina scritta a mano. Era difficile da imitare, eppure ci si fermava comunque a fare la foto insieme, per testimoniare che era successo davvero. Come si è fatto (sin dai tempi delle Polaroid), si fa e si dovrebbe fare anche con le magliette di calcio, la mercanzia musicale, etc.

Da lì si è passati allo scarabocchio veloce in libreria, per strada o fuori da un ristorante. Più replicabile, ma comunque un piccolo rischio: scrivere direttamente sul libro significa che si perdono i soldi del libro se l’autografo non riesce.

Oggi siamo all’idiozia del talloncino ex-libris incollato sulla prima pagina. L’autore non ha mai visto il lettore, non ha toccato il libro né pensato minimamente a quel momento: ha solo “strisciato” migliaia di foglietti che poi vengono incollati. Un passaggio netto da un’esperienza – breve ma emozionante, almeno parzialmente trasmissibile – a una semplice figurina appiccicata.

Staccarla e replicarla è banale. Di solito queste copie non valgono centinaia di euro (anche se i bagarini, come vedremo, ci provano lo stesso), ma la cresta sul prezzo di copertina è comunque importante: spesso 20-30 € in più; giustificando quei 15-20 minuti di impegno a talloncino.

Non parliamo di organizzazioni che immettono centinaia di copie false ma di qualcosa che può fare chiunque a casa propria, utilizzando una piattaforma dove utenti di mezza Europa sono pronti a fregare il prossimo anche per meno di cinque euro, tanto non c’è feedback.

Non supportate i bagarini

Oggi pochissimi libri vanno davvero fuori catalogo. Un libro che non si trova da due, tre o cinque anni è un libro che potrebbe essere ristampato a breve, non un fuori catalogo. Gli editori (o i distributori) di solito indicano quali libri sono fuori catalogo. Sarebbe d’aiuto, e rispettoso dei lettori, se tutti gli editori informassero periodicamente delle ristampe e ospitassero un elenco dei fuori catalogo.

Altri libri mai fuori catalogo sono le collane da edicola (fascicoli di Hachette, RBA, etc.), sui siti ufficiali c’è sempre il servizio arretrati. Se non trovate il libro che vi manca, scrivete a loro.

Purtroppo il fenomeno dei bagarini dei libri è piuttosto diffuso e, data la loro natura congenita, bisogna capire che si sta acquistando da gente che, per definizione, si comporta in modo scorretto. Descriverà il libro come fuori catalogo, mentirà sulle condizioni, potrebbe persino inviare una copia messa meno bene di quella in foto. Perché spesso tra i bagarini ci sono anche piccole librerie/edicole, che fiutano la possibilità di rivendere l’edizione particolare su Vinted e la tengono in caldo qualche settimana/mese/anno.

Prendiamo in prestito le parole di Antonella Castello, editrice e direttrice editoriale di ABEditore: «Non date un centesimo a chi specula e a chi tenta di prendere soldi in una maniera poco onesta».

Ed è proprio ricercando ‘abeditore’ (o ‘draghi mondadori’ e ‘oscar draghi’) che potrete fare una cernita velocissima e periodica. Sarà come osservare un foglietto antitarme, con tutti i nuovi bagarini incollati.

DAC7 e differenze tra venditore privato e professionale

La DAC7, in sé, non crea una nuova distinzione giuridica tra venditore privato e professionale: obbliga le piattaforme a raccogliere e trasmettere al Fisco i dati dei venditori che superano determinate soglie (30 vendite l’anno oppure oltre 2.000 € di incassi).

Vendere 31 oggetti usati su Vinted e compilare il modulo che sarà inviato, non significa che la GdF verrà a bussarvi alla porta. La vendita di articoli usati personali in Italia è esentasse. Le tasse (IVA) sono già state pagate al momento dell’acquisto.

Si fa tanto clickbait sulla DAC7, tanto FUD per attirare visualizzazioni e iscrizioni, ma in concreto per l’Italia non è cambiato nulla.

Gli oggetti sono tuoi, o comunque dei membri della tua famiglia, e sono usati? Vendi tranquillamente.

Raccatti roba dai cassonetti, compri gli oggetti a poco per rivendere a molto, ti fai portare molti oggetti di tuoi amici e prendi una commissione, la tua casa è più organizzata di un centro di stoccaggio Amazon? Ho cattive notizie per te: sei un venditore professionale. Stai facendo attività di impresa e bisogna pagarci le tasse.

Giusto o ingiusto che sia, non conta nulla, è così e basta.

