Gli Oscar Draghi Mondadori circolano ormai da oltre dieci anni e pensiamo che valga la pena fare una recensione complessiva di questa collana illustrata.
L’articolo si occuperà dell’organizzazione della collana e di cosa ci si può aspettare da questi volumi. L’ultimo paragrafo conterrà i link alle recensioni.
Ci sono tre tipi di recensioni: estesa, breve e solo voto. Le estese hanno un lungo articolo dedicato. Le brevi sono contenute nelle descrizioni dei video brevi su Youtube. I voti a caldo li diamo su Goodreads. Più info nell’ultimo paragrafo.
Questo speciale è stato scritto in totale autonomia. Non è un contenuto sponsorizzato e, almeno fino al momento della pubblicazione, non abbiamo ricevuto da Mondadori neppure un segnalibro.
Indice
- Collana Oscar Draghi?
- I Draghi Mondadori sono edizioni limitate?
- I Draghi Mondadori sono premium?
- Si tratta di edizioni originali?
- La cura editoriale non è omogenea
- Meglio una traduzione vecchia o una nuova?
- Tradurre i titoli, sempre!
- Dove acquistare gli Oscar Draghi?
- Oscar Draghi: critiche ed elogi
- Ci sono gli e-book!
- Video e recensioni libri Oscar Draghi Mondadori
- SEGUONO GLI AGGIORNAMENTI POSTUMI:
- 2026: una mezza buona notizia?
Collana Oscar Draghi?
La collana Draghi si inserisce nella più famosa collana Oscar Mondadori; risalente al 1965 come collana di libri tascabili. Gli Oscar poi ramificati in Oscar Horror, Oscar Fantasy, tutta la serie Urania, etc. Scelta un po’ confusionaria che ha però reso il termine Oscar quasi un sinonimo di Mondadori e di best-seller.
Se avete presente gli Oscar Jumbo e Titan, i Draghi sono del tutto simili ma con copertina rigida e design più figo, più pop.
Perché si chiamano ‘Draghi’?
Tutte le prime uscite avevano una copertina che richiamava la pelle dei draghi.

Per 12 uscite la copertina sarà così. A fine 2016 i Grandi Antichi pensionano i draghetti, esce ‘Cthulhu: I racconti del Mito’ e finiscono le copertine ‘a pelle di drago’.
Quando sono nati?
Tecnicamente le prime uova si sono schiuse nel 2012, con il primo dei tre volumi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

In via ufficiale, invece, Mondadori ritiene che la collana sia nata nel 2015 e lo scrive su ogni volume:

Ci sono stati ben 7 volumi pre-2015.
Abbandonate le scaglie, gli unici tratti che accomunano tutti i volumi della collana sono una copertina rigida dalla grafica accattivante, stile locandina, e il fatto che le opere contenute sono molto note. Infine sono sempre stampati in Italia, in uno degli stabilimenti Elcograf. Un’azienda appartenuta a Mondadori, ormai in crisi perenne; e chi compra molti libri ha toccato con mano uno dei possibili motivi della crisi.

Da non confondere con altre collane, catenine e braccialetti Oscar Vault!
Mondadori è sempre stata regina della confusione editoriale e del rimescolamento delle collane.
I lettori non fanno più riferimento a Mondadori Electa, Fantastica, Draghi etc. Ormai sembra essere tutto ‘Oscar Vault’, il brand social che ha relegato in secondo piano il marchio Mondadori. Non è raro leggere: “Pubblicato da Oscar Vault … Tradotto da Oscar Vault … Appena uscito per Oscar Vault…“.
Il Big Bang di questo universo caotico è stato Marco Rana, per una vita nel marketing di Mondadori ed ex responsabile* dell’universo Oscar Vault: Draghi, Ink, Fantastica e Fabula.
Non sappiamo chi l’ha sostituito ma, vista l’assenza di cambiamenti, sembra dormiente.
(*fino a fine 2023, oggi passato a Edizioni E/O, dirige Ne/oN.)
I Draghi Mondadori sono edizioni limitate?
Il Necronomicon è stato pubblicato nel 2017, la nostra edizione del 2022 è l’ottava ristampa. I libri che vendono molto sono ristampati con frequenza. Ne abbiamo parlato anche nel pezzo su Momox: persino il mercato dell’usato è saturo di alcuni Draghi. Non si tratta nemmeno lontanamente di tirature limitate!
