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Il vampiro. Storia vera | Franco Mistrali

Breve recensione questa su ‘Il vampiro. Storia vera’ di Franco Mistrali, pubblicato da Edizioni Arcoiris. Il primo vampiro della letteratura italiana.

Chi è Franco Mistrali?

Nato a Parma nel 1833, è stato un giornalista, storico e romanziere. Fu un convinto garibaldino ma anche voce della destra storica, impegnandosi attivamente nella vita politica e culturale del suo tempo. Personaggio controverso e assai polemico.

«Io non sono deputato per la semplicissima ragione che mi manca ancora qualche mese ai trent’anni, prima dei quali in Italia non è permesso avere il senso comune.

Io non sono deputato perché probabilmente, se i trent’anni ci fossero, non ci sarebbero gli elettori. Tanto peggio per loro!
»

(Da ‘Morte e testamento politico del commendatore avvocato Urbano Rattazzi’)

Vi risparmiamo il copia/incolla dalla Treccani e invitiamo dare un’occhiata alle sue opere digitalizzate e disponibili (gratuitamente) nello store di Google. Valgono tutti una lettura.

Dal loculo alla nicchia

Il Vampiro di Mistrali, edito da Edizioni Arcoiris nella collana La biblioteca di Lovecraft, incarna appieno l’essenza inconfondibile dello stile dell’autore quando intento a romanzare.

La mia mente infantile guardando al limpido azzurro costellato di astri e pieno di luce, vagheggiava diafane parvenze vestite di sole e coronate di stelle: la mia mamma doveva avere anch’essa una vesta così splendente, e io pure avrei voluto indossarla. Mi dissero che per salire al cielo bisognava morire…

(pag. 237)

In ogni riga del romanzo si respira il lessico raffinato, la sintassi elaborata e quella punteggiatura a tratti bizzarra che, su quasi 300 pagine, trascinano il lettore in un percorso a volte parossistico, altre labirintico, costellato di montagne russe emotive e intellettuali. Non si tratta di una narrazione lineare, ma di un affresco letterario in cui società segrete e complotti si rincorrono dalla sfarzosa lucentezza del Principato di Monaco alle gelide lande della Siberia, in un dialogo continuo con le ombre di Hoffmann e Byron, Poe e Goethe, la cui presenza è costante, in un dissertare quasi ossessivo, fatto di citazioni e digressioni.

Interrogai le mute solitudini di Tebe e fra le mura di granito, in mezzo alle istoriate pareti, la ripetuta triade egizia mi ricorda una scienza arcana: Omero mi ricorda Circe: la Bibbia narra l’evocazione dell’ombra di Samuele nella grotta della maga per modo che pare la relazione di una seduta di magnetismo.

(pag. 131)

Come ben emerge, il lettore non viene clementemente guidato da una scrittura semplicistica, bensì invitato a una lettura attiva e penetrante, in cui ogni parola e ogni virgola diventano chiavi di accesso a un universo ricco di allusioni, di richiami culturali e di erudizione sfrenata. Mistrali non si limita a narrare una storia: egli si diverte a sfoggiare la propria vasta cultura, a impiegare un registro ampolloso che sfida i canoni della narrativa commerciale e si rivolge a un pubblico di nicchia, che sa apprezzare l’eleganza di una prosa quasi barocca.

Sarebbe stato possibile renderlo più accessibile? Secondo noi no: a tentare di semplificare quel linguaggio si rischierebbe di snaturare l’opera, trasformandola in un lavoro derivato che perderebbe la sua inconfondibile impronta stilistica e la ricchezza dei riferimenti che la rendono unica. E pazienza se alcuni termini desueti saranno da ricercare sul dizionario.. se il numero di puntini sospensivi va a sentimento…….. se «ho riuscito a scoprire»….. fa tutto parte del pacchetto!…

Edizione fisica

Volume tascabile, 19x12x2,5 cm, rilegato a filo, resistente agli spiegazzamenti. Il font scelto non è il massimo delle leggibilità e può affaticare chi ha difficoltà con la messa a fuoco.

Completano l’esperienza le magnifiche illustrazioni in stile Art Déco, opera del talento italiano Michele Carnielli (profilo Instagram).

NB: Un piccolo editore sa offrire rilegature a filo e illustrazioni originali a 14€, mentre le grandi case editrici si accontentano di confezioni standardizzate e immagini tratte da Shutterstock, spesso a 25/30€.

Conclusioni sul Vampiro di Mistrali

Avvegnaché il lavoro di Mistrali era di nicchia all’epoca e rimane tale ancora oggi: leggere quest’opera significa immergersi in un’esperienza letteraria autentica, dove ogni pagina è un viaggio, un invito a perdersi tra simbolismi e allusioni. La scrittura, quasi ipnotica, restituisce il primo vampiro della letteratura italiana. Un’intera setta consacrata al culto del sangue. Vampiri d’epoca, metafore della seduzione, del potere e delle ombre che si celano nell’animo umano.

Quando la mia accesa fantasia le prestava due ali candide e un nimbo d’oro, parca un angiolo staccato da uno dei luminosi azzurri costellati di stelle auree che sono il fondo dei quadri di Frate Angelico, il pittore dei serafini e degli arcangioli.

(pag. 151)

Così, Il Vampiro di Franco Mistrali si presenta come un’opera che va ben oltre il genere gotico: è un testo impegnativo, denso di cultura e di enigmi, destinato a chi ama lasciarsi travolgere da una scrittura che non ammette compromessi e che, pagina dopo pagina, trasforma il lettore in un attento decifratore di un codice letterario complesso e affascinante.

Di Recensioni Vere

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