Se non vuoi guai (né tasse), abbandona l’idea di guadagnare sull’usato di altri e di comprare per rivendere. Con qualche facile ricerca è possibile vedere migliaia di utenti che saccheggiano il punto vendita Action di zona e poi provano a rivendere al doppio e al triplo, contando sul fatto che comunque sarà conveniente rispetto ai marketplace. Parlando con alcuni venditori abbiamo ascoltato storie di oggetti acquistati su Vinted per essere rivenduti (sempre su Vinted) a prezzo maggiore: è attività organizzata irregolare, quindi sanzionabile.

Non è neppure regolarissimo chi ha un negozio fisico e nasconde le edizioni limitate per poi rivenderle dopo mesi/anni su Vinted. Le penne Legami limited vanno vendute in negozio, i libri a distribuzione limitata pure, le scatoline dei personaggi random non vanno aperte prima, etc. Ci sono dei contratti da rispettare e delle licenze da onorare.

Le Mystery Box sono illegali

I ‘pacchi smarriti venduti all’asta‘, circolano in tante salse e non possono essere autentici semplicemente perché in Italia è vietato dalla legge. I pacchi smarriti dopo un tot finiscono al macero. Nessun corriere può cederli a terzi per la rivendita.

‘Ma il venditore ha le foto!’, sono foto di un mucchio di scatole vuote o di pacchi accatastati presso qualche punto di ritiro.

Purtroppo anche in questo caso segnalare le inserzioni a Vinted non serve a nulla: risponde che non viola le norme o che devono approfondire, intanto i tentativi di imbroglio restano in piedi e si accumulano.

Tecnicamente la mystery box è una scommessa/lotteria e come tale devono attenersi alle (assai restrittive) leggi italiane, non si possono improvvisare lotterie! Fino a qualche mese fa gli eventi e i siti di mystery box erano sponsorizzati (evidentemente in nero, mancando la dicitura obbligatoria) persino da quotidiani nazionali, finché non sono iniziati gli interventi della Guardia di Finanza.

Manipolazioni delle funzioni di ricerca

Non esiste su Vinted un filtro efficace per separare i prodotti venduti in Italia e da quelli provenienti dall’estero, rendendo la ricerca spesso una perdita di tempo per chi vive in zone mal servite dai corrieri internazionali.

Peggio ancora, non c’è protezione contro le manipolazioni delle funzioni di ricerca: proliferano inserzioni che mostrano molti prodotti a prezzi stracciati con la dicitura “contattare in privato per info”, salvo poi sparare cifre altissime.

I ticket di segnalazione vengono sistematicamente chiusi con la formula “i contenuti non violano i nostri standard della community”.

Il servizio clienti di Vinted è all’altezza?

Vinted ha sei sedi, è presente in venti nazioni e oltre 65 milioni di utenti registrati, il tutto con circa duemila dipendenti. Pochini!

Il servizio assistenza di Vinted è probabilmente il suo tallone d’Achille più evidente. Pochissimi operatori gestiscono centinaia di migliaia di ticket, con tempi di risposta lunghissimi e risposte standardizzate prese direttamente dalle FAQ.

Gli operatori italiani non esistono. Sono quasi tutti dell’est Europa e utilizzano i traduttori automatici. Per questo conviene sempre inviare il messaggio in inglese e ottimizzato da qualche IA, perché a loro volta lo passeranno da un’IA.

La gestione dei ticket è particolarmente frustrante: il supporto visualizza rapidamente la richiesta (a volte in pochi minuti), ma invece di rispondere declassa la priorità e rimanda. Questo “ghosting” automatico è inaccettabile per una piattaforma che fa pagare delle commissioni proprio per offrire quel servizio d’assistenza.

Quando arriva una risposta dopo giorni di attesa, spesso è un semplice copia-incolla, e se replicate non aspettatevi ulteriori interazioni. Se state aspettando una risposta per gestire un reso o un rimborso, attenzione: il tempo scorre, e alla scadenza perderete semplicemente i vostri soldi con la controversia chiusa automaticamente.

Quindi, ripetiamo: leggete bene bene prima di inviare il messaggio, passatelo con l’IA, inviatelo in inglese. Poi leggete la prima risposta automatica, di solito chiede conferma che serve di nuovo aiuto, altrimenti non passa all’umano. Infine cero e speranze.

Come difendersi

Non date mai nulla per scontato.

Comprate degli stivali? Chiedete esplicitamente la spedizione nella scatola originale, altrimenti arriveranno in un sacchetto. Una maglietta è “nuova con cartellino”? Chiedete conferma: “Il cartellino c’è davvero? Ce l’hai da molto? Hai il sacchetto originale?”.

