Nella quasi recensione di oggi ci occupiamo dei famosi pennarelli sfumabili: il Chameleon Color & Blending System, quindi Chameleon pens, markers, tops, color tones, sgnik e sgnak. Ché già quando c’è tutto questo fumo, il pezzo di scrive da solo.
Pennarelli ad alcol e resistenza alla luce
Premessa obbligatoria perché trascurata nel 99,9999% delle recensioni: tutti gli alcohol based markers non sono resistenti alla luce. Tutti questi pennarelli utilizzano tinte coloranti e non pigmenti. Non importa se sono pennarelli da 10 cents l’uno o da 10 euro l’uno: i colori sbiadiranno. Sbiadiranno anche se tenuti nel cassetto, messi dietro un vetro UV o spruzzati col protettivo. L’unico modo per preservarli è digitalizzarli.
Chameleon?
I Chameleon sono dei pennarelli ad alcol prodotti in Cina e distribuiti dalla Chameleon Creative Products Ltd., con sede a Horley (UK), mentre il marchio appartiene a un’altra società inglese. Insomma scatole e scatoline tipiche di quando si importa un prodotto 100% cinese.
Spuntarono fuori circa dieci anni fa con una forte campagna di social marketing e si candidavano a essere i nuovi Copic. Impresa fallita, per i problemi che vedremo dopo ma anche per un prezzo non molto competitivo. Qualche anno più tardi Ohuhu ripeterà, con successo, lo schema perché copia riuscita e – soprattutto – a prezzo super accessibile.
L’idea dietro Chameleon Pens

Il pennarello è diviso in quattro sezioni: due tappi, un pennarello vero e proprio e uno sfumino. Lo sfumino, il ‘blender’, non è utilizzabile separatamente ma è infilato nella ‘camera di miscelazione’, dove può essere toccato solo con la punta del pennarello.

Queste camere sono vendute anche separatamente, incolore e colorate. Chiamate ‘color tops’. Attenzione perché naturalmente, non essendo pennarelli, costano meno e può sembrare di aver trovato una buona offerta.. A volte sono anche in set 5+5, sembrano 10 colori invece sono 5 colori e 5 toni per sfumature.
Il pennarello è un classico doppia punta. Una terza punta è quella dentro il ”top’.

Ora, anche con un Q.I. sotto la media, si capisce che con qualsiasi pennarello ad alcol si possono mettere a contatto tra loro le punte per avere degli effetti sfumati. Qualsiasi! È una caratteristica tipica di questi pennarelli!
Qualcuno in Cina ha pensato: ‘Noooo!! Seeee! Troppo facile così! Facciamo un bel pennarello da 22 cm! Uno che lo devi smontare continuamente per poter sfumare!’. L’hanno chiamato Rocco e sono andati in giro in cerca di un distributore. In UK sono rimasti molto colpiti da Rocco e si son messi in affari, cambiando però il nome: Chameleon. E non hanno mai smesso di venderlo. E noi stessi l’abbiamo comprato. Quindi marketing top! Che gli vuoi dire?🤷

Purtroppo però ci si trova ad armeggiare con un pennarello scomodissimo che rallenta tutto il processo creativo, oltre a essere fonte di distrazione (L’avrò chiuso bene? Non è che si secca? È il cappuccio giusto? No, è l’altro, ma dov’è finito!?).
Ciò che vogliamo sia compreso BENE BENE è che non basta mettere in contatto le punte come capita.

Il blender deve stare in alto, in modo che il liquido si riversi giù. E deve restare bello dritto, perpendicolare, altrimenti si distribuisce male e sul foglio la sfumatura non sarà omogenea. Se la punta è un po’ usurata iniziano anche ad apparire righe. Disastro.
Un processo che con qualsiasi brand di marker fai in due secondi, qua diventa Mission Impossible con Thanos al posto di Ethan Hunt.
Il difetto di fabbrica (nascosto)
Ma c’è di più. Le punte, come detto, sono due: quella classica ‘a proiettile’ e quella a pennello. Ora la ‘classica’, non è tanto classica ma molto molto sottile, buona per piccoli doodle e tratteggio. Ha di positivo che è resistente e scrive bene.
La punta a pennello, invece, non è a pennello.

Nella foto in alto vedete la punta a pennello classica, del Copic, poi quella ‘cotonata’ Chameleon e una nuova, sempre Chameleon. Dalla nuova noterete che non hanno punta doppia, non si può invertire e usarla 2 volte.
Qual è il difetto di fabbrica che questa società britannica si porta dietro da anni e che nessun illuminato recensore dell’internet ha mai fatto notare?

Dopo qualche ora di utilizzo, la punta cotonata si cotona completamente e si accorcia. Così non è più possibile farla entrare in contatto con lo sfumino. Questa cosa accade sempre ma, ripetiamo, bisogna usarli qualche ora.
Perché nessuno l’ha mai fatto notare? Tante ‘recensioni’ sono sponsorizzazioni o feedback del primo utilizzo, non c’è un uso approfondito. E poi di solito, a veder la punta in quello stato, si pensa che sia rovinata. Lo avevamo pensato anche noi, prima di compiere un gesto rivoluzionario: leggere il foglietto delle istruzioni.

Il vecchio adagio rubato alle Big Tech: ‘non è un difetto, è una feature!’ La punta si cotona con l’uso. Cotonata è impossibile da sfumare e anche abbastanza inutile da usare. Va bene per coprire in fretta grandi aree, ha un tratto spesso e impreciso. Non c’è la flessibilità tipica della punta a pennello. Non è un pennellino rotondo e nemmeno un bombasino, è più simile a un mocio per i pavimenti.

In più le punte non si trovano facilmente nei negozi, bisogna comprarle sul loro sito. Idem le ricariche d’inchiostro.
Con questo gravissimo difetto non ha alcun senso esaminare altri punti, la bocciatura secca è inevitabile.
Ci sono una marea di pennarelli validi oggi in commercio, anche economici. Questi costano 5€ l’uno. Follia.
P.S.: Ci siamo scordati le risposte alle domande di rito. Sono professionali? No, perché hanno tutti quei difetti.