Detto questo, sconsigliamo di rimandare troppo l’acquisto. Esempio: “Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie“, di Lord Dunsany, sembra sia tornato in ristampa e si rivedrà dopo qualche mese di assenza, idem il primo Elric. Invece “Sword & Sorcery: L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser” è introvabile ormai da circa un anno. Sicuramente ci sfuggono volumi scomparsi da ancora più tempo.
Allo stesso tempo, quando non trovate più un libro, vi consigliamo di inviare la classica email: “quando tornerà disponibile?” a mondadoristore.it, al libraio di fiducia o al profilo social del curatore del volume. Non cadere nelle frodi dei draghetti venduti a 50-100 euro perché sono frodi appunto. Il libro tornerà disponibile.
I Draghi Mondadori sono premium?
Il volume premium è un’altra cosa e costa di più. Non parliamo di stampa offset su carta ultra bianca da 100 grammi. In genere si tratta di stampa comune su carta sottile (50/60g); si spera senza acidi o ci ritroveremo una collezione di enormi blocchi gialli.
Molto leggera anche la carta che riveste i cartoncini usati per le copertine. Cosa che li rende propensi a rovinarsi in fretta. Se piace l’idea di avere libri dall’aspetto vissuto, va bene, altrimenti è un problema.

Trattandosi di grosse raccolte, da 600/800/1000+ pagine, vendute a 20/25€: il prezzo è (era) giusto. Ultimamente però troppe uscite hanno iniziato a sforare i 30€ e non è un buon segno. Specialmente quando si tratta di semplici ristampe di muri di testo. Per intenderci: quelle che Newton Compton vende a meno di 15€ con la collana Mammut.
Cosa gradita a chi ha l’ossessione di armonizzare la libreria: il formato corrisponde a uno standard 17×24 cm –millimetro più millimetro meno. Il dorso sembra che debba misurare tra i 4 e i 5,5cm e la grammatura delle pagine può essere fortemente ridotta proprio per rientrare in quello spessore di dorso.
Alcuni Oscar Draghi sono una sorta di ‘edizione economica premium‘: costano meno di quanto costerebbero i singoli volumi e sono curati meglio rispetto alla gran parte dei mattoni economici. Altri sono delle prese in giro e anche per questo attorno ad Oscar Vault si sta creando una allegra community di haters.
Si tratta di edizioni originali?
Le raccolte originali si alternano a riedizioni di quanto già pubblicato da Mondadori in altre collane, venduto a prezzo maggiorato. Per esempio ‘Archivi Cthulhu. Gli abominevoli casi di Sherlock Holmes‘ sono i tre gialli Mondadori da €5,90 venduti a €28 (!). Anzi, il draghetto è una versione impoverita, perché spogliata delle postfazioni del curatore dell’altra collana!
Poi ci sono le edizioni prese pari pari da editori esteri per essere riproposte in lingua italiana; pensiamo per esempio alla monografia su HP Lovecraft curata da Klinger.
Anche le illustrazioni (quando presenti) sono spesso molto vecchie e/o prese da altri contesti, non commissionate appositamente per l’edizione Mondadori.
Quando è pubblicata solo una porzione di saga (es. saga di 6 volumi divisa in 2 Draghi), prima o poi sarà pubblicata anche l’altra. Salvo casi di grandiosi successi editoriali, che giustificano accelerazioni, il “poi” è da intendersi come un lasso di tempo che va dai 3 ai 5 anni. Basti pensare che dall’inizio della curatela alla disponibilità sugli scaffali, per i Draghi, passano un 18-20 mesi.
La cura editoriale non è omogenea
Abbiamo dei volumi Oscar Draghi Mondadori estremamente ben curati, con nuova traduzione, nuove illustrazioni, annotati il giusto, con testo leggibile e disposto in modo delizioso. Altri sono semplici muri di testo stampati su carta velina (tipo Bibbia) a carattere minuscolo, in doppia colonna, con interi capitoli tradotti male (sempre tipo Bibbia). E non mancano i volumi dai toni e contenuti simil-accademici, spesso pallosissimi!
In questa collana ci sono poi casi di edizioni multiple, pensiamo per esempio alla saga Terramare uscita in due, forse tre versioni. Da non confondere con le ristampe con nuova veste, come avvenuto per le pubblicazioni di RR Martin e Terry Brooks, che pure contribuiscono a generare confusione. Abbiamo notato anche un caso di totale difformità tra ebook e versione fisica, con il volume “I miti di Cthulhu“. L’ebook è della prima versione mentre il cartaceo, essendo ‘nuova versione’, contiene racconti diversi.