Chiedere sempre sempre sempre la conferma scritta di tutto tutto tutto: “‘Mi confermi che non ci sono difetti, strappi, cuciture, macchie, difetti vari ed eventuali…?”.

Se il venditore scrive di no e poi ci sono, è rimborso garantito.

Se dovete aprire una controversia, attenetevi strettamente ai termini di Vinted, senza strafare e senza aggiungere dettagli non richiesti.

Fornite foto dettagliate: foto dell’oggetto vicino all’imballaggio con etichetta leggibile (quindi MAI aprire il pacco strappando l’etichetta!), foto del difetto, foto di altro difetto o altra angolazione.

Richiedete il reso con l’etichetta fornita dalla piattaforma, fotografate (meglio ancora, riprendete in video) il re-imballaggio e il pacco pronto con l’etichetta di reso.

Non date corda ai truffatori: molti usano l’intelligenza artificiale per distorcere i fatti, approfittando dell’assenza di un supporto italiano competente. Si innervosiranno e tenteranno di provocarvi, ma non cedete mai all’insulto.

Prepararsi a difendersi fuori da Vinted

Vinted è una piattaforma che ospita gratuitamente inserzioni di privati e semplifica la compravendita. Ha dei paletti legali da rispettare, non può incoraggiare comportamenti fraudolenti, deve proteggere i dati, etc. Però alla base ci sono un privato che vende e uno che compra. A volte privato che compra da un professionista (in tal caso è indicato).

Le leggi sono quindi quelle della compravendita tra privati e, quando è un venditore pro, della vendita online. Quando si comprano e vendono prodotti dai 100€ in su, cioè quelli dove la fregatura inizia a bruciare e a pesare anche sul bilancio famigliare, serve mettere in conto che Vinted potrebbe non riuscire a risolvere il problema e che dobbiate rivolgervi alle FdO e a un legale. Se non ci sono avvocati amici, si può risparmiare pagando la quota annuale a un’associazione di consumatori.

Con cifre importanti in ballo, si passa ai giochi da grandi, dove non si può accusare a cuor leggero di truffa il prossimo perché si va nel torto, tra l’altro è molto raro che sia una truffa, di solito è semplice inadempimento contrattuale.

Questo lo scriviamo parlando di Vinted, perché l’articolo è su Vinted, ma per tutte le piattaforme simili è così. Una mezza garanzia in più la offrono dove c’è la possibilità di pagare con PayPal perché hai un doppio controllo e una doppia possibilità di fare reclamo prima di adire le vie legali. Vinted non permette di pagare con PayPal.

Attenzione alle truffe telefoniche

Come sempre accade quando un sito diventa di largo uso e i dati sensibili vagano senza grandi controlli: si organizzano truffe. Truffe vere, non il libro ammuffito spacciato per nuovo.

Nessun operatore di Vinted vi contatterà mai al telefono, probabilmente non hanno nemmeno lavoratori italiani. Pure qualora dovesse capitare, perché siete proprio gli eroi prescelti dal fato, mai vi chiederanno dati della carta, di visitare siti diversi da vinted.com (occhio ai verosimili tipo: vinted.verifica10495849.com) e di cliccare link inviati via email o SMS.

Spesso il primo contatto parte proprio da un acquirente o un venditore con cui abbiamo una vendita in corso, perché l’utente medio si illude che avendo i suoi dati non farà grosse furbate. Da sempre c’è questo mito incrollabile da analfabetismo informatico, (spacciato da politici e articolisti) , che vede: anonimo = cattivo | nome+cognome = buono. Le truffe arrivano sempre dai profili più rassicuranti, perché abbassiamo la guardia con ciò che ci è più famigliare.

Concentrazione: Vinted non vi contatta al telefono, non invia SMS, non chiede di segnare in anticipo come ricevuto un pacco non ricevuto, di chiudere una controversia non risolta, etc.

Vendere su Vinted

In questo lungo speciale finora abbiamo parlato di acquisti e mai di vendite. Il motivo è semplice: vediamo troppi grattacapi per chi vende e non c’è nessuna voglia di sbattersi per pochi euro. Abbiamo comunque esperienza indiretta tramite amici che lo usano per vendere.

La prima regola è: non vendere spazzatura. La spazzatura si getta via, non si chiedono soldi in cambio.

La seconda è: assicurarsi che il bene rientri tra quelli che si possono vendere (no bombolette, alimentari, capsule del caffè, piante, merci illegali, etc.).

Attenzione ai dipinti perché ci sono regole importanti sul rilascio di ricevute (anche non fiscali) e sulla vendita all’estero. Volendo interpretare alla lettera i termini di Vinted, di fatto in Italia non dovremmo venderne. Ma c’è la categoria ed è piena di annunci.

