Categorie
EDITORIALE LIBRI SPECIALI RV

Necronomicon: i racconti vs ‘Il libro segreto di H.P. Lovecraft’ etc

Quando si parla del Necronomicon è importante distinguere tra i racconti che lo menzionano, cioè le storie scritte da H.P. Lovecraft in cui compare il libro proibito, e le opere di altri autori che ne sviluppano (a loro modo) il mito.

Gli editori di mezzo mondo hanno spesso mischiato le carte, contribuendo ad alimentare una certa confusione. Continuiamo a leggere, in feedback e commenti, utenti che non hanno le idee chiare su cosa hanno comprato e, in parte, letto.

L’articolo che state leggendo è un editoriale. Cioè offriamo un’opinione sull’argomento e non troverete approfondimenti sui testi. Né un elenco esaustivo di testi italiani sul Necronomicon. L’idea iniziale era di mettere a video le differenze tra le edizioni, con gli indici, poi aggiungi una frase qua, aggiungine un’altra là, è uscito questo pezzo.

Intro e rancori

Verso la metà degli anni ’90 fu ingannevolmente distribuito un cofanetto che univa testi originali di Lovecraft a robe altrui.

E nell’inganno cadde anche lo scrivente, che abboccò perdendo 50.000 lire: quanto basta per aggiudicarsi l’eterno rancore di uno studente e trovarsi questa onorevole citazione dopo oltre 20 anni.

Per questa ambiguità dei titoli di copertina, Fanucci subì anche un provvedimento dell’antitrust: il PROVVEDIMENTO NECRONOMICON. Provvedimento #9993, c’è da sbizzarrirsi anche sul numero.

Se interessati al testo, cercate: ‘Provvedimento n. 9993  ( PI3383 )  NECRONOMICON’    

A parte il fascino di aver cartabollato il Necronomicon, quel provvedimento non cambiò poi molto. Tanti titoli hanno continuato e continuano a piazzare HPL proprio dove si piazza il nome dell’autore, anche fuori dal contesto grimorico.

Potenziale provvedimento Lovecraft, fresco fresco.

Tornando in topic: la commistione di racconti canonici e falsi, negli anni, ha alimentato un fortissimo disappunto verso gli ‘apocrifi’, tanto che tra i fan di Lovecraft è quasi tabù citarli.

Sì, sono diventati libri innominabili. Vi dice niente?

Falsi cosmici

Già in vita, H.P. Lovecraft vide il Necronomicon utilizzato in modo truffaldino per attirare l’attenzione dei giornali locali e pubblicizzare librerie, riviste o circoli letterari. Il mito del grimorio maledetto ha sempre avuto più presa rispetto alla fama del suo autore. Lovecraft non era soddisfatto di questa situazione e sentiva che la leggenda stava diventando così ingombrante da mettere in dubbio la sua affermazione della verità: che il Necronomicon fosse un’invenzione, mai realmente esistito.

Subito dopo la morte fioccarono anche gli annunci di privati collezionisti pronti a separarsene. Caso più celebre, che comunque contribuì ad alimentare il mito, fu quello dei volumi rilegati in pelle umana. Leggenda vuole che tra i truffati vi fosse pure Lyon Sprague de Camp.

Lo stesso Lyon che, nel 1973, fonda il collettivo ‘Abdul Alhazred’ e pubblica il suo bel falso: ‘Al Azif’.

Il volume è di quelle burle che fanno male al portafogli e irritano l’acquirente: è illeggibile.

Testo originale in Duriaco stretto, si dirà, un aramaico particolare, di un villaggio con scappellamento a destra… Pare che uscirono pure dei libricini per poterlo decodificare. C’erano già i DLC…

Lovecraft scrisse che il Necronomicon sarebbe esistito una volta scritto e Sprague de Camp volle materializzarlo.

Necronomicon: Il libro segreto di H.P. Lovecraft

Il tentativo del ’73, però, si sgonfiò piuttosto in fretta. Così, nel 1978, alcuni scrittori di fantascienza/fantastico e un occultista diedero alla luce un nuovo Necronomicon, con tanto di disegnini, suppliche, evocazioni, testi cifrati. C’era tutto ciò che poteva sfruculiare quel privilegio di accedere a qualcosa di dannato e proibito.