Questo genere di informazioni non sono riportare sulle schede dei libri e acquistarli online può rappresentare una scommessa: sarà il libro fatto bene o quello con le pagine che vengono via? Le illustrazioni sono tante o giusto le due che hanno ripreso sui social? La traduzione è valida? È aggiornata o risale al ’53? La copertina scolorisce? Ci sono contenuti extra? È godibile o sembra un testo scolastico?
Recensionivere risponderà a queste domande ogni volta che pubblicherà la recensione di un libro.
Meglio una traduzione vecchia o una nuova?
Questo è un dibattito ricorrente. Una traduzione fatta bene in prosa è importante tanto quanto lo è in poesia. Alcuni autori finiscono per essere odiati non perché realmente pesanti e astrusi ma per una traduzione poco riuscita. Un esempio chiaro a tutti: l’Odissea di Pindemonte, il classico testo scolastico, è un mattone d’osmio.
Più le traduzioni sono vecchie, maggiori sono le possibilità di incappare in termini desueti che spezzano la lettura. D’altra parte traduzioni aggiornate sono talvolta affidate a gruppi di inesperti che, tentando di forzare l’attualizzazione dei testi, riempiono le pagine di neologismi, slang e sgrammaticature. Senza contare i revisionismi e le censure politiche.
Serve equilibrio e non è facile. Fondamentale è conoscere lo stile dell’autore originale. Lovecraft, Proust, Kafka, Joyce… erano autori molto meticolosi nella scelta delle parole e non c’è spazio per traduzioni libere e superficiali. Il de Maupassant tradotto da Alberto Savinio o il Kafka di Giorgio Zampa sono molto più autentici e non c’è paragone con le traduzioni più recenti.
Con tutte le difficoltà descritte, gli editori tendono a tenersi strette il più a lungo possibile traduzioni considerate affidabili da decenni piuttosto che rischiare di perdere soldini con nuove traduzioni poco riuscite.
I Draghi Mondadori sono grandi classici e sì: hanno le traduzioni vecchie. Il gruppo Mondadori però è composto oggi da molte grandi case editrici e i curatori dei volumi hanno l’imbarazzo della scelta quando c’è da selezionare la traduzione meglio riuscita, pescando dalle edizioni Rizzoli, Piemme, Einaudi, oltre a quelle della stessa Mondadori.
Se l’argomento vi piace, c’è questo bello studio: Retranslation and Reception (costosetto ma con diversi capitoli gratuiti).
Nelle antologie la presenza di diverse voci traduttrici rappresenta una sfida aggiuntiva per i curatori. In questo caso al lettore può sembrare di star leggendo autori diversi, cosa da evitare.
La difficoltà di selezionare la giusta traduzione
Chi non è abbastanza legato a un autore da comprare le stesse antologie più e più volte è solito pensare che “alla fine il succo resta quello”. Non proprio. Certo l’assassino resterà il maggiordomo, ma l’indagine sarà condotta in modo diverso, più o meno noioso, più o meno logico.
Tradurre un libro non è come tradurre un manuale o un dialogo, chi traduce deve essere soprattutto un bravo scrittore. Il testo deve essere reso fruibile.
Senza voler spolverare pezzi troppo complessi né troppo evidenti, riportiamo l’inizio del racconto “William Wilson”, E.A. Poe, nelle diverse traduzioni a nostra disposizione.
Traduzione di…
Daniela Palladini:
Che dire? che dire torva COSCIENZA,
spettro sul mio cammino?
CHAMBERLAYNE, PharronidaPermettete che per il momento mi chiami William Wilson. La pagina bianca che mi si apre davanti non deve essere insudiciata dal mio vero nome.
dal Mammut di Newton Classici
Renato Ferrari:
Che dirne? Che cosa dire della sinistra COSCIENZA,
Quello spettro sul mio sentiero?
Pharonnida di CHAMBERLAYNEPermettere che, per ora, io chiami me stesso William Wilson. La bella pagina che in questo momento mi sta dinanzi non deve essere insudiciata dal mio vero nome.
da un’edizione da edicola DeAgostini (1985)
Maria Gallone:
Che cosa dici?
Che cosa dici della bieca «coscienza»,
Di questo spettro sul mio cammino?
CHAMBERLAYNE, PharronidaLasciate che mi chiami per il momento William Wilson. La pagina candida che ho dinanzi non deve essere insozzata dal mio vero nome
Giorgio Manganelli:
Ma che dire, che dire della Coscienza austera,
Spettro della mia strada?