Quando si vende un prodotto, come abbiamo visto in precedenza, ci sono dei corrieri da scegliere obbligatoriamente. Alcuni venditori scrivono in inserzione: “Spedisco solo con…”. Ok, se trovate l’acquirente collaborativo, ma non è un obbligo e annullare la vendita può portare il famoso feedback negativo. Come vedete è un ripasso: in tutte le raccomandazioni date finora per gli acquisti ci sono, intrinsecamente, raccomandazioni per le vendite.

Altra cosa non selezionabile è il territorio, il mercato a cui rivolgersi. Non si può vendere solo in Italia, si deve accettare di vendere ovunque. A volte ci sono casini con gli HUB internazionali, la merce può risultare come ‘consegnata’ ma è consegnata all’HUB, non al cliente. Così il cliente apre una controversia e c’è il rischio che venga rimborsato (e voi invece no). Ripetiamo il consiglio: calma e chiarezza nelle comunicazioni con l’assistenza.

Calma è chiarezza anche in inserzione e con gli acquirenti. Anche per oggetti di basso valore è importante mantenere educazione e chiarezza. Ringraziare sempre e dire quando si ha intenzione di spedire.

I difetti degli oggetti vanno dichiarati sempre e con minuzia. “C’è un difetto visibile in foto” non vale, è una frase vuota. Bisogna descrivere il difetto e indicare la foto a cui si fa riferimento (la seconda, terza, etc.). Che le inserzioni siano imprecise in buona o in cattiva fede, poco importa, sono il miglior bersaglio di chi vuol tentare di portarsi a casa gratis l’oggetto.

Uffa queste offerte!

La piattaforma incoraggia le offerte. Se non intendete valutarle, scrivetelo nell’inserzione. Ripetiamo: non offrendo l’opzione per escludere le offerte e limitando la percentuale di sconto è la piattaforma a incoraggiare questo comportamento.

Ormai è prassi mettere i prezzi un po’ alti per poi offrire lo sconto. Offrire lo sconto è quasi una forma di galateo su Vinted.

Quando l’offerta sembra ridicola, potrebbero esserci due motivi: fondi limitati sulla prepagata o soglia della spedizione. Per esempio un oggetto venduto a €4,99 avrà delle spese di spedizione leggermente più basse rispetto all’oggetto venduto a €5.

Etichetta cartacea o digitale

Dopo aver completato la vendita, potrete scaricare l’etichetta e sarete voi a scegliere se usare quella cartacea da stampare o la digitale (codice QR).

Non usare l’etichetta digitale, nemmeno per le spedizioni effettuate direttamente negli uffici postali. L’operatore la stampa subito ma potrebbe non avere il tempo di attaccarla in quel momento e rischia di finire su un altro pacco. Non sono rari i casi di etichette scambiate!

I punti di ritiro classici (es tabaccai) dovrebbero avere delle buste da attaccare ma di solito non le usano e attaccano l’etichetta/scontrino con un po’ di scotch. Una scommessa.

Meglio stamparsi a casa l’etichetta e attaccarla cercando di fissare bene i bordi, un bordo bello largo, con nastro largo, non il nastro adesivo stretto e piccolino. Se vendete molti oggetti, può valere la pena acquistare delle buste portadocumenti: ‘buste per spedizioni’.

L’imballaggio

L’imballaggio va fatto bene perché il cliente deve ricevere la merce nelle condizioni descritte in inserzione, però il rischio di trovare il furbetto che sostituisce il prodotto con uno vecchio o vi rende un pacco vuoto, c’è sempre. Inutile firmare i pacchi, ricoprirli di nastro adesivo (rendere difficile l’apertura anche al cliente comporta l’uso incauto di forbici, possibile danneggiamento e poi vi torna bucato), filmare la consegna al locker, etc. Tutto ha una contromossa che può portare alla perdita dell’oggetto e dei soldi.

esempio di pacco imballato male

Altro discorso è la tutela rispetto allo spedizioniere. Dimostrare a Vinted di aver imballato adeguatamente. Lì sì: foto all’oggetto, l’oggetto imballato, poi nella scatola e chiuso. Per scaramanzia lo scrivente fa anche una foto all’oggetto su una bilancia e poi al pacco pronto, così da registrare il peso. Sulle etichette il peso è spesso forfettario ma sono kudos con l’assistenza. Indicate anche i punti delle loro FAQ.

