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Nespresso Inissia | Recensione 2024

La recensione della macchina per il caffè Nespresso Inissia era ormai nell’aria da qualche tempo e finalmente la pubblichiamo. Acquistata ormai oltre tre anni fa, ha prodotto migliaia di caffè, di tutte le marche, e possiamo svelarne pregi e difetti nei dettagli!

Indice

Packaging e dotazione

Il design della confezione esterna varia un po’ nel tempo. Quello che conta vedere: colore della macchina, produttore (Krups o De Longhi), numero di capsule incluse.

All’interno della confezione troviamo subito il set di degustazione con 14 o 16 capsule per familiarizzare con alcune delle tante varietà di caffè commercializzare da Nespresso. Un dépliant, sempre sulle capsule. Il manuale (multilingua, italiano compreso) e il prezioso buono di benvenuto. Il buono può essere da 20€ su un acquisto minimo di 40€ di capsule o di 40€ per un acquisto minimo di 60€. Il buono è valido solo sul sito ufficiale Nespresso.

Queste variazioni di numero di capsule, buoni, confezione, etc. dipendono dal periodo di acquisto oltre che da eventuali rimbalzi di macchinette destinate ad altri mercati. Soprattutto acquistando online può capitare magari la Inissia destinata al mercato spagnolo.

La macchina è protetta da due stampi di polistirolo, uno sopra e l’altro sotto. Questo è abbastanza spesso da proteggere in modo ragionevole la macchinetta. Infine abbiamo la nostra Nespresso Inissia, dotata della solita presa tedesca, rivestita da una pellicola protettiva.

Qualità costruttiva Nespresso Inissia

La macchinetta appare abbastanza compatta e solida. La leva è in metallo ed è molto ferma, non fa gioco quando la alziamo e abbassiamo. Così come non c’è alcun cigolio della scocca.

Nespresso Inissia

Meno convincente è apparso il serbatoio, che resta in posizione grazie alla forza di gravità e due gancetti di plastica rigida. Poco convincente anche la scelta di farlo tutto trasparente, per la gioia delle particelle di calcare più esibizioniste.

Il cassettino estraibile è composto da tre pezzi ed è insieme forza e punto debole della Nespresso Inissia.

Nespresso Inissia

Punti di forza sono la semplicità con cui si toglie, il materiale plastico di ottima qualità e il supporto della tazzina che è pieghevole. Quando si usa una tazza alta o un bicchiere non serve togliere nulla, basta sollevare il supporto della tazza.

Il male assoluto sono quei forellini che si sporcano e incrostano continuamente e sono una seccatura immensa da pulire. Immensa e ingiustificata, poiché sarebbe bastata una minuscola finestrella trasparente per vedere se il contenitore è pieno oppure no.

Immensa, ingiustificata e vana! La vaschetta da soli 50 ml, infatti, si riempirà ben prima dello scomparto delle capsule usate.

Almeno ogni sei mesi c’è da armarsi di spazzolini e ripulire la parte inferiore della macchinetta, che si incrosta parecchio. Così come il canale.

Con molta delicatezza va usato uno spazzolino anche per la parte interna, dove inseriamo la capsula.

Niente detersivi, al massimo un po’ di aceto.

Qualità dei componenti interni della Nespresso Inissia

Ma la pulizia della macchinetta Nespresso non si limita a essere problematica solo all’esterno. La decalcificazione è spesso una vera e propria spina nel fianco che può portare anche alla rottura della cara Inissia.

Che abbiate scelto Krups o De Longhi, l’interno della macchinetta è identico. Tutto è assemblato in modo tale da scoraggiare una riparazione casalinga, con tante scocche di plastica incastrate attraverso perni sottili (inclini a rompersi quando smontate) e componenti ammassati con poco stile.

Né Krups né De Longhi hanno pensato di aggiungere un semplice tastino per avviare la decalcificazione, magari legando il programma a un semplice timer. Molti dei problemi della Inissia sono legati proprio a questa operazione.

Decalcificazione Nespresso Inissia e (risoluzione) potenziali problemi

Il primo problema, a quanto pare molto frequente, è legato al surriscaldamento della pompa. L’acqua nel serbatoio è terminata, la macchinetta urla, pompa aria. Troppa aria. Si ferma.