È l’ennesimo falso ma questa volta le cose sono fatte in grande. George Hay, Colin Wilson, Christopher Frayling, Angela Carter, Robert Turner e (ridaje!) Sprague de Camp ci mettono la faccia e la firma: abbiamo davanti il Necronomicon originale, tradotto dal famoso mago John Dee e finalmente decodificato!

Ricordo la gentilezza di George nei miei confronti intorno al 1977, quando fu ispirato a organizzare una semi-seria ricostruzione di un libro proibito, “l’impronunciabile Necronomicon dell’arabo pazzo Abdul Alhazred”, inventato da H.P. Lovecraft per le sue storie del Mito di Cthulhu. Per la “ricostruzione”, George reclutò Colin Wilson, un appassionato di Lovecraft con un notevole peso critico; Robert Turner, un occultista praticante che elaborò rituali e incantesimi quasi autentici di stampo cthulhoide; e lo sconosciuto David Langford come presunto esperto di crittografia, perché avevo accesso a potenti computer presso il Ministero della Difesa. Il volume finale includeva anche Angela Carter e L. Sprague de Camp. Che strana squadra; e che testimonianza del potere di persuasione di George.

David Langford sulla rivista londinese Odyssey del novembre 1997, pag. 8 (traduzione di recensionivere.com)

Come avrete intuito, si tratta di autori amici, famosi presso il grande pubblico, capaci di fare molta presa anche a livello di marketing settoriale (fanzine ma pure giornali belli grossi). Il colpo riuscì talmente bene da essere tradotto al volo e pubblicato in mezzo mondo.

Sebbene il Necronomicon fosse uno scherzo, un gioco letterario condotto con la serietà impassibile degli Sherlockiani, è rimasto un libro di culto – principalmente nelle edizioni straniere – e, quasi vent’anni dopo, continua a produrre occasionalmente delle buone royalties.

David Langford sulla rivista londinese Odyssey del novembre 1997, pag. 8 (traduzione di recensionivere.com)

Arriva in Italia

Della pubblicazione italiana se ne occuperà Fanucci nel 1979. Sebastiano Fusco e Gianfranco de Turris coinvolsero in questo progetto Giuseppe Lippi e Gustavo Gasparini.

Tra l’altro bella edizione, con carta che è ingiallita pochissimo e rilegatura a filo

Per far capire subito al lettore che era una supercazzola editoriale, s’inventarono un curatore: ‘Il professor Giovanni Pincus dell’Università Sulcitanea‘. E il curatore immaginario introduce il libro parlando di un congresso di Paraletteratura del 29 febbraio 1975 (sì, non esiste nemmeno il giorno) tenuto a Bombay, col professor Chandra Singh, con tanto di riferimenti a inesistenti articoli di Eco per L’Espresso e Sanguineti per L’Unità.

Se possiamo comprendere quanti si arrabbiarono con i burloni, poiché 18.000 lire dell’epoca erano tantini per il prodotto, meno comprensibili appaiono quanti continuano a scrivere che Fusco, Lippi e compagnia cascarono nel tranello. ‘Eh ma loro ci credevano’. Come abbiamo appena visto, queste opinioni sono contrarie alle evidenze: scripta manent.

https://youtube.com/shorts/PDDH96juu0I

Quella prima versione italiana del ’79 è stata ristampata in forme diverse , perdendo contenuti per strada ma restando comunque un best-seller, complice anche il fatto che nessun editore negli anni ’90 ha tentato di concorrere con i Necronomicon alternativi che sbancavano in altre nazioni. Persino il celebre Necronomicon di Simon (pseudonimo di Peter Levenda) da noi è quasi del tutto sconosciuto e mai tradotto.

Restano indelebili e divertenti i confronti letti in rete tra l’opera di Hay e quella tutta italiana di Pietro Pizzari con la sua «traduzione piuttosto fedele del Necronomicon (scritto dal pisano Abudl al Azraq)» trovata negli archivi vaticani.

La prima edizione è del 1993, pubblicata da Atanòr (£22.000). Ovviamente Pizzari, per dargli valenza presso la fanbase, attinge a piene mani dal volume di Hay e dalla cronologia elaborata da Lovecraft.

Ma torniamo un po’ indietro, 1991, al nostro ‘libro proibito’ di Fanucci che riciccia fuori per la famosa collana ‘Tutto Lovecraft’.