Se c’è da spedire un piccolo elettrodomestico, non proprio piccolissimo, potete usare il metodo suggerito in questo video per imballare:

Le bottiglie vuote sono bolle d’aria ma più resistenti

Quando si spediscono più oggetti è sempre meglio fermarli con della pellicola per imballaggio, di colore diverso dal nero perché l’italiano medio lo associa al sacchetto del pattume, nonostante gran parte della spazzatura ormai finisca in sacchetti di colore diverso. Le pellicole estensibili non sono economiche, se le vendite sono saltuarie va benissimo la pellicola per alimenti. Questa servirà anche a proteggere e tenere chiusi i grossi libri.

Sì, l’imballaggio a volte ha un piccolo costo: pellicola, nastro adesivo, un po’ di attenzione nel trovare la scatola giusta. Ricordando di barrare i vecchi codici a barre e coprire eventuali brand presenti. Soprattutto se Amazon, Temu, Zalando, etc. Queste scatole a volte sono smistate a vista, per questo possono indurre in inganno chi smista e far finire il pacco in un canale di distribuzione diverso.

Come riciclare in modo corretto una scatola Amazon? Il modo più semplice è smontarla, invertendo l’interno e l’esterno. Un po’ di colla, due colpi di spillatrice, un giro di nastro adesivo ed è fatta.

Tutto questo lavoro per pochi spicci? Una persona educata, figlia di persone educate, cura anche il pacchetto dell’oggetto venduto a 1€: comunque è un feedback, per la piattaforma e per lo spirito.

Chi non si sente pronto a curare la spedizione di un oggetto da 2/5/10€ può evitare di metterlo in vendita singolarmente e fa solo stock. Anche perché la superficialità prima o poi presenterà un conto da pagare.

Di norma i pacchi viaggiano a rischio del destinatario ma Vinted è lievemente orientato a favore di quest’ultimo e tende a stroncare subito i pacchi imballati male. Il motivo è facile capirlo se avete letto attentamente il paragrafo su risarcimenti e rimborsi: i risarcimenti dei corrieri coprono solo una parte, il resto lo mette Vinted di tasca sua. È un problema? No. Basta imballare bene, proteggendo l’oggetto adeguatamente.

Fidelizzare

Se vendete spesso roba usata su Vinted è fondamentale fidelizzare i buoni acquirenti. È il consiglio dato prima: seguire i venditori con le stesse taglie e gli stessi gusti / mantenere gli acquirenti con le stesse taglie e gli stessi gusti.

Come si fidelizza? Prima di tutto con un buon imballaggio e una buona comunicazione. Non serve fare amicizia: “Grazie per l’acquisto, ho intenzione di spedire entro giornoX”. Spedire entro 24 ore. Spesso i buoni venditori includono piccoli omaggi a tema: un pacchetto di caramelle, un segnalibro, una penna simpatica, cartoline, gomme profumate, etc. Oltre a un bigliettino di ringraziamento.

È buona educazione inoltre lasciare il feedback all’acquirente, ringraziarlo sul suo profilo. Ripetiamo: sul profilo dell’acquirente, non sul proprio. Sul proprio è da narcisisti.

Appuntarsi su un’agendina gli acquirenti che hanno comprato più oggetti, ritirato in fretta, lasciato il feedback. Quando questi mostreranno interesse per altri oggetti, favoriteli con sconti. Meglio qualche euro in meno ma sicuro che incertezze e grattacapi!

Dove vanno i soldi?

Per incassare su Vinted bisogna accettare le condizioni di MangoPay e diventarne cliente. I fondi sono bloccati fino al completamento della vendita (l’acquirente accetta l’ordine).

Il saldo Vinted è una sorta di saldo MangoPay, può restare su Vinted ed essere usato per gli acquisti oppure si può riversare tutto sul proprio conto corrente.

Posso vendere i miei dipinti su Vinted? (agg. 2026)

Tecnicamente non è possibile. Idem per sculture e altre opere d’ingegno, perché il regolamento di Vinted non lo prevede e tutto ciò che non è previsto esplicitamente è vietato. C’è uno spiraglio come ‘artigianato’ per gli account PRO.

Bisogna inoltre considerare che la vendita di propri dipinti, sculture, etc. in Italia è estremamente burocratizzato per quanto riguarda l’esportazione; e Vinted non permette di vendere esclusivamente dentro i confini nazionali. Utilizzando i motori di ricerca troverete centinaia di articoli sul tema dell’esportazione dei dipinti; non approfondiremo in questa sede. In breve: i governi italiani temono la fuga di opere realizzate da novelli Caravaggio, così ne hanno burocratizzato l’esportazione e pazienza se per voi è solo un hobby.

