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Set di acquerelli Artify | Recensione

Nella recensione di oggi ci occuperemo di una quasi vecchia conoscenza: gli acquerelli Artify, nello specifico dell’Artify Watercolor Field Sketch Set da 24 colori. Di Artify e altri marchi che si limitano a importare i prodotti cinesi, ne avevamo già parlato qualche mese fa. Oggi vogliamo entrare nel dettaglio e spiegarvi perché sono molto meglio rispetto ad altri!

La confezione

La scatola degli acquerelli è custodita in una scatola di cartoncino patinato, molto leggero, con sul fronte un acquerello molto freddo (pessima scelta) e sul retro alcune istruzioni in inglese, oltre alla tabella dei colori.

La tabella è abbastanza farlocca, sul modello dei marchi più noti. I numeri non hanno alcun senso, dato che non si possono acquistare i singoli godet. Per quanto riguarda gli asterischi, anche qui non c’è nessun riferimento. A quale scala appartengono? Dove sono i test? La documentazione? Sul sito ufficiale non troviamo nulla. Abbiamo contattato Artify per chiarimenti e ovviamente non hanno risposto. Un’assistenza clienti modello Faber-Castell.

I materiali

Aperta la confezione ci troviamo di fronte al nostro bel set da viaggio. La custodia è molto rigida, solida, non scricchiola quando sottoposta a pressione e non si apre se la sconquassiamo un pochino. Questo ci ha stupito favorevolmente perché i set economici hanno spesso custodie sottili, facilmente distruttibili, con coperchi che si staccano praticamente da soli.

Sulla parte superiore della custodia c’è il logo Artify e la descrizione del prodotto “24 watercolor”. Nella parte inferiore c’è l’anellino per poterla usare come tavolozza en plein air.

Aperta la custodia vediamo la piccola tavolozza in plastica, perfettamente integrata e posizionabile sul coperchio quando aperto. È una soluzione molto più user friendly rispetto alla cattiva usanza di far usare direttamente il coperchio per mescolare i colori (come praticamente in tutte le tavolozze dei marchi noti).

Spostata la tavolozza arriviamo finalmente ai nostri 24 acquerelli Artify! Disposti molto bene, tutti mezzi godet (i godet sono le “vaschette”). Ai lati dei colori due utili spugnette e una penna ad acqua. I mezzi godet sono normalissimi mezzi godet, dimensione standard. Lo specifichiamo perché utenti inesperti sono soliti scrivere su Amazon: “i colori sono piccoli! Per bambini!”, abituati alle cialde larghe e sottili dei set davvero per bambini. I mezzi godet misurano universalmente 1,9 x 1,6 x 1,1 cm. E sono le misure della “vaschettina”, il panetto di colore è ancora più piccolo!

Le penne ad acqua sono un tasto dolentissimo. Artify ne prevede 3. Nel set ne entra solo una. Così che fa? Una è dentro e due arrivano sparpagliate nel pacco. Nel nostro caso: rotte. Noi le abbiamo sistemate stringendo attorno alle crepe del nastro da idraulico. In questo modo possiamo usare queste penne per diluenti, gomma arabica e altre cose che tendono a rovinare le setole.

Se arrivano intere sono comunque penne appena decenti. Cinesata classica, niente per cui valga davvero la pena spendere di più!

Nota positiva: in questo set di acquerelli Artify nulla è incollato. Le spugnette possono essere estratte liberamente e lo stesso vale per le vaschette.

I colori

E finalmente giungiamo alla ciccia del discorso: come sono questi colori? Buoni! Sopra la media degli economici, sicuramente molto meglio di quelli per bambini! Altrimenti non perderemmo tempo a recensirli! Però però però sono pur sempre cinesi. Questo significa che non c’è uniformità.

I colori sono molto trasparenti e per nulla coprenti. Li abbiamo messi un po’ a confronto con roba acquarellabile di comprovata qualità per far comprendere bene la qualità. Sinceramente non abbiamo set studio da usare come confronto e sarebbe ridicolo scomodare i set professionali. Non abbiamo gli studio di Winsor & Newton, ovvero i Cotman, perché molto opachi come acquerelli, meno trasparenti addirittura di questi Artify! Nei fatti preferiamo usare i suoi Promarker Watercolour.

A fianco abbiamo messo anche le Faber-Castell Albrecht Dürer, i pastelli morbidi (studio) sempre di Faber-Castell e i famosi pastelli a cera Neocolor II di Caran d’Ache. Insomma tutti quei prodotti che vengono presentati al grido “sono acquerelli veri e propri!!”. E da qui vedete subito come, da acquerelli, sarebbero del tutto simili a un set economico.