Riempiamo il serbatoio, avviamo, niente. Urla, urla, ma non prende più l’acqua. Aggiustiamo il serbatoio, capita di metterlo male per quanto è concepito male l’incastro. Riproviamo. Niente. Prova e riprova: caput! Non fa più rumore. Smette di urlare. E qui generalmente si va di assistenza oppure si getta via. In realtà si è semplicemente bruciato il fusibile di sicurezza che è attaccato alla pompa. Pochi centesimi di euro.

Secondo problema: modalità pulizia perpetua. A volte, per ragioni sconosciute, pur attenendosi rigorosamente alle poche semplici istruzioni disponibili, la pulizia non finisce. E non si blocca semplicemente premendo i pulsanti. L’unica è staccare la spina, andare a prendere un caffè con gli amici (avendo cura di lamentarsi ad alta voce della macchinetta Nespresso) e, una volta rientrati, procedere al reset. Mantenere premuto il pulsante del caffè lungo e (senza lasciare il pulsante) attaccare la spina. Dopo qualche secondo le luci lampeggeranno a confermare il reset.

Il terzo problema è anch’esso conseguenza della decalcificazione senza freni inibitori. Si sente ‘sta poveretta urlare, l’acqua finisce, la rimetti, rifinisce, la rimetti… Ma il caffè quando lo fai? E allora si è invogliati a premere i pulsanti un po’ a casaccio: sono soltanto due, cosa potrà mai andare storto?

Va storto che la Nespresso Inissia finisce nella modalità sonno. Non prende acqua, non si aziona la pompa, non fa caffè. Lampeggia 3 volte e poi pausa. 3 volte e poi pausa. Così, all’infinito. Ovviamente nessun produttore, né Nespresso, inserisce nelle FAQ questa eventualità. Ancora una volta siamo al: centro assistenza o butta via. E ancora una volta è risolvibile con poco:

Nespresso Inissia lampeggia 3 volte – pausa – 3 volte – pausa

La soluzione è simile al reset di prima. Stacca la spina per qualche minuto. Reinserisci mentre tieni premuto il tasto con la tazza piccola. Quando questo tasto inizia a lampeggiare, lascia e premi tazza lunga. A questo punto la macchinetta lampeggerà e si spegnerà. Riaccendendola dovrebbe funzionare.

Ovviamente questi sono i casi in cui ci siamo imbattuti e per questo conosciamo la soluzione. Non inviateci email scambiandoci per l’assistenza Krups/De Longhi! Al massimo possiamo fare quello che fa l’assistenza Nespresso: dirvi di contattare Krups/De Longhi! What else!?

Ma com’è il caffè della Nespresso Inissia?

Ci sono due grossi difetti legati al caffè Nespresso con questa macchinetta. Il primo è la rumorosità livello piccolo boiler.

Tutte le macchinette del caffè fanno rumore. Le pompe devono essere potenti. Ma qui è questione di essere andati al risparmio scegliendo una pompa economica, rumorosa e poco performante. Non va bene per chi lavora di notte in ambienti dove altri dormono, perché ad ogni caffè svegliereste tutti.

Il secondo problema riguarda le dimensioni delle capsule Nespresso: sono piccole, ospitano solo 5g di caffè. Una buona dose per espresso di solito ne prevede 7.

Un altro problema poco trascurabile è che la macchinetta gocciola. Gocciola anche dopo aver scaricato la capsula.

Capsule originali Nespresso: Piccole, care, ma buone

Abbiamo provato quasi tutte le varietà originali Nespresso, comprese quelle a marchio Starbucks. Noi, per chi vuole risparmiare – dissanguandosi lo stesso, ma meno – vi consigliamo queste ultime. Sono spesso in offerta anche su Amazon e di identica qualità. Sono prodotte da Nespresso, stessi stabilimenti, anche se non figurano sul sito ufficiale.

Nonostante i limiti tecnici e fisici, compreso il fatto che il caffè scende troppo velocemente, il gusto è buono. Molto. Merito al 100% del caffè.

