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Recensione VR BOX e altri visori economici

Il VR Box è da anni il visore 3D più diffuso, e più rebrandizzato, tra i visori economici che promettono di farci provare il brivido della realtà virtuale col nostro smartphone. Ma c’è un risparmio effettivo? E che esperienza offrono? Noi ne abbiamo provati alcuni e questa è la nostra opinione!

In principio Google creò il cartone

google cardboard

Prima dei Google Cardboard, lanciati meno di quattro anni fa, l’idea di poter interagire in un mondo 3D era ancora qualcosa di futuristico. C’erano stati degli esperimenti finiti male e c’erano annunci di dispositivi – costosi – in arrivo nel prossimo futuro ma, da consumatori, era già miracoloso trovarsi tra le mani visori con LCD a bassa risoluzione per un discutibile effetto cinema. E quelli di interattivo non avevano nulla. Con Cardboard, Google aveva radicalmente abbattuto i costi necessari per un’esperienza 3D decente, dicendo agli sviluppatori: ora tutti possono usare le applicazioni 3D, sviluppatele! Il risultato? Una decina di milioni di unità vendute, ottima risposta da parte degli sviluppatori e l’interazione 3D diventata realmente accessibile a tutti. Ma c’era di più: chiunque poteva costruirsi il proprio visore!

Seguirono le pessime imitazioni

Costruirsi il visore comporta un certo sbattimento, oltre alle difficoltà nel reperire alcuni componenti quando si abita in paese. Inoltre era pur sempre qualcosa di sperimentale: 20€ (+ss) per del cartone? Tempo pochi mesi e iniziarono a fioccare le più economiche versioni importate (indovinate da dove), che promettevano la stessa esperienza. Noi, comuni mortali quanto voi, avevamo gli stessi dubbi: 30 euro per un pezzo di cartone con due lenti? Siamo matti? Compriamo questi da 15 euro, spedizione inclusa!

C’è cartone e cartone

Imitazione cardboard

Le differenze con i cartonati originali (cioè promossi da Google) erano già nel cartone stesso. Noi poi un paio di Cardboard originali li prendemmo e fu tutta un’altra storia. Il cartone dei cloni è meno solido, si deforma facilmente e le sagome non sono precise. Il velcro stesso, utilizzato in questi cloni, è di pessima qualità e non regge il peso del cartone vuoto, figuratevi con uno smartphone all’interno!  La compatibilità con le app che richiedono il chip NFC è nulla, poiché c’è un adesivo ma non c’è il chip o, quando presente, è vuoto. E le lenti? Plasticaccia che distorce e opacizza. Erano sprecati i 15 euro di allora come lo sono i pochi euro che costano oggi.

I cloni dei cloni

Se Google distribuì 10 milioni di Cardboard, ben più alto fu il numero di download della sua app: 160 milioni. Questo spinse a costruire dei prodotti di qualità migliore, che non fossero semplici cloni di cartone. I prezzi però erano ancora meno accessibili, poiché parliamo di cifre – al lancio – tra i 60 e i 100€. Potevano non esserci alternative economiche? Ovviamente no e così arrivò tra noi il…

VR BOX

VR Box confezione

Distribuito sia con questo nome che con altri, è stato il primo modello di visore in plastica economico. Il prezzo, spedito, era inferiore ai 30 euro e una buona campagna di diffusione presso numerosi canali e siti web contribuì alla sua diffusione. Potevamo noi restare impassibili e non comprarlo? Certo che no! Foto e video erano così attraenti! Niente più cartone ma plastica. Fasce elastiche più larghe e, ipoteticamente, più comode. Carrellino a incastro per lo smartphone. Lenti regolabili. Più spazio all’interno, così da poter indossare gli occhiali. Cuscinetti imbottiti per stare comodi. E poi lui, il controller in stile Nintendo Wii!