Gli acquerelli Artify si lavorano molto bene e si sciolgono con facilità. Quasi tutti i colori non presentano granulosità. Uno dei rossi è particolarmente granuloso, quasi a livello dei pastelli morbidi! Attenzione perché la granulosità non è un difetto vero e proprio. Ci sono set professionali appositamente venduti come granulosi. Così come ci sono quelli più opachi e quelli opacizzati! Tra l’altro è un granuloso buono, che non macchia.

L’intensità dei colori è fantastica. Sono molto pigmentati e intensi, si possono diluire tantissimo. Il blu poi, come avrete visto qualche immagine fa, ha lasciato una coda estremamente lunga. Il permanent rose (praticamente il magenta) ha un’intensità del tutto paragonabile ai Neocolor (e fate attenzione che quelli di Caran d’Ache sono “acquarellabili” sì ma sono praticamente dei guazzi! Molto coprenti!).

Tutti i colori si riattivano facilmente una volta asciutti, senza lasciare macchie. E, a proposito di colori asciutti, val la pena evidenziare che i panetti, quando si seccano, restano lisci, satinati e umettati. Di solito gli acquerelli scadenti lasciano affiorare una patina oppure risultano totalmente screpolati. Questi sono perfetti.

Più bianco del bianco

Un piccolo discorsino lo facciamo sul bianco. Anche su questo argomento molte recensioni e molti canali-tutorial fanno disinformazione. Quante volte avrete sentito dire: “Ma non si usa il bianco! È inutile metterlo!”. Non è così! Il bianco dell’acquerello non è un colore da usare sul foglio, è un colore da usare per la miscelazione! Il bianco serve a opacizzare i colori. Si ottiene una specie di tonalità guazzeggiante ma più trasparente. Vedere canali con centinaia di migliaia di iscritti sfornare certe perle, che ne certificano l’incompetenza assoluta, ci fa rosicare, sì. Sono le basi: vuoi scurire? Aggiungi il nero. Vuoi opacizzare? Aggiungi il bianco. Neanche il nero dovrebbe utilizzarsi su foglio. E non solo nell’acquerello. Ma non divaghiamo oltre!

Le mescolanze

I colori degli acquerelli Artify si miscelano bene, sia fuori dal foglio che sul foglio stesso. Abbiamo usato il foglio di un pessimo blocco economico Canson, perché è quello che usa chi cerca informazioni su questi set economici. Quello che usa chi sta imparando. Sui blocchi da oltre 30 euro san caravaggiare anche le penne Bic!

Nel bagnato su bagnato potete notare l’effetto dato dalla granulosità del rosso: una sola goccia si va ad estendere e la cosa può non piacere su un dipinto totalmente affidato alle velature. Per questo consigliamo sempre di fare subito, appena si acquistano dei colori, una bella cartella. Ovvero un foglietto con sopra i colori appena testati. Lasciando lo spazio per delle note, come appunto quella sulla granulosità.

Conclusioni

Gli acquerelli Artify sono in realtà acquerelli Superior. Un marchio cinese estremamente economico, molto più economico di quello che costa a noi in Italia, che fa buoni set. Sono paragonabili a set da studio? Sì e no. L’amatore e il professionista possono trovare più utili questi che gli abusati Cotman o altri brand noti per set da studio/accademia. Sono ottimi per gli schizzi e sono ottimi per imparare. Le velature vengono meglio con questi che con i Cotman, per esempio. Quindi per imparare le velature, partendo dai Cotman, si partirebbe male, perché sono un po’ opachi.

Le bozze, specialmente en plein air, si fanno al volo, spesso comportano sprechi di materiale e quindi va bene un set decente di acquerelli trasparenti. Questo set lo è, purtroppo però il prezzo varia e molto. In questo momento è 25 euro, a volte scende a 15. Significa un bel distacco. A quel prezzo ci sono i già citati Cotman (che consigliamo in mini tubetti se si dipinge a casa), i cinesi più famosi Paul Rubens o addirittura un mini set White Nights, con cui sconfiniamo già nei prodotti per artisti!

Artify non è l’unico a piazzare il suo brand sui prodotti di Superior. Se tanti si somigliano è proprio perché la fabbrica è quella. C’è la ragionevole certezza, quindi, di acquistare un set di pari qualità quando si va sui somiglianti economici da 15 euro. Per esempio questo o questo etc. Non serve elencarli tutti, sono tanti. La differenza tra Artify e altri più o meno economici (es. Arteza) è che Artify sai che è Superior: un solo brand. Altri oggi si riforniscono da una fabbrica, domani da un’altra, e quindi non c’è nemmeno la parvenza dell’affidabilità. Due set di colori acquistati lo stesso giorno possono provenire da stock diversi e fabbriche diverse, offrendo diversi risultati.

L’utilizzo professionale è da escludersi a priori, non essendoci alcun dato affidabile riguardante la resistenza alla luce. Non si può vendere qualcosa che cambierà di tono e sbiadirà nel giro di pochi anni (chiedete sempre i dettagli dei prodotti usati quando acquistate un dipinto!!).

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