Tutta questa era teoria: e dal punto di vista pratico? Sembra che l’assistenza chiuda entrambi gli occhi e di fatto su Vinted PER ORA abbiamo decine di migliaia di schizzi, disegni, dipinti regolarmente in vendita. Oltre a litografie e acqueforti palesemente recuperati da qualche discarica.

Per scrupolo, prima di pubblicare il paragrafo, e in settimane diverse, abbiamo segnalato alcune inserzioni e sono state lasciate online perché «non sembra che violi i nostri standard della community.»

Attenzione alle ‘opere’ che acquistate

Vale la pena aggiungere un mini paragrafo di avvertenza per gli acquirenti che intendono supportare gli artisti indipendenti.

Essendo una piattaforma senza regole specifiche né controlli in questo settore, abbiamo una grandissima maggioranza di opere illecitamente derivate. Nel senso che molti ritraggono foto prese in rete (senza permesso), quando non addirittura ricalcano opere di altri artisti contemporanei. In alcuni casi sono addirittura stampe di imitazioni create digitalmente.

Ora è normalissimo, specialmente agli inizi, ‘studiare’ altri artisti, servirsi di materiale preso online, provare e riprovare alla ricerca di un proprio stile. Però è tutto lavoro che poi andrebbe archiviato o eliminato, non certo venduto!

Come difendersi? Ricercare l’immagine online può aiutare a vedere se è una copia 1:1 di altre opere, oltre a vedere se lo stile è proprio o un’imitazione. Infine chi ha un po’ di dimestichezza con le vendite di opere proprie aggiunge sempre una ricevuta (non per forza fiscale) e un certificato di garanzia a proprio nome (non con il nickname!) con titolo, materiale usato, data della realizzazione. Questi documenti sono da conservare, insieme agli screenshot dell’inserzione e l’etichetta del pacco.

Conclusioni: Vale la pena usare Vinted?

La risposta è: sì. Era chiaro sin dal principio: se ci sono oltre 200 ordini in un anno, significa che vale la pena o c’è del masochismo. Vale la pena.

Vale la pena MA con cautela e con il giusto tempo da investire. Non deve essere una piattaforma da acquisto compulsivo. Non può essere un posto dove acquistare qualsiasi cosa.

La strategia migliore è fidelizzarsi acquirenti/venditori affidabili, con cui vi siete trovati bene. Con libri e vestiti è relativamente facile trovare persone con gli stessi gusti. Questo permette di evitare delusioni e di risparmiare considerevolmente.

Per vendere e acquistare senza troppi pensieri, l’unica è tenersi bassi. Vendere ciò che effettivamente non serve e se va male la vendita, pazienza! Lo stesso per gli acquisti: merce sotto i 50€. Non di più.

I migliori posti da cui spedire e dove ricevere i pacchi sono le attività commerciali, i punti di ritiro. Possibilmente le attività affidabili, che rispettano gli orari di apertura. Di solito: i tabaccai.

Preparatevi psicologicamente a ricevere oggetti di ceramica dentro le loro scatoline, senza imballaggio; scarpe avvolte in un sacchetto della spesa; maglioni ristretti; camicie ‘nuove’ con colletti e polsini distrutti; dispositivi con vano batteria arrugginito; e altra bella roba che porta a domandarsi come abbiamo fatto a non estinguerci prima.

A tal proposito, un buon modo per evitare perdite di tempo (anche future) è iniziare il processo di estinzione, bloccando gli utenti. Qualcuno vende il prodotto che cercate a 11€ quando nuovo costa 15? Non perdete tempo in spiegazioni: bloccate. Chi vende copre tatticamente i prezzi originali con la manina? Bloccate. Scrive: ‘come nuovo, letto/usato/giocato/leccato solo una volta’? Addio. Vi hanno regalato un prodotto che in negozio costa 80 euro, è nuovo, lo state vendendo a 40 e uno vi chiede se scendete a 10? Bloccate. Il tempo è prezioso, mai sprecarlo ed è inutile sperare che queste persone potrebbero tornare utili in futuro.

Ultima nota: se un pacco arriva distrutto, non ritiratelo. Rifiutatelo motivando che è danneggiato. Spesso è lo stesso punto di ritiro a rifiutarlo direttamente. Basta scrivere all’assistenza che il pacco sta tornando indietro perché danneggiato e si evitano tante foto e tante spiegazioni.

Cosa dovrebbe cambiare

Il mondo delle aste online e delle trattative tra privati ha ormai trent’anni di storia alle spalle e, nel frattempo, si sono consolidate centinaia di buone pratiche su altre piattaforme. Vinted, finora, ne recepisce solo una parte. Una piattaforma che si avvicina ai diciotto anni di attività potrebbe permettersi un passo in più verso la maturità e iniziare a scrollarsi di dosso l’aura di ‘novità’, che a questo punto rischia di apparire meno come un punto di forza e più come un limite.