 

VR CRAP

vr box crapE dal vivo, mentre si spacchetta, quelle aspettative non sono disattese! Ok, le plastiche sono cheap, però che gran passo avanti rispetto al cartone! C’è voglia di provarli e la sensazione iniziale è di aver fatto un buon acquisto. Proviamo a infilare lo smartphone, senza togliere la cover, e il carrello graffia la cover. Pessimo inizio e 20 euro di cover buttati. Ok, togliamo la cover, riproviamo: si spegne il telefono. Le molle del meccanismo premono sui lati e un telefono con tasto di accensione laterale non è compatibile! Cambiamo telefono e di nuovo problemi: questa volta fa presa, troppa, su uno dei tasti del volume. Terzo telefono, senza tasti laterali: OK! Si aggancia bene questa volta, facciamo scorrere il carrello e *puff!* si rompe. Pioli troppo sottili per plastiche così cheap. Qualità costruttiva imbarazzante.

Comfort

VR BoxAndiamo oltre e lo indossiamo. La fasciatura del VR Box non è poi così comoda e non tiene fermo il visore, diventato troppo pesante con il telefono inserito. Bisogna trovare il giusto equilibrio, resta comunque qualcosa che non distribuisce bene il peso e l’idea di utilizzarlo per più di 20 minuti è già esclusa. A differenza dei cloni cartonati, il visore riesce a mantenersi da solo ma richiede continue correzioni perché si sposta. Le lenti sono le stesse già trovate nei cartonati. La regolazione non migliora il risultato, anzi… Perché il meccanismo è allentato, le lenti si spostano al minimo movimento ed è difficile tenerle a fuoco. E il controller? Noi abbiamo comprato due VR BOX, uno su eBay e l’altro su Amazon. In entrambi i casi il controller non funzionava. Su eBay non l’hanno sostituito, su Amazon ovviamente sì ma anche il terzo controller non funzionava! A quel punto abbiamo rinunciato…

Rapporto qualità/prezzo

VR BOX danni cover

Rimuovere sempre la cover!

Oggi VR BOX e rebrandizzati si trovano a 1/3 del prezzo originale, intorno ai 10 euro con controller e a meno senza. Sì dirà che si acquista quello per cui si paga ma non è così, davvero. Se comprate 1kg di pane a 50 centesimi, ed è ammuffito, non dite a voi stessi: «E va bene! Per quello che l’ho pagato!». Lo stesso vale per tutti i prodotti, compreso il VR BOX. Un pezzo di plastica, per nulla funzionale, vale zero. Purtroppo, anche alzando l’asticella, la situazione non migliora di molto…

Gli altri visori

Non li abbiamo provati tutti, perché è semplicemente infattibile. Esistono cloni del clone, anch’essi molto economici, e poi i prodotti un po’ più costosi, diversi, che comunque condividono molti dei difetti riscontrati nel VR BOX. Quelli di Xiaomi utilizzano materiali migliori ma sono poco confortevoli e sono compatibili unicamente con le app proprietarie. Il Destek V4 è estremamente scomodo, non tiene ben fermo il telefono e se questo è sotto i 5.5″ perde la messa a fuoco. Lo stesso Samsung Gear VR ha problemi di messa a fuoco, oltre a far surriscaldare il telefono (e il viso). I Menggood, che eppure hanno recensioni positive, sono semplicemente inutilizzabili! Idem l’Hamswan!

Non c’è speranza?

Qualche buon prodotto, sempre sotto i 50 euro, c’è. Per esempio i visori BOBOVR sono di buona fattura e offrono un’esperienza dignitosa. Buoni, per farsi un’idea del VR su mobile, sono gli occhiali DSCVR; meglio del cartone, solo 15 euro, non si spaccano. Se volete farci giocare i bambini è meglio puntare su qualcosa di ancora più resistente come i Grab di Homido. Di tutti gli altri non sappiamo dirvi molto e, purtroppo, bisogna andare a tentativi. Le recensioni dei presunti clienti, per questa tipologia di articoli, non sono affidabili. Qui vi abbiamo spiegato i motivi: come funziona?

Ricordate che il vostro smartphone deve essere munito di giroscopio, avere un display con una buona densità di pixel (meglio sopra i 450 ppi, mai sotto i 300) e anche la pellicola protettiva utilizzata ha la sua importanza. Quelle di buona qualità ammorbidiscono i margini dei pixel. Se ancora non avete provato il 3D su mobile, fatelo, perché ne vale davvero la pena!

 

 

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