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Cyberpunk Antologia Assoluta | Oscar Draghi Mondadori

Più che un Oscar Draghi Mondadori, un Oscar Dragone, questa antologia Cyberpunk è una raccolta imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi a uno dei movimenti letterari più influenti della seconda metà del Novecento. Il volume riunisce quattro opere fondamentali: Neuromante di William Gibson, Snow Crash di Neal Stephenson, La matrice spezzata di Bruce Sterling e l’antologia Mirrorshades, che insieme delineano l’essenza di un genere che ha saputo interpretare e anticipare le profonde trasformazioni tecnologiche e sociali del nostro tempo.

Un mattone bello grande

Gibson, Stephenson, Sterling | Mondadori (2021) | 
17 x 24 x 7 cm | 1368 pagine | 1670 g | €35 |
ISBN: 9788804730781

Ci troviamo di fronte a uno dei più voluminosi Oscar Draghi, con quasi 1400, pagine dagli edges giallo fluo, racchiuse in una copertina rigida dalle tonalità nettamente cyberpunk.

La foto di copertina è stata realizzata nel 2018 (da Rafael Moco e Milton Menezes) ispirata dalla cover del libro Neuromante realizzata da Josan Gonzalez.

Quando si tratta di grandi volumi, ci sono tre rischi: pagine sottili, doppia colonna e scritte fitte/minuscole. Per fortuna qui abbiamo solo pagine sottili (nemmeno troppo, sui 50g). Il testo è bello grande, spaziato, leggibilissimo.

La mancanza di informazioni dettagliate online, nonostante le numerose ‘recensioni’, ci ha fatto posticipare l’acquisto per un certo tempo. Questo fino a quando non abbiamo trovato la copia fisica in una libreria. Le nostre recensioni dei libri mirano spesso a fornire proprio quel tipo di informazioni che sono omesse altrove.

La rilegatura è adeguata; non si sfalderà tra le mani, e il dorso presenta uno spessore appropriato. Tuttavia, essendo un volume di oltre un chilo e mezzo, richiede di essere maneggiato con cura.

Cyberpunk, un’antologia

Il libro si apre con 15 pagine di introduzione di Bruce Sterling e si chiude con la nostalgica postfazione di Francesco Guglieri. La postfazione è di 7 pagine, leggendola ha dato l’idea di qualcosa che voleva essere più lunga e sarebbe potuto esserlo, date le 10 pagine vuote a fine volume. Anche due paginette di bibliografia, male non avrebbero fatto.

Nel mezzo sono presenti quattro opere fondamentali: Neuromante di William Gibson, Snow Crash di Neal Stephenson, La matrice spezzata di Bruce Sterling e l’antologia Mirrorshades. Ognuno di questi testi non solo ha plasmato l’immaginario del genere, ma ha anche offerto una riflessione profonda sull’impatto della tecnologia nella società contemporanea, anticipando temi oggi centrali.

Questo libro è un’antologia di importanti opere cyberpunk che non esiste in nessun altro paese a eccezione dell’Italia. Gli italiani, bisogna riconoscerlo, amano comprendere a fondo le espressioni culturali.

Bruce Sterling, pag. 5 (traduzione di Giulia Poerio)

Il libro è stato chiuso a ottobre 2020 ed è uscito a gennaio 2021, noi non faremo finta di non sapere che a dicembre 2020 era super atteso Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED.

Non dubitiamo certo della passione italiana per la cultura cyberpunk, lo stesso Sterling racconterà poi alcuni aneddoti, e noi siamo qui a scriverne in differita contando proprio su questa passione, però quella di Mondadori è stata una (azzeccata) mossa di marketing al traino del videogioco.

Una tecnologia viscerale

Nel cyberpunk, la tecnologia smette di essere un’entità distante, rappresentata dalle grandi meraviglie del passato, vedi ponti monumentali o grattacieli, e diventa qualcosa di intimo, fuso con corpo e mente.

Come scrisse Sterling nella prefazione a Mirroshades: negli anni ’80 l’evoluzione tecnologica ha prodotto dispositivi personali come i walkman, i telefoni cellulari e le lenti a contatto morbide, strumenti che ridefiniscono il confine tra il sé e l’esterno. Questo cambiamento, così profondamente umano, permea le storie dell’antologia Mondadori.

In Neuromante, Gibson ci porta in un mondo dove la fusione tra uomo e macchina è totale, con i protagonisti che navigano il cyberspazio come se fosse una dimensione reale, portando nel contempo il peso di un’identità frammentata.

In Snow Crash i governi sono stati sostituiti dalle grandi corporazioni multinazionali e il Metaverso è un rifugio. Stephenson esplora la mente e il corpo come territori invasi dalla tecnologia, tra realtà virtuali immersive e manipolazioni neurochimiche che mettono in discussione l’autenticità dell’esperienza umana.

La matrice spezzata, di Sterling, indaga le trasformazioni sociali generate da queste tecnologie invasive, mostrando come l’individuo e le istituzioni siano in continua ridefinizione.

Le storie dell’antologia Mirrorshades rappresentano un collage di prospettive, tecniche e immaginarie, che spaziano dal controllo corporativo alla ribellione individuale, fino alla ridefinizione della natura umana attraverso impianti protesici, chirurgia plastica e intelligenze artificiali.

Questa invasione dei confini tradizionali — fisici, mentali, sociali — è un tema centrale del cyberpunk. Non si tratta solo di un’estetica futuristica: è un’immersione profonda nelle aree intermedie, in quello spazio liminale dove, come dice Gibson, «la strada usa le cose a modo suo».

Cyberpunk come prospettiva globale

Il cyberpunk, oltre a essere narrativa, è un movimento che rispecchia le trasformazioni degli anni ’80 (e ’90). È figlio della contaminazione e della sovversione.

L’antologia Cyberpunk dimostra come questo movimento abbia superato i confini geografici e culturali, assumendo una prospettiva globale. Bruce Sterling, nell’introduzione al volume, celebra la controcultura italiana, definendo le sue frequentazioni milanesi «più (cyberpunk) di noi americani». Il cyberpunk è sempre stato un movimento inclusivo, che abbraccia l’ibridazione e la collaborazione tra culture, tecnologie e individui.

Il volume ‘Cyberpunk, antologia di testi politici’ di Shake Edizioni (ISBN 9788886926393) è da decenni un testo imprescindibile per conoscere il movimento.

Movimento che poi è anche cultura hacker (etici, etici veri, no ‘etico perché lavoro legalmente per le corporazioni‘), l’hacktivismo di sostanza, e tanto altro.

Conclusioni

Ciò che rende Cyberpunk così affascinante è la sua capacità di interpretare il presente. Gli autori qui raccolti hanno raccontato un mondo che era già fantascienza, costruendo storie che risuonano con le nostre esperienze quotidiane. In un’epoca dominata da reti globali, intelligenze artificiali e realtà virtuali, Cyberpunk è molto più di un’antologia: è un viaggio nelle zone liminali della nostra società, dove corpo, mente e tecnologia si incontrano e si mescolano. È un invito a esplorare le potenzialità del futuro senza dimenticare il presente, osservando il mondo con occhi nuovi e forse più umani.

è davvero brutto non vederlo nominato, raccomandiamo anche: ‘Il vero nome’ di Vernor Vinge (ISBN 9788842912408), il primo a parlare di realtà virtuale.

Di Recensioni Vere

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