Penalizzare gli scorretti

Penalizzare chi accumula troppe controversie o troppi resi è ormai uno standard: vale sia per i resi fatti come acquirente, sia per quelli subiti come venditore. Superata una certa soglia, è prassi avvisare l’utente che il margine di tolleranza è finito e che ulteriori rimborsi potrebbero non essere concessi.

Vinted dovrebbe trovare il coraggio di fare pulizia tra gli utenti scorretti, rendendo chiari i criteri di intervento. Non è più solo una piattaforma per sbarazzarsi di vestiti fast fashion e borse tarocche: oggi gestisce anche articoli di valore elevato e richiede standard di protezione adeguati.

Segnalazioni più facili

Oggi segnalare è complicato e, nella pratica, quasi scoraggiante: mancano categorie chiare, i percorsi sono poco intuitivi e spesso non si ha la sensazione che la segnalazione serva davvero a qualcosa.

Il risultato è che quello che dovrebbe essere il gesto più semplice – contribuire a tenere pulita la piattaforma – diventa un ostacolo che invita a voltarsi dall’altra parte. Così non funziona: se la segnalazione è faticosa e opaca, gli utenti smettono di usarla e la qualità complessiva dell’ambiente peggiora per tutti.

Vanno aggiustati i filtri

Se voglio acquistare solo da italiani devo poterlo fare. Lo stesso vale se voglio comprare un prodotto di un marchio francese direttamente dalla Francia: Vinted dovrebbe offrire la possibilità di filtrare gli annunci francesi.

Poi c’è il problema legato ai corrieri. Fammi filtrare il corriere preferito in modo da vedere solo le inserzioni che lo prevedono.

Se sono in una località che è servita solo da Poste Italiane, è del tutto inutile mostrarmi le inserzioni di altre nazioni.

Vanno inoltre implementate (e applicate!) misure di prevenzione contro la manipolazione delle funzioni di ricerca. Non si dovrebbero pubblicare annunci in categorie diverse, niente uso di brand famosi per cinesate (‘vendo cazzatina cinese tipo Sony’), niente mystery box, niente inserzioni cumulative (‘vendo libri a scelta’), niente annunci esca (‘non comprare, contattatemi in privato’), etc.  

Andrebbe anche limitata la possibilità di togliere e rimettere in vendita lo stesso oggetto solo per farlo riapparire come “nuovo” annuncio.

Proposte d’acquisto vincolanti

Bene che le proposte vengano incoraggiate, ma andrebbero rese più strutturate. Una proposta non dovrebbe scendere oltre il 25% rispetto al prezzo richiesto e dovrebbe restare vincolante per un certo periodo (almeno tre ore, meglio sei), così da non far perdere tempo ai venditori. In parallelo, per non farlo perdere agli acquirenti, si potrebbe segnalare con un badge chi non risponde sistematicamente alle offerte.

Più badge, più gamification

L’idea dei badge è carina e va estesa. Per ora ci sono ‘annunci frequenti’ (cinque annunci in trenta giorni) e ‘spedizione rapida’ (spedizioni entro 24 ore). Un ‘risposte rapide’, che comprenda risposte alle domande e quelle alle offerte, potrebbe essere un terzo badge utile.

Accanto ai comportamenti virtuosi, però, andrebbero tracciati anche quelli problematici: un indicatore di “spedizione lenta” (>3 giorni), uno per chi non risponde mai (“c’è nessuno?”) e uno per chi accumula molte contestazioni o resi (“contestato”). 

Gli acquirenti non possono essere ‘scelti’ e i badge potrebbero sembrare inutili, in realtà ci sarebbero ritiri più veloci se fosse in ballo un badge dedicato. Un altro basge potrebbe riguardare il tener fede alle proposte.

Assistenti italiani

Nella prospettiva di alzare gli standard di protezione, qualcuno che parli italiano andrebbe messo in prima linea. Almeno per gestire segnalazioni di furto dati, blocchi sospetti e controversie di importo significativo (oltre i 200/300 euro).

Con l’introduzione massiccia di sistemi automatici nelle chat, sarebbe poco rispettoso continuare a far rimbalzare gli utenti tra risposte automatiche e operatori che non padroneggiano la lingua: in certe situazioni servono persone che capiscano perfettamente cosa sta succedendo e possano decidere con cognizione di causa.