La quasi totalità dei caffè Nespresso e Nespresso Starbucks sono acidi e aromatici, 100% arabica. Il caffè “come al bar” per noi italiani di solito è un robusta di infima qualità, bruciato da torrefazione e macchina del caffè risalente ai gol di Schillaci, se non ancora più vintage. Ecco, così non ce ne sono tra le capsule originali.

Gusti che si avvicinano a quello e ideali per introdursi al mondo dei caffè decenti sono gli Starbucks Verona ed Espresso Roast. Della linea Nespresso: Napoli, Roma e Ristretto.

Le gamme “World Explorations” e “Master Origins” sono caffè per il resto del mondo. Potrebbero risultare imbevibili al palato non abituato. Una volta abituati a questi, però, la situazione si ribalterà e a risultare imbevibili saranno quelli serviti nei bar.

La densità e la quantità di crema cambia a seconda della varietà. Si va da quella compatta e alta a quella sottile.

Vale la pena aggiungere che mai ci siamo imbattuti in una capsula originale fallata. Tutte perfette. Tutte utilizzabili. Gran controllo qualità quindi su versante caffè e fabbricazione capsule.

Il caffè della Inissia è sempre uguale? NO.

Le capsule originali tutte perfette e caffè potenzialmente buono ma a volte lo fa male. Facendo 10 caffè della stessa varietà, non usciranno tutti e 10 allo stesso modo. Uno potrebbe sapere un po’ più di bruciato e un altro venire più annacquato.

Le prestazioni altalenanti sono una delle ragioni che scoraggiano l’acquisto delle capsule originali: oltre 40 cents a capsula e magari la macchinetta me lo sforna male. A queste cifre, diventa gioco d’azzardo.

Le capsule d’alluminio sono pericolose?

Nì. Con ragionevole certezza, la plastica è peggio, perché entra in contatto con acqua molto calda e perché possono esserci residui minuscoli che finiamo per bere.

L’alluminio conserva meglio, è impassibile a quelle temperature e l’interno della capsula (almeno le originali!) è rivestito con una lacca alimentare che evita il contatto diretto caffè/acqua/alluminio. L’alluminio è dunque tutto all’esterno.

Il futuro è sicuramente delle compostabili. Nespresso sta studiando le sue. Qualche brand ne ha fatto di compatibili ma al momento le compostabili compatibili sembrano fare tutte discretamente schifo.

Quali sono le migliori capsule compatibili Nespresso?

Stiamo recensendo una macchinetta, non i caffè. Così non si può evitare l’argomento compatibili. A nostro modo di vedere il vero banco di prova. Un caffè da 50 cents a tazza lo fa bene ma chi ne beve 4-5 al giorno vuole anche la seconda e la terza scelta per salvare il salvadanaio.

Le macchinette Nespresso sono in giro da tantissimi anni e sono probabilmente le più diffuse. La Nespresso Inissia è in produzione dal 2013. Con la scadenza del brevetto sulle capsule, è aumentata notevolmente la quantità di capsule compatibili presenti in commercio.

Le capsule realizzate completamente in plastica hanno fatto finire in assistenza tante macchinette. Il sistema è pensato e tarato per forare delle capsule di alluminio sottili. La plastica fa più resistenza e a volte è più spessa: col tempo rovina gli aghi.

Caffè Borbone raggirò questo problema appiattendo la capsula in corrispondenza degli aghi e lasciandola quindi aperta, ecco perché ogni sua capsula è confezionata singolarmente.

In seguito la quasi totalità delle capsule in plastica adottò il fondo in alluminio, facilmente forabile. Problema risolto.

La plastica però è brutta e cattiva, come sappiamo, e poi conviene sempre meno: da una parte l’immagine ecologica, dall’altra i finanziamenti per riqualificare gli impianti e passare a qualcosa di più green.

Che il futuro sia delle compostabili lo abbiamo detto prima. Il presente è dell’alluminio. Ma bando alle ciance…

Le migliori compatibili Nespresso (provate)

In questi tre anni abbiamo provato quasi tutte le marche in commercio. Il consiglio nostro è quello di fare altrettanto e partire dalle confezioni piccole. Non lanciatevi in pacchi da 100 capsule iper convenienti perché il caffè costa e se sono iper convenienti comprate fango. Allora tanto vale buttarsi sul solubile! :)

Meglio provare i kit degustazione e/o gli astucci da 10 capsule.