CHAMBERLAYNE, PharronidaPer ora, mi chiamerò William Wilson. La pagina onesta che mi sta di fronte non verrà bruttata dal mio vero nome.
Einaudi (1983)
Elio Vittorini:
Perché chiamare coscienza
Questo spettro che mi attraversa il cammino?
CHAMBERLAYNE, PharronidaMi sia concesso, per il momento, di chiamarmi William Wilson. La pagina ancora vergine che mi sta davanti non dev’essere insudiciata dal mio vero nome.
Obscura, Tutti i raccondi di EA Poe (il Draghi Mondadori di cui ci occuperemo tra poco)
E ChatGPT? :))
Cosa dice? Cosa dice la torva COSCIENZA,
Quello spettro sul mio cammino? – Chamberlaine’s Pharronida.Lasciatemi chiamare, per ora, William Wilson. La bella pagina che giace davanti a me non deve essere macchiata con il mio vero nome.
Originale Inglese
What say of it? what say of CONSCIENCE grim,
That spectre in my path? -Chamberlaine’s Pharronida.
LET me call myself, for the present, William Wilson. The fair page now lying before me need not be sullied with my real appellation.
Da queste poche righe capite quanto è difficile selezionare qualcosa, curare un’antologia!
Nota a margine: la citazione da “Pharronida” di Chamberlayne – a inizio del racconto – serve per introdurre il tema della coscienza tormentata, che è centrale nella narrazione di Poe. A tal proposito poniamo all’attenzione un altro dettaglio: solo la versione economica DeAgostini, la più piccola, la scrausa da edicola, ha ritenuto opportuno aggiungere una nota:

Tradurre i titoli, sempre!
Inizia a esserci la moda di pubblicare libri italiani con titoli in inglese, che è un’idiozia.
Tradurre il titolo di un libro in italiano rende immediatamente chiaro il contenuto e il tema del libro agli utenti italiani. Un titolo tradotto può essere più facile da comprendere e ricordare rispetto a un titolo in lingua straniera, specialmente per chi non è fluente in inglese. E chi lo è non ha alcuna ragione per affidarsi a traduzioni altrui.
I titoli dei libri spesso riflettono aspetti culturali e sensibilità specifiche del pubblico di un paese. Tradurre il titolo permette di adattare il messaggio e la rilevanza del libro al contesto culturale italiano, rendendo il libro più vicino e pertinente per i lettori locali.
E poi, un ragionamento terra-terra, da corso di marketing online lungo 10 minuti: il titolo tradotto efficacemente può migliorare la visibilità social e le vendite del libro. Se il titolo è in inglese, taggo in inglese, lo vedono gli inglesi… e non lo compreranno mai!
Infine tradurre i titoli dei libri può aiutare a creare una coerenza nella presentazione e nella promozione dei titoli pubblicati, oltre alla coerenza nel catalogo editoriale.
Nota per curatori e revisori: In Italiano non si scrive: «pubblicato per i tipi di Trallallero», bensì: «pubblicato da/per Trallallero».
Dove acquistare gli Oscar Draghi?
I volumi sono sempre pesantucci e senza sovraccoperta né pellicola. Rispetto alla mole, sono delicati. Non si prestano per niente alle spedizioni via Amazon, ché da anni non utilizza più imballaggi adatti.
Poiché anche dai negozi online specializzati le sorprese potrebbero non mancare, il consiglio è di prenderli di persona in libreria, ordinandoli lì se necessario. La libreria fa da filtro, scartando subito i pezzi difettati (curiosità: ci sono un paio di distributori disastrosi, e sono anche i più grandi d’Italia. Provate a chiedere ai vostri librai preferiti quanta roba deve mandare indietro ogni volta, a sue spese!).


Danni di spedizione a parte, i problemi più frequenti, riscontrati anche da noi, sono relativi a intere pagine stampate male, rilegature sbilenche e copertine incollate al contrario. Cose che si vedono spessissimo anche sulle altre collane Mondadori!

Con gli Oscar Ink siamo arrivati al punto da avere copie a prezzo maggiorato non per la tiratura limitata in generale ma per la tiratura limitata dei pezzi non fallati.