Dato che continueremo a usare la piattaforma, potrebbero esserci ritocchi e aggiunte in futuro. RV non è un'associazione di consumatori, non chiedete a noi consigli per sbrogliare questioni con Vinted perché tutto quello che potevamo offrire, con la nostra esperienza, l'abbiamo scritto in questo articolo. Chiudiamo con qualche sintesi, per venire incontro alle capacità dei social addicted:

Vinted: Pro e Contro

ProContro
Facilità d’uso: iscrizione e inserzioni immediateFeedback poco affidabili
Ampia scelta di categorie (vestiti, libri, elettronica, cosmetici)Gestione controversie debole
Spedizioni tracciabili e prezzi trasparentiServizio clienti lento, risposte standardizzate, assenza di operatori italiani
Servizi extra di verifica per articoli di lusso ed elettronicaTroppi annunci irregolari mystery box, annunci esca, prodotti da buttare)
T&C facilmente comprensibili (leggeteli!)
Incoraggiamento a fare e ricevere proposte

✅ 10 regole per usare Vinted senza fregature

  • Leggi attentamente le inserzioni: controlla foto, descrizioni e confronta con altre inserzioni dello stesso venditore.
  • Chiedi conferme scritte: difetti, cartellini, condizioni reali dell’oggetto.
  • Non avere fretta: anche gli oggetti rari ricompaiono, meglio aspettare che rischiare.
  • Verifica i feedback con cautela: non sono sempre affidabili, quindi valuta più il profilo e le foto.
  • Fidelizzati con venditori/acquirenti affidabili: costruisci relazioni di fiducia per ridurre rischi.
  • Limita gli importi: acquisti e vendite sotto i 50€ riducono complicazioni e perdite.
  • Controlla bene i prodotti delicati: cosmetici (scadenze), scarpe (idrolisi), libri (muffa o fotocopie).
  • Imballa e documenta le spedizioni: foto dell’oggetto, del pacco aperto/chiuso e dell’etichetta.
  • Diffida delle offerte troppo basse o troppo alte: spesso nascondono falsi o truffe.
  • Mantieni calma e chiarezza nelle comunicazioni: educazione e precisione aiutano anche in caso di controversie.

Aggiornamenti post pubblicazione:

Mystery box: la fine?

Sembra che dopo il nostro speciale abbiano iniziato a moderare le mystery box. Ce l’ha segnalato un amico, abbiamo provato ed effettivamente la moderazione si attiva e chiudono, oltre all’oggetto segnalato, anche tutte le altre mystery dell’account.

Dato che per anni sono state tollerate, vengono create decine di inserzioni così ogni ora e servirà senza dubbio un periodo di assestamento prima che si estinguano.

Più cura degli imballaggi con Poste Italiane?

A partire da marzo 2026, sembra stiano circolando dei richiami interni alla rete Punto Poste per far rispettare una regola in realtà già presente nei Termini e Condizioni: accettare esclusivamente pacchetti che abbiano un minimo di decoro. Questo significa dire basta a scatole della pizza, buste degli spinaci, sacchetti del supermercato, pacchi avvolti in 200 giri di nastro adesivo o scatoloni che riportano in bella vista i loghi di altri grandi e-commerce.

È una questione di decoro esterno che non garantirà un miglior imballaggio degli oggetti ma almeno non vi troverete più a ritirare la scatola di prodotto_imbarazzante_a_caso. Così come obbligherà tutta la rete Punto Poste a tirar fuori i sacchetti gratuiti e le buste per le etichette.

L’impressione registrata a caldo, parlando con vari esercenti, è che la direttiva non sia stata recepita ovunque allo stesso modo. Per alcuni si tratta di semplici “consigli bonari” che ciclicamente vengono inviati dalla sede centrale. Altri, invece, hanno preso la palla al balzo per smettere del tutto di accettare spedizioni da parte degli utenti, commentando: «Causano troppi problemi, piuttosto esco dal circuito».

Dovrebbe interessarci come utenti? Assolutamente sì. I consigli su come imballare correttamente i pacchi, che abbiamo già visto in questo articolo, diventano più validi che mai. Resta poi l’incognita su come Poste Italiane gestirà i pacchi non conformi o i punti di ritiro che non collaborano. Lascerà correre come al solito? Bloccherà i pacchi invitando il mittente a riprenderseli? O, peggio ancora, queste spedizioni faranno giri immensi per poi impantanarsi nei centri di smistamento e tornare indietro come reso?

Quest’ultima ipotesi ci pare la più disastrosa per Vinted: scatenerebbe un’epidemia di perdite di tempo, attese infinite e ticket infuriati da parte di venditori e acquirenti.

Di Recensioni Vere

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