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Curatori di Steam: altra occasione persa?

Il fatto che Steam assuma sempre più le connotazioni di una macchina per soldi concentrata sulla quantità e non sulla qualità, è assodato ormai da qualche anno. E con i curatori non cambia nulla.

Un po’ di numeri

Nel 2013 Steam rilasciò 565 nuovi titoli. Nel 2014 oltre il triplo: 1771. Da allora la piattaforma non si è più fermata e quest’anno è arrivata a rilasciare 8263 nuovi giochi (toccherà sicuramente i 9000 a fine anno). È giusto pubblicare qualsiasi gioco capiti? È libertà di espressione far pagare per decine di migliaia di tech demo? Senza tralasciare i finti giochi che servono semplicemente a raccogliere dati da rivendere.

Da Greenlight a Direct

Steam quality control

Uno dei grandi accusati è stato il programma Greenlight, che Steam ha cambiato in Direct. La qualità è cambiata, nonostante avesse promesso di vagliare di più. È cambiato il costo per pubblicare i giochi: prima si pagava la tantum dei 100$ soltanto una volta mentre adesso si paga per ogni gioco. Steam pubblica circa 700 giochi al mese tramite Direct, il doppio di quanti ne sfornava Greenlight, il che significa 70.000 euro mensili al netto di quanto poi incasserà dalle vendite. L’unico cambiamento reale riguarda le carte, per cui ora Steam verifica che il gioco stia vendendo realmente prima di sbloccarle. Controllo della qualità: zero.

Recensioni degli utenti

Le chiavi fornite dagli sviluppatori e quelle vendute nei negozi sono identiche. Questo ha sempre esposto il sistema a ovvie falle dovute alle chiavi regalate in cambio di recensioni positive. Una parziale toppa fu messa distinguendo, tramite un’icona, i possessori di chiavi dagli acquirenti Steam. 

Steam icone recensioni

Il sistema resta raggirabile, come chiunque può immaginare, finanziando l’acquisto di copie su Steam da parte degli amici degli sviluppatori. Ancora una volta all’utente non cambia niente ma il cambiamento porta Steam a guadagnare sui raggiri verso il suo sistema e l’utenza. 

La toppa peggio del buco

Oltre a essersi arrabbiata l’utenza, si sono arrabbiati i publisher. Perché così non solo ti puoi gonfiare il tuo gioco ma puoi anche danneggiare un rivale quando i lanci dei giochi sono vicini. Il classico: “Questo titolo pare non sia poi tanto bello, aspetto la prossima settimana per decidere perché esce quell’altro”. Senza dimenticare il problema review bomb. Steam sembrava costretta a controllare meglio le recensioni, a questo punto, e invece no. Ha reso pubbliche le statistiche, così ognuno può verificare i picchi e farsi un’idea. Peccato che pochi conoscano questa funzionalità e che Steam lanci l’allarme soltanto dopo una certa soglia (ed è molto facile restare sotto). 
Controllo della qualità: zero.

Esempio di picco sospetto riscontrato in Football Manager 2019.

E i curatori di Steam?

Per anni molti gruppi sono ingrassati grazie alle recensioni pilotate. In cambio della buona recensione, ricevevano 2-3-10 chiavi, con le quali organizzare dei giveaway per ingrassare ancora di più il gruppo. Senza dimenticare che una parte di quelle chiavi finiva sul mercato grigio. E questo a Steam non poteva andare bene, perché non ci guadagnava nulla. Allora ha cambiato sistema: adesso i giochi finiscono direttamente sugli account di Steam. Risultato: eBay piena di inserzioni dove il bene venduto è l’accesso ad account di Steam con un solo gioco. 

Affidabilità delle recensioni

Gli utenti possono recensire solo i giochi acquistati personalmente mentre i curatori no. I curatori possono recensire qualsiasi gioco, senza bisogno di possederlo. Sì ma ci saranno dei controlli, no? 

A noi sembra ovvio che non ce ne siano. Spam e offese in libertà, peggio di quanto già non accada nelle recensioni degli utenti. Libertà e rispetto dovrebbero sempre camminare di pari passo, altrimenti porti avanti un prodotto cadente. E Steam sta portando avanti diversi prodotti scadenti, perché l’unico suo competitor reale si chiama pirateria. La scelta oggi sembra essere rubare o subire passivamente quel che Valve decide.

Si possono ignorare!

Verissimo, al momento è abbastanza facile disfarsi di qualche centinaio di burloni. Infatti potrebbe farlo Steam direttamente. Invece no. Prossimamente i curatori inizieranno a essere sempre più invasivi sulle pagine, tra recensioni, streaming e altre chicche. Questo significa che, come detto prima, saremo sempre più passivi non solo rispetto a Steam ma anche nei confronti dell’attention whore di turno. 

Requisiti minimi

Ci e vi chiediamo: era così difficile prevedere tutto questo? Era difficile permettere di ricevere i giochi soltanto ad account con qualche anno alle spalle e un tot di giochi posseduti? Difficile quanto consentire la recensione solo quando uno degli amministratori possiede realmente il gioco? 

Evidente carenza di personale

Un altro problemino di Valve è che spreme tanto sviluppatori e giocatori ma condivide poco della sua ricchezza. Steam è presente in tutto il mondo, anche in Cina, un monopolista con soli 400 dipendenti.
Per rendervi chiara l’idea: Steam non solo offre spesso pagine tradotte malamente in italiano ma non ha il supporto in italiano. Quando scrivete al supporto, vi rispondono con le FAQ non per cattiveria ma perché nessuno di loro parla italiano. Se risponderete o scriverete in inglese, noterete che il supporto di Steam è in realtà veloce e adeguato nei contenuti; solo che non parla italiano. Siamo pochi noi italiani su Steam? E che significa? Bisogna essere 10 milioni per avere due dipendenti da 800-1000 euro al mese? Parliamo di Steam!
Questo è un altro problema: l’utente con la sindrome di Stoccolma. Quello che difende i brand a ogni costo, sperando così un giorno di finire in paradiso con un iphone, un PC assemblato con i suoi marchi preferiti e Steam. Parla di proteggere e invece contribuisce ad abbassare gli standard qualitativi.

Siamo curatori anche noi

Da poche settimane stiamo provando questa parte di Steam destinata ai curatori. Come sempre, con spirito critico e pronti a riportarvi tutto. Il fatto che un curatore, cioè una persona qualsiasi che decide di diventarlo, possa scrivere di ogni singolo gioco presente su Steam ci ha lasciati a bocca aperta. Insieme ad altre storture che vi abbiamo riportato subito. Vorremmo vedere che succede proseguendo il percorso nella tana del Bianconiglio Gaben e abbiamo bisogno di voi per farlo. Serve che voi ci seguiate: RV Curatore. Ovviamente recensiamo i prodotti posseduti realmente, noi. 

libreria steam

L’ultima occasione di cambiare

Molti ex monopolisti hanno perso il trono quasi a sorpresa, nel giro di poco tempo. Alla fine basta un finanziamento azzeccato a un gruppo di persone con le idee chiare per smontare un colosso. E questo accadrà sicuramente a Steam perché di vasi ne sono traboccati parecchi negli ultimi 3-4 anni e anche gli sviluppatori manifestano sempre più spesso insofferenza. Ci manca solo che ci vendano il controllo qualità come se fosse un DLC

Steam curator meme