Qua il prezzo decolla: 30.000 lire!

In questa versione i contenuti sono in parte riorganizzati e la traduzione è rivista da Fusco e Gianni Pilo (direttori della collana). Spariscono i contributi di Lippi e Gasparini, entrano quelli confusionari di Derleth, George T. Wetzel, William S. Home, di un tale Paul J. Willis e un talissimo Claude Levy.

Nel 2002, tiratura limitatissima, arriva un altro polpettone diviso in due volumi, curati da ‘Sergio Basile e Giampiero de Vero’ che, come avrete ormai capito, potrebbero essere reali o pseudonimi, magari di chi aveva l’esclusiva con altri editori.

I volumi costavano €7,5 cad. Nel primo c’era un po’ di saggistica sul Necronomicon, poi la solita cronologia e il libro di Hay. Nel secondo racchiudeva i due falsi presenti nel cofanetto da 50.000 lire: ‘Necronomicon’ (1994), frutto del fantomatico lavoro di Venustiano Carranza, e ‘Necronomicon 2. La tomba di Alhazred’ (1997), col celeberrimo prof. Gaetano Santanna.

Nel 2015 arriva l’ultima versione del libro di Hay, totalmente spolpata.

Si scende a 14€, oggi si trova nuovo a meno di 6€

In questa ultima ristampa spariscono i contenuti aggiuntivi vecchi e nuovi. Così come le revisioni delle traduzioni, i nomi di Fusco e Pilo, persino la nota introduttiva di George Hay (che resta citato come curatore originale). Contenuti rimasti: intro di Colin Wilson, lettera dell’immaginario dott. Hinterstoisser, Turner, Langford e stop (oltre ovviamente all’Al Azif).

Il Necronomicon, i racconti di Howard Phillips Lovecraft

Nel torbido e oscuro annale del tempo, sussiste un tomo antico e maledetto conosciuto come il Necronomicon. Scritto dall’inquietante mano di Abdul Alhazred, questo grimorio proibito rivela verità abominevoli su creature che dimorano negli abissi cosmici e su rituali che sfidano la comprensione umana. Ogni pagina è intrisa di un’oscura magia che spalanca le porte verso mondi inesplorati e orrori primordiali, rendendo i suoi lettori schiavi del terrore che permea il tessuto stesso della realtà.

Tratto dalla descrizione del nostro short su Youtube
Sfastidia un po’ quel ‘necron omicon’. Scritto così sembra un’unità di Warhammer

In Italia i racconti del Necronomicon erano solitamente inseriti in altre raccolte. Abbiamo visto quelle confusionarie di Fanucci, poi il mattoncino di Newton Compton (curato sempre dal duo Fusco-Pilo) e i quattro volumi Mondadori curati e tradotti da Giuseppe Lippi tra l’89 e il ’92 (raggruppati in unico volume nel 2015), basandosi sui testi revisionati da Sunand Tryambak Joshi. La prima revisione. Come abbiamo scritto occupandoci dell’HPL annotato da Leslie S. Klinger, ci sono più versioni di queste revisioni e nessuno oggi ci va appresso ritraducendo da capo. Da quasi 40 anni le migliori traduzioni sono rimaste quelle di Lippi. Quindi il miglior Lovecraft in italiano è quello là.

E ora saltiamo al 2017, quando Mondadori dedica il suo Oscar Draghi #19 ai racconti del Necronomicon, affidandone la curatela a Lippi.

Titolo a prova di Antitrust: ‘Necronomicon ovvero i racconti delle Leggi dei Morti ispirati dal grimorio dell’arabo pazzo Abdul Alhazred a Howard Phillips Lovecraft

Non leggete per nessun motivo la descrizione su Youtube! 👀

Il libro non propone i racconti in ordine cronologico ma divisi in quattro sezioni tematiche più una quinta ospitante sei racconti scritti a più mani.

Nel mare magnum di elementi storici, invenzioni linguistiche, parentesi magiche e paradossi scientifici di cui è costellata la sua opera, Lovecraft mette ordine sfruttando il proprio amore «non tanto per la vita, quanto per l’evasione lontano dalla vita». Il perno di questo scavo è il Necronomicon, perché si tratta di un testo sapienziale e, contemporaneamente, di un’opera che non esiste: la bibbia del non-è.

