Recensioni Vere

Le Faber-Castell Polychromos sono cambiate?

Da qualche anno appaiono sempre più dubbi sulla genuinità di alcuni prodotti Faber-Castell e, in particolare, delle Polychromos vendute online. Noi stessi, quando abbiamo recensito le Faber Castell Polychromos Limited Edition, ci eravamo posti delle domande e vi avevamo promesso ulteriori indagini in merito. Il momento della verità è arrivato!

La gente mormora

Nell’immagine sottostante vedete dei Faber-Castell Gelatos, pastelli molto carini di cui forse un giorno vi parleremo nel dettaglio. A fianco la recensione di un acquirente francese. Sospetta che siano contraffatti. La recensione è del 2019, non ha ricevuto risposta. Nessuno di Faber-Castell si è interessato.

Partiamo da questo per allargare subito il discorso a un contesto internazionale in cui tanti hanno dubbi sui prodotti Faber-Castell, principalmente per evidenti carenza comunicative e di interazione con i consumatori.

E a noi sinceramente sarebbe fregato poco, siam mica qui a fare il lavoro per cui altri vengono pagati! Però bruciava l’idea di aver preso una fregatura e l’antico vaso andava portato in salvo!

Di matite contraffatte e altri crimini

Come le Faber Castell Polychromos, sul web troviamo sospetti di contraffazione che riguardano altri marchi famosi…

Nella stragrande maggioranza dei casi, almeno in Europa, non si tratta di prodotti contraffatti ma di semplici variazioni non annunciate o, in casi estremi, di esemplari difettosi. Per quanto questi brand snobbino l’utente finale, non ignorano i casi di contraffazione e c’è ovviamente grande attenzione affinché nei grandi retailer come Amazon non si infiltrino rivenditori di prodotti falsi.

Nel dubbio…

In un mondo ideale in cui l’assistenza clienti funziona e risponde alle tue domande, sarebbe stato semplice sbrogliare la matassa. Così invece abbiamo dovuto pensare a una misura non convenzionale, poiché anche le singole matite apparivano diverse dalle Polychromos Limited Edition.

Faber-Castell, dal canto suo, sul sito ufficiale non accennava a differenze. C’era la descrizione classica delle Polychromos, con allegata una tabella classica, priva dei riferimenti dei colori “speciali”.

Quindi restava il problema: come evitare di gettare soldi falla finestra, procurandosi un prodotto che al 100% fosse genuino, originale, impossibile da contraffare? Col passaparola! Abbiamo cercato vecchie Polychromos!

Sono matite vendute dall’alba dei tempi: ci sarà qualcuno che le ha usate! Naturalmente abbiamo scartato quelle più usurate, le conservate male, non potevamo rischiare alterazioni dovute alla cattiva conservazione. Finalmente abbiamo beccato una edizione del 1989. Abbiamo le nostre Polychromos più originali delle originali! L’antico vaso!

Ed eccole qui, l’esemplare #126, prodotto in Germania Ovest nel 1989, e l’attualissima #132 acquistata nel 2021! Pressappoco in cambio di un rene, perché l’azienda madre non riesce a regolare una fornitura di singole matite con Amazon.

Ci sono ovvi cambiamenti estetici in 30 e passa anni e ce ne sono anche tra la 2021 e quelle più recenti. In Malesia, dove Faber-Castell ha servizio clienti che lavora, hanno confermato ufficialmente i cambiamenti. Comunque, quando hai in mano un originale, lo capisci dalla laccatura, dalle finiture, dal legno stesso. Ecco il messaggio di conferma dalla Malesia:

Polychromos classe ’89 provate sul campo

Una delle cose che ci faceva impazzire era l’apparente impassibilità delle matite al diluente nitro. Così abbiamo comprato anche un flacone nuovo e compreso il problema #2 :)

Di seguito le prove ’89 vs limited 2019. Tratti leggeri: in alto il diluente e in basso un blender misto olio-cera. Con la matite a base oleosa non si devono usare blender (e già qui potremmo mettere il punto) a esclusiva base di cera! I migliori blender per le Polychromos sono di Caran d’Ache (spettacolare perché full blender: sulle aree vaste lo spezzi e lo usi come un pastello) e Lyra (mai una punta spezzata).

Un po’ di sovrapposizione dei rispettivi bianchi.

Qui la sfumatura per sovrapposizione, senza blender o solventi. Andrebbe fatta sempre così, senza scorciatoie, con le matite a base oleosa. Per usare le scorciatoie ci sono tutte le altre!

Magari con una carta migliore! Il rene era già stato impegnato…

Abbiamo la prova!

Se finora avete trovato le differenze impercettibili o comunque trascurabili, prendete fiato, sedetevi, preparatevi. Per un colpo di karma, nonostante molte delle matite della Limited siano esclusive, una è presente anche nella confezione del 1989!

Antoon van Dyck, ritrattista fiammingo, faceva largo uso di un pigmento bruno molto scuro che per questa ragione è noto oggi come “Bruno Van Dyck”. Matita Faber-Castell Polychromos #176, la #53 della Limited. Abbiamo qualcosa per la comparazione diretta!

I colori dei cilindri e quelli delle punte sono già visibilmente diversi. Una cosa a tratti sconvolgente per Faber-Castell, essendo essa capace di far corrispondere i colori praticamente su ogni singolo media. E anche su carta la differenza c’è.

Conclusioni

Siamo certi che negli anni Faber-Castell abbia migliorato le sue matite e per migliorare devi modificare qualcosa, anche di pochissimo. Apprezzandone la qualità dei prodotti, siamo altrettanto certi che non ci accorgeremmo di tali migliorie tra un anno e l’altro, probabilmente nemmeno tra un decennio e l’altro.

Faber Castell ha il controllo diretto dell’intera filiera. Non stiamo parlando di Arteza, Zenacolor, Artify e altri semplici importatori, che comprano stock in Cina, ora dalla fabbrica X, ora dalla Y, e piazzano il nome (ne abbiamo parlato).

Per le Limited Edition è evidente che hanno apportato cambiamenti. Forse hanno usato l’antica formula. Sicuramente nella “ricetta” è presente più cera rispetto alle standard (sì, anche quelle a base oleaosa hanno un po’ di cera). Di sicuro sono un prodotto diverso. Che, proprio per questo, vi consigliamo di acquistare se usate tanto le matite. Perché alcune tonalità non si troveranno più.

Per quanto riguarda le Faber-Castell Polychromos 2021, sono identiche a quelle del 1989. Identiche. Esclusa la ridotta parentesi Limited Edition, le Polychromos non sono cambiate.

Ci abbiamo rimesso un rene ma la verità ha trionfato e anche l’antico vaso è stato tratto in salvo!

P.s.: Prima che disturbiate quei poveretti del servizio malesiano, vi confermiamo noi che le singole matite originali possono arrivare in cilindri di dimensioni diverse!

P.p.s.: Sì, un rene e un polmone.

P.p.p.s.: La #131 è tanta roba.

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