In linea teorica l’unica colpa di Mondadori è quella di non cambiare stampatore, dato che questi controlli andrebbero fatti da loro. Aggiungiamo che Mondadori è – dalla nostra esperienza – tra i pochi editori a non rispondere ai clienti quando segnalano copie fallate. Nemmeno un copia/incolla di cortesia. L’altro a non farlo è Fanucci, stesso stampatore: coincidenze?
Ultima curiosità: zero fallati su una trentina de Gli Adelphi, eppure lo stampatore è lo stesso. Contrattino diverso? Penali sui difettati? Chissà!
*aggiornamento postumo: Fonti riservate suggeriscono che le colpe siano di stampatore e distributore, gli incaricati a verificare il buono stato dei volumi. Mentre l’editore le copie non le vede mai, sa solo che esistono.
Oscar Draghi: critiche ed elogi
Come ormai tutte le cose, anche gli Oscar Draghi sono divisivi. Si tende ad amarli o odiarli senza mezze misure, spesso basandosi su informazioni frammentarie o su una singola esperienza. Anche chi vi scrive si è avvicinato ai Draghi solo da pochi anni e li ha sempre evitati per via delle numerose critiche provenienti dai feedback su social e Amazon.
Per questo motivo riteniamo importante non fermarci alla semplice presentazione della collana e offrire un’analisi approfondita, libro per libro.
Molti Oscar Draghi sono delicati e, come accennato in precedenza, tutti sono piuttosto voluminosi. Questi libri vanno letti su una scrivania o comunque appoggiati su una superficie stabile. Non sono pensati per essere portati in giro o letti comodamente sdraiati. L’obbligo di mantenere una postura da studio non è sempre un aspetto negativo. Lì dove serve concentrazione e immersione va bene perché ti costringe a essere presente.
Chi acquista gli Oscar Draghi senza pentirsene?
In primis quanti sono abituati a leggere tomi voluminosi, poiché non devono cambiare le loro abitudini di lettura. Inoltre, ci sono quelli che possiedono già gran parte del materiale contenuto nei volumi, ma in edizioni vecchie e usurate, e desiderano un unico volume nuovo da esporre con orgoglio in libreria.
Chi odia di più questa collana?
Quanti speculavano su vecchie edizioni di racconti, vendendo a 30/50/100€ robe ingiallite, strappate e ammuffite. I curatori di Oscar Draghi stanno facendo un ottimo lavoro, restituendo opere complete che mandano in malora i bagarini del libro. Anche quelli che oggi provano a usare proprio i Draghi, facendo la cresta al prezzo appena un volume si esaurisce. Ripetiamo: non sono edizioni limitate, verranno tutte ristampate prima o poi, inutile alimentare certe miserie umane.
Ci sono gli e-book!
Parte del successo dei Draghi deriva, infine, dagli ebook. La versione digitale infatti è molto economica, solitamente €14,99. A quel prezzo si acquistano antologie ben organizzate, formattate e indicizzate.
Il consiglio è sempre di visualizzare le anteprime per vedere qual è l’esperienza di lettura del volume specifico. Quelle molto illustrate non andranno bene ovviamente sugli e-reader, meglio un tablet. Quelle molto annotate sono scomode ovunque, salvo ignorare le note.
È davvero un peccato che chi compra la versione fisica non venga omaggiato di quella digitale, sarebbe sufficiente un QR code univoco all’interno del libro.
Video e recensioni libri Oscar Draghi Mondadori
Ad ogni libro letto abbiamo dedicato un veloce (c’è la pausa!) short su Youtube, dove è possibile vedere per sommi capi l’impostazione data al libro e l’indice dei contenuti. Gli short su Youtube hanno sempre una breve recensione in descrizione oppure il link alla recensione estesa sul sito.
Link alla Playlist su Youtube
«Credo che ci sia qualcosa di terribile qui: un cittadino laborioso, onesto, responsabile, una persona adulta e istruita, che ha paura dei draghi, ha paura degli hobbit, e ha il terrore delle fate. È divertente, ma è anche terribile. Qualcosa è andato molto storto.»
da ‘Perché gli americani hanno paura dei draghi?’, Ursula K. LeGuin (1974)
SEGUONO GLI AGGIORNAMENTI POSTUMI:
2025: da Draghi a Mammut?
Avevamo scritto che non c’erano stati mutamenti visibili in questa collana dopo la sostituzione di Rana. Quei cambiamenti sono arrivati a febbraio 2025, con tanto di post ‘chiarificatore’ sull’Insta di Oscar Vault.

