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Two Point Hospital – Recensione

Prima di inoltrarci nella recensione di Two Point Hospital pensate: quanti eredi e quanti cloni di Theme Hospital ci sono finiti davanti negli ultimi 20 anni? Senza dimenticare che l’originale è ancora oggi acquistabile (su Origin e GOG), moddabile e… Eppure pochi lo comprano. Questo piccolo, ma importante, dettaglio dovrebbe far capire a chiunque si diletti in un remake che oggi servirebbe rinnovarlo, e di molto.

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Theme Hospital era divertente i primi giorni, perché si vedeva qualcosa di unico, totalmente originale e scanzonato. Poi annoiava. Poi lo disinstallavi e non lo riprendevi più. Questo limite era già messo in evidenza dalle recensioni dell’epoca.  Gli sviluppatori di Two Point Hospital sono arrivati a fare un remake tanto preciso da ricalcare anche ogni singolo difetto di Theme Hospital. Oltre a piazzare il loro titolo in un tempo remoto, facendolo di fatto nascere già vecchio e superato come gestionale.

Two Point Hospital ha ricalcato Theme Hospital

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Two Point Hospital è esattamente come ricordavamo Theme Hospital. Con tanto di numerosi déjà-vu avuti qua e là durante una trentina di ore di gioco. L’impatto iniziale è molto positivo, sia per la scansonatezza tipica sia per la nostalgia finalmente appagata. L’impressione del primo giorno è stata: «Caspita! Questi hanno fatto meglio dell’originale!». Perché il titolo prende, il tempo trascorre velocemente e si tende a rinviare anche il pasto per i classici “cinque minuti e poi smetto”. Quindi intendiamoci: chi ne ha parlato bene non vi ha mentito, come non vi stiamo mentendo noi. Le prime ore di gioco sono molto divertenti!

Cosa c’è da fare?

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Abbiamo una mappa con diverse strutture ospedaliere, che sono i nostri scenari. I primi scenari sono molto semplici, come un enorme tutorial della durata di qualche ora. Chi ha scritto e parlato di gioco troppo semplice è perché, evidentemente, si è fermato a questo “tutorial”. La difficoltà crescerà man mano, specialmente se anche voi siete dei completisti e preferite ottenere la piena valutazione in ogni scenario. Gli scenari hanno infatti degli obiettivi e completandoli si conquistano delle stelle, per un massimo di tre. Conquistando le stelle sbloccherete nuovi scenari, oggetti e guadagnerete bonus.

La crescita dell'ospedale

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Ogni struttura presenta delle novità e quindi delle sfide leggermente diverse dalla precedente. C’è da tenere d’occhio il bilancio, soddisfare i pazienti, mantenere felice lo staff e far crescere la reputazione della struttura, in modo da attirare più pazienti. In più, ogni anno, si terrà una cerimonia di premiazione, una sorta di oscar degli ospedali. La gestione di base è nota: generate il perimetro della stanza, piazzate gli oggetti obbligatori, abbellite con altri oggetti e assumete il personale per la stanza.

La noia

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Questo è ciò che bisognerà fare, all’infinito. E alla lunga annoierà terribilmente. Pur comprendendo che tutti i gestionali hanno una componente ripetitiva, qui è davvero troppo accentuata. Non bastasse dover continuamente costruire stanze per i medici di base e bagni, bisognerà anche pensare a panchine, distributori di cibo e di acqua, piante, climatizzazione, decorazioni varie. A ogni angolo. Per ogni stanza. Nell’immagine precedente abbiamo voluto sfoltire le file, dimettendo un po’ di pazienti: va fatto a mano. Paziente per paziente. Una rottura incredibile. Lo vedete dagli screenshot: diventa meccanico piazzare gli oggetti. E niente è sinonimo di bruttezza in un gestionale quanto portare chi lo gioca ad agire meccanicamente.

Mollato

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Insomma: sì. Il nostro record di sopportazione è di una trentina di ore, poi nessuno è riuscito a iniziare nuovi scenari. Il solo pensiero di dover ripetere, ancora una volta, tutto ciò che avevamo già ripetuto nelle ore precedenti ha ucciso ogni stimolo. Sentivamo comunque di essere andati già molto oltre gli altri recensori. E una trentina di ore su un gestionale sono poche. Pochissime. Praticamente al prezzo di un euro l’ora. L’assenza di una modalità sandbox ha limitato pesantemente l’esperienza di gioco, oltre alla sua longevità. Dover ricominciare ogni volta daccapo, ripetendo gli stessi minuscoli passaggi, ancora e ancora, è… È una mazzata tale che, anche dopo una lunga pausa (nel nostro caso dieci giorni), non verrà mai più voglia di reinstallare il gioco.

Conclusioni

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Le conclusioni sono esattamente quelle pubblicate a inizio recensione. Dispiace tanto perché il potenziale c’era tutto. Dispiace perché è un titolo che è stato sicuramente sviluppato con amore ma è stato lanciato forse troppo di fretta o comunque non a un prezzo accettabile. Non è un gioco da 35 euro. Noia a parte, l’AI fa acqua. Pazienti che corrono al distributore delle merendine pochi secondi prima di morire… Altri che a volte restano immobili in un punto, finché non muoiono o non vanno via arrabbiati. Assetati che pretendono la fontanella, nonostante il distributore di bibite piazzato di fronte. L’igiene che forse tornerà utile dopo 50 ore di gioco, non lo sappiamo, nelle prime 30 è inutile. Migliorando l’AI e aggiungendo una modalità sandbox, questo titolo potrebbe migliorare notevolmente. Per ora sono dieci ore di divertimento (tutorial) e poi iniziano le tribolazioni…

Attenzione

Ultima annotazione: memory leak. Salvate spesso e comunque non lasciate il gioco aperto per riprenderlo il giorno dopo. Con 8 GB di RAM (il requisito consigliato) si notano cali di frame già dopo un’ora. Aumentando la RAM i problemi sono solo rimandati, non risolti.

Giudizio
Voto
Voto Rapido
73%
Sintesi

Gli sviluppatori di Two Point Hospital sono arrivati a fare un remake tanto preciso da ricalcare anche ogni singolo difetto di Theme Hospital. Oltre a piazzare il loro titolo in un tempo remoto, facendolo di fatto nascere già vecchio e superato come gestionale. 

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