Ultimo appunto: le compatibili spesso cambiano. Molto spesso. Si rivolgono a fabbriche di capsule diverse, scadono i contratti di approvvigionamento, etc. Quindi prendiamo in esame solo le capsule provate nell’ultimo anno (2023).

Molto valide sono le Splendid Classico e Barista. Volendo risparmiare ancora di più, troviamo valide le Kimbo (plastica con fondo in alluminio). Stop.

Ricordiamo nuovamente che ci sono in ballo le migrazioni verso l’alluminio e, in futuro, le compostabili. Ne consegue che la maggior parte degli stock in plastica di tutti i brand saranno sempre più vecchie rimanenze.

E le capsule riutilizzabili e ricaricabili per Nespresso?

Con tutte, ma proprio tutte, si sporca tanto e si fa spesso cilecca. Alla fine è un bere centinaia di pessimi caffè per non sprecarli e con la speranza di riuscire prima o poi a farli tutti buoni. La gastrite arriverà molto prima!

Se le capsule vi sembrano care, optate per le macchine a cialde che costano poco e sporcano niente.

Riportiamo comunque le nostre esperienze. Non citiamo marchi specifici perché sono tutte uguali. Qualche importatore investe un po’ nel marketing e le fa sembrare più belle o meglio accessoriate ma sono identiche.

Modelli in acciaio (?), a vite: Sono quelle da 25/30€ cad. con tante false recensioni positive. Uno dei problemi qui è capire di cosa è fatto il materiale, dato che ci passa la roba che beviamo. Difficile credere che sia davvero acciaio: presto si danneggia la filettatura e non si avvitano più bene. Succederebbe con l’acciaio?

Modelli con coperchio adesivo: Anche qui è una questione di fede, sia per il materiale della capsula sia per quello dell’adesivo. I coperchietti a volte sono difettosi e si aprono quando la macchinetta è in funzione, non reggendo la pressione. C’è quando fanno una piccola esplosione, con fuoriuscita generosa e tanto da pulire. C’è quando l’uscita è piccola e ci troviamo i grani del caffè in tazza.

Modelli di plastica: Chiudono molto bene ma, essendoci un filtro sopra e uno sotto, la polvere non va sotto pressione. Il caffè esce senza crema né schiuma, una sorta di piccolo americano. Si trovano spesso a 2-3€, va bene averne una per le emergenze ma non certo per l’uso quotidiano.

Conclusioni

Nespresso Inissia è stata un’ottima macchinetta per molti anni. Negli ultimi è rimasta ferma al palo, come se il tempo si fosse fermato, invece è andato avanti e si sente. Si sente per il rumore e si sente per quella ottusità del rendere più complicate possibili le riparazioni.

Krups e De Longhi fanno le macchine per caffè Nespresso, di Nestlé, e fanno anche le Dolce Gusto, di Nescafé, che è sempre di proprietà di Nestlé. Con le Nescafé vanno avanti, migliorano, aggiungono di versione in versione qualcosa di nuovo. Oltre a essere più semplici da aprire e riparare. Evidentemente il problema è da ricercare altrove: non è Krups, non è De Longhi, forse neppure Nestlé.

I punti di forza della Inissia non ci sono. Il punto di forza è il sistema Nespresso, che è tra i più vecchi, diffusi e copiati. L’ampia disponibilità di capsule, originali e non. Capsule che si trovano comodamente in qualsiasi supermercato, discount compresi. Ci sono un buon numero di caffè economici decenti e per molta gente tanto basta: semplicità d’uso e caffè decente.

Anche su questo versante però, come vedremo prossimamente, la concorrenza non manca. Allora perché prendere una Nespresso Inissia nel 2024? E gli altri modelli con sistema Nespresso sono migliorati o sono rimasti tutti a dieci anni fa?

Voto 4/10

Classificazione: 2 su 5.
PROCONTRO
– Enorme varietà di capsule per tutte le tasche
– Set di degustazione
– Datata
– Difficile da pulire
– Difficile da riparare
– Prezzo alto, nonostante le promozioni
– Rumorosissima
– Prestazioni discontinue
– Gocciola molto

Di Recensioni Vere

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