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Razer Lachesis V2 5600dpi
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“Il mouse, a volte troppo sottovalutato, può cambiare radicalmente l’esperienza sia di gioco che di navigazione/lavoro”, scrivevamo qualche giorno fa, consigliandovi di mettere il Mamba sotto l’albero.

Oggi vi presentiamo la nuova versione del Razer Lachesis che, rispetto al predecessore, non vede incrementata solo la precisione ma anche altre aggiunte e, lo anticipiamo subito, finalmente si potrà anche cambiare il colore dei led. Una buona notizia per chi, come noi, si è stufato di vedere retroilluminazioni blu ovunque, tra monitor, ventole, tastiere, casse etc.


Ci sono confezioni la cui cura per i dettagli e i materiali utilizzati riescono a dare un certo senso di appagamento ancora prima di aver provato l’oggetto acquistato vero e proprio. È questo il caso delle confezioni della Razer, sempre molto belle e capaci di far provare l’emozione di avere tra le mani un oggetto tecnologico di valore. Frasi come «Welcome to the cult of Razer», «Congratulations – there’s no turning back» o «happy hunting», puntano dritti allo spirito ludico dell’acquirente, facendolo sentire parte di un’elite.
Il Lachesis è adagiato su una cornice di plastica verde che ne esalta le forme e crea un ottimo contrasto sia col nero del mouse che con quello della confezione.

Il nome, come accade per altri prodotti Razer, è quello di un serpente: il lachesis muta. Così come il design s’ispira alla testa dello stesso serprente.

La forma del mouse e la distribuzione dei pulsanti sono studiate in modo tale che l’utilizzo del mouse risulti confortevole anche ai mancini. Sui pulsanti torneremo più avanti.

Il mouse è ben assemblato con plastiche di ottima qualità e resistenti. Un mouse fatto quindi per durare a lungo. Pregevole l’attenzione dedicata al cavo e all’attaccatura dello stesso. Rispetto ai Razer precedenti sembrano infatti ancora più resistenti. Per renderci più simpatici al caro serpentello lo abbiamo utilizzato incastrando il cavo tra la scrivania e la parete, cosa non proprio agevole quando si gioca ma utile per strattornarlo in modo più naturale durante le sessioni e simularne l’usura nel tempo. Dopo circa un mese il cavo è ancora integro e lo stesso vale per la giuntura. Per rendere meglio l’idea: il cavo di un mouse “normale” – nelle stesse condizioni – si stacca dopo due giorni di utilizzo.

Palm grip o no?

Il sito della Razer consiglia il Lachesis a chi adotta questo tipo di impugnatura. In realtà ci è sembrato più adatto a chi mescola tutti e tre gli “stili” (palm, claw, fingertip), a seconda della situazione di gioco, piuttosto che ad un palm “puro”. Rispetto ai mouse generalmente utilizzati dai palm, infatti, il Lachesis è piuttosto ribassato e l’incurvatura è più incline agli altri due stili, mentre può causare crampi se il palmo ci poggia completamente per ore.
Chi lo ha testato per più tempo in redazione passa spesso da palm a claw e l’ha trovato perfetto. Il nostro redattore“palm puro” ha le mani più grandi rispetto alla norma e anche questo può aver influito. Nessun problema per le redattrici, che hanno mani più piccole, col claw grip.
In pratica può essere sia versatile (ed è difficilissimo trovarne uno così) che amato da chi lo impugna “ad artiglio”, ma sconsigliato come palm o fingertip puro.

Con il nuovo sensore da 5600 dpi e il tempo di risposta da 1000Hz Ultrapolling/1ms, la velocità e la precisione dei movimenti del Lachesis risultano praticamente pari alla velocità e alla precisione di uno scatto reale; ciò lo rende perfetto per gli FPS.
A migliorare è anche lo scroller che ora restituisce un feed tattile durante la rotazione, garantendo maggior accuratezza.

I pulsanti sono 9, posizionati ottimamente per evitare pressione accidentali qualunque sia lo stile utilizzato,  con sistema Hyperesponse che ne riduce al minimo la latenza. Sono tutti e 9 programmabili ed è possibile switchare tra i profili attraverso il tasto posto sulla base del mouse. Nella configurazione base i due tasti vicini allo scroller servono a ridurre o aumentare la sensibilità in tempo reale.

La personalizzazione dei tasti, così come la regolazione dei DPI, l’accelerazione, il polling rate, i profili e le macro si regolano attraverso il software in dotazione di facile utilizzo. Il software presentava qualche bug ma sembra tutto sistemato dopo il recentessimo aggiornamento.
Sempre attraverso un apposito pannello possiamo variare a piacimento il colore dei led, sia dello scroller che del logo Razer (anche separatamente), così come spegnere del tutto l’illuminazione.

Mouse, com’è noto, significa topo e sono tra le prede preferite dei serpenti. Possiamo dire che il nostro Lachesis riesce a divorare gran parte dei mouse in circolazione. Fare una lista di pro e contro sarebbe superfluo.

Link alle specifiche tecniche: click

 

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