Dall’introduzione di Giuseppe Lippi

A eccezione de ‘La chiave d’argento’, tradotto da Claudio de Nardi, il volume presenta le traduzioni di Lippi. Pertanto, se in passato avete già acquistato edizioni economiche di altri editori, rileggere i racconti con una traduzione differente e più accessibile, caratterizzata da una tipografia adeguata e interlinea spaziosa, è decisamente consigliato.

Non lasciatevi scoraggiare dal prezzo di copertina di €26; spesso viene offerto a prezzo scontato e, data l’ampia diffusione con decine di migliaia di copie vendute, è facilmente reperibile anche nell’usato a 10/15€. Ne vale la pena per la facilità di lettura e maneggevolezza dell’edizione, oltre alla qualità della traduzione e all’attenzione particolare nella cura editoriale. Un difetto? Solo sette illustrazioni!

Il volume si chiude con un’appendice di ben 40 pagine: storia e antologia del Necronomicon, cronologia della vita e delle opere di HPL (pezzo di Kenneth Faig) e un’ampia bibliografia. Sempre in appendice troviamo il breve saggio di Lippi: ‘La traduzione perduta del «Necronomicon»‘, lo stesso saggio che chiudeva il Fanucci del 1979.

Il Necronomicon esiste?

Esistono dei Necronomicon. Indubbiamente. Necronomicon fabbricati. ‘Falsi’. Ma cos’è un grimorio falso? Il grimorio non è un manuale di matematica, non è un testo oggettivo. Il grimorio è personale ed è strettamente legato al suo creatore; in molti casi rappresenta un vero e proprio diario. Ogni grimorio è originale per chi l’ha creato.

Esistono decine di migliaia di vecchi grimorii: da quelli risalenti alla Mesopotamia e l’antico Egitto fino alla pioggia di carte del tardo medioevo; almeno quelle scampate alle distruzioni. Migliaia di grimorii già catalogati e chissà quante decine di migliaia tra i non catalogati e i non ancora scoperti. Non mancheranno esemplari con invocazioni di esseri dormienti e riferimenti ad arabi fuori di senno.

Queste storie di Necronomicon ritrovati, dunque, andrebbero lette e valutate secondo i propri parametri personali e con lo stesso spirito con cui si leggono opere di magia, di fantasia o ricostruzioni di vita quotidiana dei nostri avi. Quando, durante un documentario su Pompei, ci viene raccontato cosa stava succedendo in quella determinata casa in quei minuti, ci lasciamo trasportare dall’oratoria di Alberto Angela o scriviamo una lettera di reclamo alla RAI? Quando leggiamo uno dei tanti diari ‘del Diavolo’, ci interroghiamo sulla loro originalità? Dareste peso a un ‘La vera storia di Merlino, ritrovati i grimorii’? Persino il Dracula di Stoker è da sempre introdotto come «un semplice fatto» corredato da documenti «perfettamente contemporanei ai fatti».

Troviamo sorprendente che, in un’epoca in cui la fanfiction viene stampata e pubblicizzata, ci si possa ancora irritare per qualche bufala ispirata a Lovecraft. In fondo la fama mondiale di HPL crebbe tantissimo proprio grazie a scherzetti come quelli di Colin Wilson e soci, rei di aver materializzato per il mainstream gli incubi del nostro amato brontolone di Providence.

Sin da piccolo ero affascinato dalle fiabe classiche e, a quattro anni, quelle dei fratelli Grimm furono tra le mie prime letture. A cinque anni rimasi conquistato da Le Mille e una Notte e spesso mi immedesimavo in un personaggio arabo, Abdul Alhazred — suggeritomi da un adulto come perfetto nome saraceno. Solo anni dopo mi venne l’idea di fare di Abdul un personaggio dell’VIII secolo e legare a lui il temuto innominabile Necronomicon!

Da una nota biografica di Lovecraft, traduzione libera di recensionivere.com
Appunti di HPL sulla storia del Necronomicon

Di Recensioni Vere

Stanchi delle solite recensioni sponsorizzate? Su recensionivere.com troverete solo recensioni leali e imparziali, frutto di una passione genuina per i prodotti. Senza banner, senza cookie invasivi, senza filtri: informazioni chiare e precise per aiutarvi a fare la scelta giusta!