Alcuni dei prossimi Draghi non saranno più nel formato solito e con copertina rigida ma ridotti a brossurati flessibili con alette. Praticamente dei Mammut (Newton Compton) con le ali. Però, mentre i Mammut (o i vecchi Jumbo Mondadori) li paghi meno di 15€, i ‘nuovi’ Draghi saranno castrati in tutto meno che nel prezzo: sempre >25€.
Il problema grosso è che potrebbero iniziare a ristampare con questa nuova veste anche i vecchi, magari quelli che non hanno venduto tanto bene. Così come iniziare delle saghe in rigida e finirle in morbida. Cose che Mondadori (e tanti altri editori) ha sempre fatto ma non con i Draghi.
Preoccupano infine le dimensioni dei caratteri, che già non sempre erano appropriate. I nuovi brossurati avranno un formato 16×23 e rischiano di mammuttizzarsi anche da quel punto di vista.
Invece di far tornare i Draghi una cosa seria, più orientata al premium e con una cura editoriale omogenea, si è scelto di condurli verso l’estinzione.
Giorni tristi per gli amanti dei mattonazzi ç_ç
La collana Oscar Draghi si avvia alla chiusura?
Fine ottobre 2025: Da alcune settimane circola voce che Mondadori avrebbe scelto di estinguere, letteralmente, i Draghi. La notizia sembrerebbe partita da Stranimondi (11-12 ott.) e dal forum UraniaMania per poi diffondersi, sui sistemi di messaggistica, tra i gruppi di appassionati.
Poiché i progetti editoriali partono almeno un anno prima, è probabile che ci saranno ancora uscite programmate fino a primavera; difficile dunque che la chiusura venga confermata in tempi brevi. Né avrebbe senso la smentita netta, se non accompagnata dal calendario delle uscite.
- Perché chiudere la collana non avrebbe senso?
I Draghi vendono. Anche i più assurdi e pesanti (in tutti i sensi) fanno 4-5 ristampe. C’è convenienza e ci sono ormai migliaia di collezionisti che li comprano per decorarci gli scaffali.
Inoltre è quasi un brand indipendente, considerato ancora di prestigio, nonostante abbia sofferto la questione ‘Oscar Vault’.
- Perché avrebbe perfettamente senso?
La collana è stata gradualmente “sabotata”, diventando un contenitore esanime. È un libro a caso con più di 200 pagine e la copertina rigida? Mettiamolo nei Draghi! Non ha la copertina rigida? Non fa niente: Draghi! È un albo illustrato con due scritte in croce? Draghi! Snaturare la collana fa calare l’interesse per le nuove uscite, sempre meno curate (persino nei titoli! In inglese gli ultimi sette di fila!) e a prezzo più alto (35€).
Esempio da mondo reale: Se provi a piazzare una saga booktok a 30€, senza aggiungere nulla, quando allo stesso prezzo ho i 3 volumi separati: prendo i volumi separati. E dato che è di bassa lega, molti se ne disferanno, così alla fine me la caverò con una decina di euro complessivi al mercato dell’usato.
Da non sottovalutare il fatto che le collane Cult e Moderni si stanno superando e – quando disponibili – potrebbe essere più allettante prendere i singoli volumi in quelle edizioni, magari uno al mese, piuttosto che un mattone senz’anima, rilegato alla meno peggio, a trenta(cinque) euro.
Sui Draghi ci abbiamo scritto uno speciale, dedicato una playlist, speso parole e dindini (lo scrivente, da solo, ne possiede una cinquantina), quindi siamo ovviamente affezionati a questa collana. Proprio per questo ne abbiamo posto in evidenza le criticità. Tuttavia, se si continua a seguire un percorso auto-sabotante, in un contesto in cui ogni errore comporta una perdita economica, si finisce per costringere chi gestisce i conti a prendere decisioni drastiche.
2026: una mezza buona notizia?
Chi di recente si è imbattuto nella nostra pagina sul funzionamento del settore delle recensioni saprà già che da febbraio Mondadori obbliga i creatori di contenuti a richiedere ogni singolo libro desiderato. Qui Draghi è ancora una collana Oscar Vault.

Se per quest’anno fossero previste solo le 4-5 uscite finali (in termini assoluti), pensiamo che non sarebbe valsa la pena includere il nome della collana. È un wishful thinking, ce ne rendiamo conto, ma i dettagli spesso sono rivelatori.
Perché positiva solo a metà? Perché il rischio che la collana si snaturi ulteriormente, portando avanti l’autosabotaggio già descritto.