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The Thin Silence – Recensione

La recensione di oggi riguarda The Thin Silence, titolo indie che si aggiunge all’ormai nutrito gruppo di videogiochi che trattano il tema delle malattie mentali. Quando si toccano certi temi ci sono sempre tantissimi rischi, da quello di non trattarli in maniera adeguata all’annoiare il videogiocatore…

Come nasce The Thin Silence

Il gioco è sviluppato da due amici di Brisbane, Ben Follington and Ricky James, che insieme formano il Two PM Studio (dal nome dell’orario in cui sono soliti “fare cose” insieme). Nel 2012 decidono di fare un gioco impegnativo e impegnato. Nel 2013 avviano il progetto e il 27 aprile 2018 viene alla luce The Thin Silence.

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La storia

L’avventura è raccontata attraverso i ricordi di Ezra Westmark, in un viaggio introspettivo che toccherà le ore più buie della sua vita: «Non è un gioco sul successo. È un gioco in cui sopportare il tuo peggior momento e affrontare il prossimo. Cammina con Ezra fuori dall’oscurità, scoprendo il cammino che lo ha condotto lì…».

Meccaniche di gioco

The Thin Silence è un platform, molto molto lento, che (leggendo tutto) dura meno di sei ore. Gran parte del gioco consisterà nel combinare tra loro alcuni oggetti in modo da interagire con l’ambiente e superare dei piccoli enigmi. Per esempio costruendo degli scarponi chiodati per arrampicarci, lanciando delle corde per tirar giù delle piattaforme, etc. Niente di originale. Il resto del gioco, la parte interessante, sono i flashback, delle note sparse e le pagine di un libro (in tutto 40 documenti).

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La noia

Quando avrete costruito una decina di oggetti, sarà molto noioso doverli selezionare ogni volta. Così com’è noioso, e sin da subito, il passo del protagonista, davvero troppo troppo lento. In più non si saltano i dialoghi. Ci siamo chiesti perché gli sviluppatori abbiano voluto generare frustrazione attraverso queste scelte. E non abbiamo trovato risposta.

Il sonoro sarebbe azzeccato, non fosse per il senso di frustrazione che pervade il giocatore e che finisce col rendere irritante… Tutto! Già dopo la prima ora servirà molta motivazione per andare avanti e sopportare i ritmi imposti dal gioco.

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Conclusione

The Thin Silence è acquistabile su Steam, a 10 euro, e non è un brutto gioco. Per niente. È un gioco che diventa brutto, quasi impossibile da portare avanti, per le scelte di cui vi abbiamo parlato: la lentezza del protagonista e l’impossibilità di saltare i dialoghi già letti. Questi due, piccolissimi, fix potrebbero salvare il gioco e far conoscere la storia di Ezra a un pubblico più ampio.

 

Piace

Storia curata
Alcuni enigmi stimolanti
Sonoro azzeccato

Non Piace

Lentissimo
Niente italiano
Lento lento lento

Giudizio
Voto
Voto Rapido
61%
Sintesi

The Thin Silence è una bella storia, godibile, con tanto da leggere. Gli enigmi, anche se ripetitivi, sono accettabili per evitare l'effetto visual novel. Il problema enorme è la lentezza del protagonista, che rende frustrante il gioco al punto da disaffezionarsi e lasciar perdere. Lo consigliamo a chi ha pazienza da vendere!

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