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Orwell
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Recensione della distopia degli Osmotic Studios
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Per il lancio dei propri awards, Steam ha recentemente chiesto agli utenti di votare i propri giochi preferiti in otto categorie. Una di queste era: “Pensavo che questo gioco fosse bello prima che vincesse un premio” e noi abbiamo subito pensato a… Orwell! Naturalmente!

Puntualizziamo subito che il titolo del gioco è una scelta popolare, un modo per far capire subito il genere che ci troveremo di fronte, ma non ha nulla a che vedere col famoso romanzo di George Orwell. In Orwell ci caleremo nei panni di un analista, un investigatore straniero, estraneo alla nazione su cui è concentrata l’azione di questa specie di Grande Fratello. Un gruppo terroristico sta organizzando degli attentati e noi dovremo individuare i componenti di questo gruppo, oltre a sventarne gli attacchi. Come? Principalmente attraverso social network e siti web, raccogliendo i dati rilevanti e passandoli a Orwell, che è il nome del sistema trita-privacy, creando dei profili di individui (prima) sconosciuti e collegandoli tra di loro.
Già così sarebbe un titolo molto interessante ma il gioco va oltre, permettendoci di accedere alle email private dei soggetti considerati più pericolosi, le loro chat e intercettarne le comunicazioni telefoniche, tutto in “tempo reale”.

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Orwell è stato pubblicato con la formula a episodi, già tutti disponibili, e il primo è disponibile gratuitamente come demo. Invitandovi a provarla direttamente, per farvi un’idea, vi anticipiamo che il gioco completo è più profondo a livello di analisi, che diversi profili andranno aggiornati e che il titolo – per quanto sembri teleguidato – garantisce una buona rigiocabilità poiché alcune scelte si rifletteranno sul corso degli eventi.

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Ma qual è il punto di forza di questo gioco, che dura appena quattro ore? Può bastare la mera morbosa curiosità di farsi gli affari degli altri? Beh, in effetti potrebbe bastare! 🙂 Ma ciò che c’è piaciuto tanto è il modo in cui ti coinvolge, ti porta domande, ti rende incerto. Tutti siamo contrari a un controllo globale, almeno si spera, eppure qui diventerete avidi di informazioni e sarete in qualche modo contenti e soddisfatti nel violare la privacy di questi cittadini. Sentirete di essere nel giusto, degli eroi che agiscono nell’ombra e di cui nessuno mai conoscerà i volti. Oppure sentirete di aver sbagliato, che quella persona forse andava lasciata libera di agire, sentirete di non stare dalla parte giusta. E qualunque sia il vostro modo di sentire, e di giocare, vi troverete con un finale diverso.

Difetti non ne abbiamo trovati, è pur sempre un titolo economico, normale che non si possa andare troppo a fondo. In Orwell c’è tanto da leggere (in inglese) e bisogna leggere tutto, senza saltare nevroticamente da un punto all’altro. Durante l’esperienza c’è da tener conto che Orwell è pure sempre un software, non può interpretare, così se nelle intercettazioni qualcuno scherza dicendo di voler uccidere qualcuno (non succede, è un esempio a caso per non spoilerare), voi non dovrete passare quella informazione a Orwell, altrimenti il tizio sarà arrestato! Le musichette sono poche ma ben fatte, non annoiano e favoriscono la giusta concentrazione. È difficile scrivere altro perché il titolo è breve e la trama si spoilera facilmente. Ci sono dei colpi di scena e, questo lo spoileriamo, anche un mezzo jump scare fortunoso, dovuto a un bug che – si spera – difficilmente risolveranno. In pratica Orwell (sistema) andrà in crash, il vostro puntatore cambierà forma, come accade durante i caricamenti, e questo perché proprio in quel momento Orwell (gioco) avrà smesso di funzionare. In pratica potrebbero crashare contemporaneamente. A noi è successo in 3 dei 5 walkthrough e nei due in cui non è successo è perché sapevamo del bug e non abbiamo cliccato freneticamente, attendendo semplicemente che il cursore tornasse normale.

Concludendo, pensiamo che questo sia un buon esempio di gioco educativo: un titolo che non ti dice cosa fare ma ti mostra le conseguenze. Non ci sono azioni giuste o sbagliate, è un proprio sentire. Il titolo costa solo dieci euro (a volte meno su g2a) e merita di essere rigiocato almeno una volta.

Dettagli
Requisiti di sistema

Sistema operativo: Windows XP SP2+
Processore: 2.0 GHz
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: GPU: DirectX 9 compatible
Memoria: 3 GB di spazio disponibile

Offerte della Settimana
Giudizio
Voti
Voto Rapido
92%
Sintesi

Concludendo, pensiamo che questo sia un buon esempio di gioco educativo: un titolo che non ti dice cosa fare ma ti mostra le conseguenze. Non ci sono azioni giuste o sbagliate, è un proprio sentire. Il titolo costa solo dieci euro (a volte meno su g2a) e merita di essere rigiocato almeno una volta.

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